Oggiono: il Bachelet ospita le unità cinofile dei Carabinieri

Torna all'istituto superiore Bachelet di Oggiono l'incontro con le unità cinofile dei Carabinieri. L'evento – svoltosi nella mattinata di oggi - prevedeva una parte teorica tenuta dal comandante della Compagnia di Merate, capitano Giovanni Casamassima, dal luogotenente Andrea Giordano del Nucleo Cinofili di Casatenovo e dal vice brigadiere Calogero Lentini del Nucleo Carabinieri Forestale di Lecco, seguita da una dimostrazione pratica con i loro cani. 
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Alcune immagini della lezione speciale alla presenza degli uomini dell'Arma dei Carabinieri

Il comandante Casamassima ha introdotto l'incontro raccontando i motivi per cui vengono addestrati questi cani, che sono considerati dei veri e propri carabinieri, aventi ognuno uno scopo ben preciso: anti-droga, anti-esplosivo, anti-veleno. I nostri amici a quattro zampe, infatti, hanno una predisposizione naturale nel rilevare gli odori, motivo per cui sono molto più efficaci degli uomini nel trovare determinate sostanze o oggetti. I cani vengono scelti sulla base non solo della razza, ma anche delle caratteristiche fisiche e caratteriali dell'animale stesso: prediletti i soggetti socievoli, curiosi e predisposti al gioco.
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Il comandante ha deciso di fare anche un approfondimento sul tema delle sostanze stupefacenti, illustrando come la tossicodipendenza sia una condizione che fuoriesce quasi all'improvviso, spesso a causa di situazioni sporadiche o per gioco, che portano poi a una dipendenza seria e sempre più crescente, con conseguenze psicologiche e fisiche sulla persona. La normativa di riferimento risale al 1990 e riguarda un testo unico in cui sono raccolte tutte le disposizioni relative agli stupefacenti. L'uso personale non è considerato reato, ma è un illecito amministrativo: crea dunque un precedente nella persona presso le istituzioni.
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Il luogotenente Giordano ha poi raccontato la costituzione del proprio reparto – con sede presso la stazione dei Carabinieri di Via Bixio - e le modalità con cui vengono addestrati i cani. Il servizio cinofilo è articolato in 21 unità in tutta Italia, di cui due in Lombardia, a Casatenovo e a Orio al Serio. Le specializzazioni con cui vengono addestrati i cani sono per la ricerca di sostanze stupefacenti, esplosivi, persone disperse o cadaveri. Ogni cane ha come unico punto di riferimento il proprio conduttore, che vede come il suo capobranco. La razza del cane è molto importante, perché non tutte sono portate per questo tipo di addestramento e di lavoro.
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I cani vengono abituati a cercare un odore specifico, al cui ritrovamento gli verrà dato un boccone di cibo o un momento di gioco, in modo tale che associ sempre questi due elementi. Vengono così sfruttate le doti naturali del cane di fiutare gli odori, di aver voglia di giocare e di curiosare in giro. Gli si insegna in particolare a sedersi o sdraiarsi dopo aver fatto il proprio lavoro, in modo tale che non entrino in contatto con la sostanza, che potrebbe metterli in pericolo. Per quanto riguarda la ricerca di esplosivi o di armi a fuoco, i cani vengono addestrati a seguire un raggio laser puntato dal proprio conduttore, che segnala la zona in cui il cane dovrà ricercare.
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Il vice brigadiere Lentini ha invece raccontato la nascita dell'unità cinofila forestale, dalla fusione nel 2017 tra il Corpo Forestale e l'Arma dei Carabinieri. Le unità cinofile antiveleno nascono per richiesta della comunità europea di fronteggiare un fenomeno in continua crescita, ossia quello dell'avvelenamento della fauna, in particolare per quegli animali che vengono in contatto con l'attività dell'uomo, che reagisce cercando di eliminare il problema.
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Questa situazione può avvenire anche in contesti urbani, dove gli animali possono essere vittime di dissidi tra vicini, che mettono del veleno nel cibo per fare da esca e eliminare il cane o il gatto che gli sta dando fastidio. Il cane viene addestrato anche a non entrare mai in contatto con gli altri animali. 
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A seguire, sono stati mostrati tre cani in azione, uno per ogni scopo. Il primo cane-carabiniere a dimostrare il proprio lavoro è stata Roxy, un pastore tedesco di 4 anni, che opera nell'ambito dell'anti-droga. Sono state poste per terra quattro valigie: inizialmente vuote, una di queste è stata poi sostituita da una valigia contenente una sostanza stupefacente. Inizialmente Roxy ha fatto un giro di ricognizione, annusando tutti i bagagli e non rilevando nulla di importante.
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Dopo l'inserimento della valigia compromessa, Roxy si è soffermata più insistentemente sulle altre borse, poiché sentiva un odore rilevante, per poi capire che la scia che stava sentendo proveniva dalla valigia centrale, vicino alla quale si è seduta. I carabinieri hanno spiegato ai ragazzi che spesso gli odori sono influenzati dal vento o dall'aria condizionata (che era presente in questa sala), motivo per cui Roxy ci ha messo un po' di più a comprendere l'origine certa di ciò che aveva annusato. 
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Premiata per il suo lavoro con un boccone, Roxy ha lasciato il posto a R-Max, un pastore belga di 6 anni, un cane anti-esplosivo. I carabinieri hanno spiegato che questa razza è molto più attenta e molto più istintiva rispetto al pastore tedesco: "Di fronte a un ostacolo, il pastore tedesco cercherà di capire quale sia la via migliore per superarlo, mentre il pastore belga, semplicemente, ci salterà sopra".
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R-Max ha iniziato, su comando del proprio padrone, a girare per l'intera sala, annusando in ogni angolo e sotto ogni sedia, alla ricerca di un'arma da fuoco. Appena ha sentito una scia intorno ad alcune delle sedie dietro ai ragazzi, il cane si è soffermato ad annusare meticolosamente ogni dettaglio, per capire esattamente da dove provenisse l'odore.
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Una volta individuata l'arma, si è seduto e ha aspettato il richiamo del proprio comandante. Mentre i carabinieri spiegavano ai ragazzi che a volte possono confondere l'odore corretto con un altro odore forte, come quello del toner nero, molto simile all'arma da fuoco, R-Max continuava a stare seduto, guardando un po' l'arma e un po' il proprio padrone, aspettando altre indicazioni. Anche in questo caso, non è mancato il premio. 
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Successivamente è stata la volta di Senna, un pastore tedesco grigio di 6 anni, con l'addestramento per rilevare veleni. Questa dimostrazione è avvenuta nel giardino della scuola, dove i carabinieri avevano nascosto un pezzo di cibo con del veleno per topi per terra e un flacone di veleno vicino ad un cestino per la spazzatura. Senna è riuscita facilmente a individuare entrambi, con grande stupore dei ragazzi. 
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Infine è stato richiamato R-Max, per mostrare ai ragazzi la tecnica di ricerca con il laser, un vero e proprio ''fiore all'occhiello'' per il nucleo di Casatenovo. Il cane si è prima avvicinato di soppiatto, seguendo i passi leggeri e silenziosi del proprio comandante, e poi, a un suo comando, è scattato verso il puntino luminoso e ha iniziato a cercare eventuali odori. Anche in questo caso, R-Max è riuscito a individuare senza problemi la pistola scarica nascosta dal luogotenente Giordano.
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L'incontro si è concluso con un grande saluto da parte dei cani, alcuni più affettuosi di altri, e un ringraziamento da parte della scuola per questo incontro così particolare.
G.I.
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