Cassago piange Angelo Merlo, un ''pilastro'' per il don Guanella

L'Istituto Sant'Antonio – Opera don Guanella piange la scomparsa di un volontario che ha dato molto in questi anni alla struttura. Si è spento nelle scorse ore Angelo Merlo, originario proprio di Cassago (in particolare della frazione di Oriano) dove viveva insieme alla famiglia.
Storico allievo e presidente del gruppo degli ex allievi dell'istituto con sede in località campi asciutti, l'82enne ha dato davvero tanto alla Casa e ai suoi ''ragazzi'', vivendo il carisma guanelliano attraverso il servizio di volontario. 
A ricordarlo fra gli altri - in queste ore segnate dal dolore - è Alfonso D'Orsi, ancora profondamente legato alla struttura cassaghese nella quale ha prestato servizio per qualche anno. ''Una persona con un carattere forte: è stato un esempio per tanti per il servizio che offriva ai buoni figli e per la voglia di fare le cose. Un guanelliano attaccato alla casa e ai disabili''.
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Anche don Francesco Sposato, già superiore e direttore della strutura di Cassago, ha ricordato Merlo con parole di grande affetto: ''sempre disponibile, lasci a me e a tutti quelli che ti hanno conosciuto, la bellezza di che cosa significa vivere la gratuità del donarsi senza misura''.
I funerali dell'82enne – che lascia fra gli altri, la figlia Monica – si terranno domani, mercoledì 8 aprile alle ore 11 presso la chiesa dei SS Giacomo e Brigida, preceduti dalla recita del rosario.

Di seguito il ricordo condiviso in queste ore dall'Istituto Sant'Antonio:
Ciao, Angelo.

Ci sono notizie che non vorremmo mai dare, di quelle che lasciano un vuoto improvviso e rendono il silenzio dei nostri corridoi improvvisamente troppo pesante. Oggi questa grande famiglia piange la scomparsa di Angelo, un pezzo della nostra storia, prima come allievo e poi come volontario instancabile.

Angelo non era un uomo di tante lusinghe. Chi lo ha conosciuto bene sa che aveva quel carattere un po’ rude, a volte spigoloso, tipico di chi non ha tempo da perdere in chiacchiere perché c’è sempre qualcosa da fare. Non cercava la gratitudine a parole, ma la dimostrava con i fatti, ogni singolo giorno dell’anno. Pioggia, sole, Natale o Ferragosto: Angelo era qui. Era una presenza costante, una roccia su cui si poteva sempre contare.

Dietro quella scorza dura, però, batteva un cuore immenso. Il suo modo di voler bene era essenziale: esserci. Voleva essere d’aiuto in tutto, occupandosi dei nostri ospiti con una dedizione che non conosceva pause. Per lui, questa Casa non era solo un luogo, era la sua vita, e i nostri ragazzi erano la sua famiglia.

Caro Angelo, ci mancherà il rumore dei tuoi passi, ci mancherà vederti indaffarato in ogni angolo, e sì, ci mancheranno persino i tuoi spigoli, perché erano il segno di una sincerità rara. Te ne sei andato in punta di piedi, lasciandoci però un’eredità di bene fatto nel silenzio che non dimenticheremo mai.

Grazie, Angelo. Grazie per aver scelto noi, ogni giorno.

Riposa in pace, caro amico. Ora corri a dare una mano anche lassù.
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