Casatenovo: preghiera all'alba, donne in cammino come Maria Maddalena

Le donne, guidate da Maria Maddalena, la mattina di Pasqua ricevettero presso il sepolcro l’annuncio angelico della resurrezione del Signore, per poi assistere per prime alla sua apparizione dopo la morte. I loro passi hanno voluto ripercorrerli anche le donne di Casatenovo, partecipando ieri alla preghiera itinerante organizzata dalla Comunità Pastorale Maria Regina di tutti i Santi.  
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Una tradizione che ricorre ogni Sabato Santo, giorno liturgico che la Chiesa dedica al silenzio e all’attesa, in occasione del quale si ricorda come Cristo stesso abbia condiviso la condizione umana fino in fondo, sperimentando la morte e il silenzio del sepolcro. Il cammino di preghiera, nelle primissime ore del giorno, è stato guidato da Suor Anna, don Danilo Bonomi e don Eusebio Stefanoni, che hanno accompagnato le fedeli dalla chiesa dedicata alla Madonna della Neve di Valaperta fino a quella di San Biagio di Galgiana. 
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“Può sembrare una contraddizione, il Dio della vita che si infila in questo sepolcro che è il regno della morte. Egli ha raggiunto l’umanità nella sua condizione più estrema, là dove regna l’assenza apparente di Dio. Ma questo silenzio divino, pur mettendoci alla prova, non è segno di abbandono. Può essere uno spazio misterioso e necessario dove la nostra libertà si esprime nella fede, basata sulla fiducia in Dio. Una fede che non si appoggia su segni evidenti o risposte immediate, ma sulla fiducia nuda in Colui che ha promesso” ha affermato in apertura don Danilo, accogliendo circa centocinquanta donne sul sagrato della chiesina, poco prima dell’alba. 
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Un percorso all’insegna della devozione e della quiete, durante il quale diverse tipologie di silenzio hanno caratterizzato le varie tappe previste. Presso la chiesa parrocchiale di Valaperta al centro della riflessione è stato collocato quello della quotidianità, mentre alla vicina scuola materna l’attenzione si è spostata sul rispetto del mistero altrui. Il silenzio della compassione ha coinvolto la tappa alle Elementari di Cascina Bracchi, ed è divenuto poi strumento responsivo alle domande sbagliate davanti alla Chiesa di Sant’Anna.

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L’incrocio tra via San Biagio e via San Michele Arcangelo ha accolto una meditazione sul silenzio davanti al tradimento, via Don Antonio Brambilla invece sulla condanna e sulla passione. Il corteo è infine giunto presso la chiesa di Galgiana, passando per l’oratorio, luogo di silenzio per eccellenza di ogni Sabato Santo.
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“Vanno, anzi no, corrono le donne di ieri per smuovere il sasso dalla tomba, per lenire ferite indelebili, per profumare il corpo straziato del loro Maestro. Da allora, continuano ad andare le donne di oggi, con la stessa passione di quelle di ieri. La loro audacia obbligherà il Dio della Vita, oggi come ieri, a ripetere il miracolo, a svuotare i sepolcri, a inventare la resurrezione e ad affidare loro anche oggi, come ieri, la prerogativa di raccontare al mondo la Bella Notizia e cantare nel cuore dell’umanità inni alla vita che non muore” hanno pregato le donne davanti all’altare della reposizione, prima della riflessione e degli auguri finali da parte di don Danilo. 
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“Tutte le volte che riteniamo che il peccato sia invincibile – ha concluso il prete – ci rendiamo conto di essere parte di un’umanità a cui è lecito sbagliare, e in qualche modo di aver bisogno a nostra volta della resurrezione. In questa giornata noi sperimentiamo l’abbraccio di Dio che ci accoglie per quello che siamo perché per ogni giorno c’è sempre una nuova speranza, una nuova risurrezione. Buona Pasqua a tutti!”.
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Per suggellare la mattinata è stato consegnato un omaggio floreale a tutte le donne presenti e c’è stata la possibilità di gustare una ricca colazione sul sagrato della chiesa, grazie ai volontari degli oratori coinvolti. 
C.Fu.
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