IterFestival ospita l'attore e regista Giorgio Pasotti con il romanzo ''Ora''

È stata la città di Arcore a ospitare, nella serata di martedì 7 aprile, l’inaugurazione di IterFestival, la rassegna letteraria promossa anche quest'anno dal Consorzio Brianteo Villa Greppi con la direzione artistica di Martina Garancini, responsabile degli eventi culturali della cooperativa sociale Lo Sciame.
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Giorgio Pasotti al centro con Martina Garancini, l'assessore Evy De Marco (a sinistra) e Lucia Urbano del Consorzio Villa Greppi

La manifestazione, che come da tradizione coinvolgerà diversi comuni del territorio, propone un ricco calendario di incontri uniti dal filo conduttore scelto per quest’anno: ''Orizzonti'', tema che invita a guardare oltre, tra prospettive personali e collettive.
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Ad aprire ufficialmente il festival, sul palco del Cine Teatro Nuovo, è stato l’attore e regista Giorgio Pasotti, protagonista di una serata intensa e partecipata, durante la quale ha presentato il suo romanzo ''Ora''.
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A dare il benvenuto al pubblico è stata l’assessore alla Cultura del Comune di Arcore, Evy De Marco, che ha sottolineato il valore della rassegna: ''IterFestival è una letteratura itinerante che arricchisce il territorio. Siamo felici di inaugurarla quest’anno con un ospite di grande rilievo come Giorgio Pasotti''.
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Sulla stessa linea la presidente del Consorzio Villa Greppi, Lucia Urbano, che ha evidenziato l’importanza del lavoro condiviso tra enti e comuni: ''Da anni promuoviamo iniziative culturali di qualità grazie al sostegno del territorio. Aprire questa edizione con un appuntamento così significativo è motivo di grande soddisfazione''.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche a Martina Garancini per la direzione artistica.
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Proprio quest'ultima ha poi accompagnato il pubblico nel dialogo con l’ospite, introducendo Giorgio Pasotti non solo come attore e regista, ma anche come autore capace di raccontare fragilità e cambiamento.
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Il romanzo ''Ora'' nasce durante il periodo della pandemia e racconta le “grandi dimissioni”, fenomeno che ha spinto molte persone a ripensare radicalmente la propria vita. Protagonista della storia è Alessio Ferrari, avvocato affermato ma profondamente insoddisfatto, che si trova a fare i conti con le proprie scelte e con il tempo che scorre.
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''Il titolo ''Ora'' richiama proprio l’urgenza della decisione – ha spiegato Pasotti –. È il momento in cui ci si chiede se la vita che stiamo vivendo ha davvero un senso''. Il libro, nato inizialmente come soggetto cinematografico scritto insieme a Federico Baccomo, si è poi trasformato in un romanzo che scava nell’interiorità del protagonista, mettendo in luce il contrasto tra successo esteriore e fragilità interiore.
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Durante l’incontro, Pasotti ha condiviso anche momenti della sua carriera, dagli inizi in Cina – dove si trovava per studiare Medicina e dove ha incontrato per caso il mondo del cinema – fino all’affermazione in Italia. ''Mi considero un artigiano dello spettacolo – ha raccontato –: lavoro nella mia “bottega” per restituire qualcosa al pubblico''.
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Non è mancata una riflessione sul mondo del cinema, descritto come un ambiente altamente competitivo: ''Gli spettatori vedono solo il meglio di questo mestiere'' ha osservato. Appartenente a una generazione successiva ai grandi maestri come Gassman e Sordi, Pasotti ha raccontato come questa eredità rappresenti al tempo stesso uno stimolo e una responsabilità, che ha portato molti attori a confrontarsi con un cinema più impegnato. Determinante, nel suo percorso, l’incontro con Mario Monicelli, che ha segnato un punto di svolta nella sua visione artistica. ''Fare l’attore è un gioco bellissimo – ha concluso – e se lo si vive con divertimento si diventa anche attori migliori''.
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''Il privilegio di fare l’attore – ha aggiunto – è quello di entrare nella vita di persone diverse da me, dando loro forma, sensibilità e parole''. Un percorso che lo ha portato anche a confrontarsi con storie esemplari, come quella dello sportivo Eugenio Monti, (nel film Rosso Volante ndr), simbolo di etica e per aver aiutato un avversario a vincere. “Storie come questa uniscono sport ed etica e rappresentano esempi importanti, soprattutto per i giovani''.
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Ampio spazio è stato dedicato anche ai temi centrali del romanzo: il rapporto con i figli, la difficoltà di comunicazione tra generazioni, il bisogno di autenticità. Particolarmente toccante il riferimento al personaggio della figlia del protagonista, ispirato anche alla sua esperienza personale di padre.
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Non sono mancati momenti di forte coinvolgimento emotivo, come la lettura a due voci – con Martina Garancini – di un dialogo tratto dal libro, che ha restituito al pubblico tutta la profondità della narrazione.
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Tra le riflessioni più apprezzate, quella sul valore delle emozioni: ''Lasciatevi andare, commuovetevi – ha invitato Pasotti –. Le lacrime sono un atto liberatorio e la gentilezza può rendere il mondo migliore''.
Nel romanzo, un ruolo significativo è affidato anche alla montagna, luogo simbolico di rifugio e autenticità, e al personaggio di Gino, mentore del protagonista, che pone una domanda cruciale: ''Se la tua vita finisse ora, avrebbe avuto un senso?''.
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La serata si è conclusa con un partecipato momento di dialogo con il pubblico e con il firmacopie, durante il quale Pasotti si è intrattenuto con i lettori.
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Gloria Sala
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