Pasqua 2026, turismo di prossimità sul Lago di Como
La crisi internazionale, con il conflitto in Iran, cambia le scelte degli italiani per le vacanze di Pasqua e rafforza il turismo di prossimità, all’insegna della tranquillità, della natura e della buona cucina. Una tendenza che trova piena conferma anche nell’area del Lago di Como, dove gli agriturismi si affermano come risposta concreta a una domanda in evoluzione.
“L’incertezza internazionale e l’aumento dei costi stanno riportando molti italiani a scegliere mete più vicine, senza rinunciare alla qualità dell’esperienza” sottolinea Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco. “Il nostro territorio ha tutte le caratteristiche per intercettare questa domanda: paesaggio, produzioni agricole, accoglienza diffusa”.
Il Lago di Como, da anni protagonista del turismo internazionale, si trova oggi a gestire un equilibrio sempre più delicato tra attrattività globale e sostenibilità dei flussi. In questo contesto, gli agriturismi rappresentano un elemento strategico, capace di offrire un’alternativa ai circuiti più congestionati e di accompagnare i visitatori verso l’entroterra, le colline e le aree montane.
La Pasqua è il primo banco di prova, domani arriveranno in tanti anche dalla metropoli lombarda e dall’intera regione, ma anche dalla Svizzera, per la tradizionale scampagnata fuoriporta di Pasquetta. Gli agriturismi sono pronti ad accoglierli.
“Il turista che arriva oggi cerca esperienze vere, non standardizzate” evidenzia Debora Cartolano, presidente dell’associazione agrituristica Terranostra per le province di Como e Lecco. “Gli agriturismi rispondono a questa esigenza mettendo al centro il rapporto con il territorio, la stagionalità dei prodotti e la relazione diretta con le aziende agricole”.
Si rafforza così un modello di turismo che integra ospitalità, ristorazione e attività esperienziali: degustazioni, visite in azienda, percorsi didattici e attività all’aria aperta diventano parte di un’offerta sempre più articolata, capace di valorizzare la filiera corta e l’identità locale.
La spinta verso le vacanze di prossimità contribuisce inoltre a ridisegnare la geografia dei flussi turistici, favorendo una maggiore distribuzione sul territorio e alleggerendo la pressione sulle riviere più note del lago. Un’opportunità per far emergere borghi, vallate e aree rurali che rappresentano il cuore agricolo del territorio.
“La sfida è trasformare questa tendenza in un’opportunità strutturale” conclude Trezzi. “L’agriturismo non è solo accoglienza, ma uno strumento per rafforzare il legame tra agricoltura, comunità e turismo, in una logica di sostenibilità e valorizzazione del territorio”.
“L’incertezza internazionale e l’aumento dei costi stanno riportando molti italiani a scegliere mete più vicine, senza rinunciare alla qualità dell’esperienza” sottolinea Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco. “Il nostro territorio ha tutte le caratteristiche per intercettare questa domanda: paesaggio, produzioni agricole, accoglienza diffusa”.
Il Lago di Como, da anni protagonista del turismo internazionale, si trova oggi a gestire un equilibrio sempre più delicato tra attrattività globale e sostenibilità dei flussi. In questo contesto, gli agriturismi rappresentano un elemento strategico, capace di offrire un’alternativa ai circuiti più congestionati e di accompagnare i visitatori verso l’entroterra, le colline e le aree montane.
La Pasqua è il primo banco di prova, domani arriveranno in tanti anche dalla metropoli lombarda e dall’intera regione, ma anche dalla Svizzera, per la tradizionale scampagnata fuoriporta di Pasquetta. Gli agriturismi sono pronti ad accoglierli.
“Il turista che arriva oggi cerca esperienze vere, non standardizzate” evidenzia Debora Cartolano, presidente dell’associazione agrituristica Terranostra per le province di Como e Lecco. “Gli agriturismi rispondono a questa esigenza mettendo al centro il rapporto con il territorio, la stagionalità dei prodotti e la relazione diretta con le aziende agricole”.
Si rafforza così un modello di turismo che integra ospitalità, ristorazione e attività esperienziali: degustazioni, visite in azienda, percorsi didattici e attività all’aria aperta diventano parte di un’offerta sempre più articolata, capace di valorizzare la filiera corta e l’identità locale.
La spinta verso le vacanze di prossimità contribuisce inoltre a ridisegnare la geografia dei flussi turistici, favorendo una maggiore distribuzione sul territorio e alleggerendo la pressione sulle riviere più note del lago. Un’opportunità per far emergere borghi, vallate e aree rurali che rappresentano il cuore agricolo del territorio.
“La sfida è trasformare questa tendenza in un’opportunità strutturale” conclude Trezzi. “L’agriturismo non è solo accoglienza, ma uno strumento per rafforzare il legame tra agricoltura, comunità e turismo, in una logica di sostenibilità e valorizzazione del territorio”.


















