Casatenovo: festa per l'Aido che ricorda il 35esimo di attività

Il gruppo Aido di Casatenovo Missaglia Monticello ha festeggiato il 35° anniversario di fondazione domenica 12 aprile, con una messa presso la chiesa parrocchiale di San Giorgio alle 9.30 e – a seguire - un momento di ritrovo presso l’oratorio di San Giorgio alla presenza delle autorità, dei gruppi Aido della zona, degli iscritti e dei sostenitori, per condividere riflessioni su questi primi sette lustri di attività.
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Foto di gruppo per autorità e volontari all'esterno della chiesa

Nella chiesa gremita spiccavano anche le penne nere degli alpini, le divise della protezione civile e dell'associazione nazionale carabinieri, oltre alle fasce tricolori del sindaco di Casatenovo Filippo Galbiati e del vicesindaco di Missaglia Donatella Diacci. C'erano poi Riccardo Redaelli – segretario ragionale Aido - Giacomo Colombo – presidente Aido della provincia di Lecco - tutti convenuti per festeggiare l’anniversario e ricordare l’importanza della cultura del dono da insegnare sempre di più a partire dalle nuove generazioni. Proprio questo è stato anche lo spunto di riflessione consegnato da don Massimo Santambrogio, prevosto di Casatenovo, ai presenti durante l’omelia della messa che ha presieduto.
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A seguito della celebrazione, riuniti in oratorio, ha preso la parola Enrica Motterlini, presidente del gruppo Aido di Casatenovo Missaglia Monticello, ringraziando tutte le autorità presenti, gli amici e i volontari dell’oratorio, esprimendo tutta la propria gratitudine per la presenza delle famiglie di donatori che hanno compiuto una scelta difficile ma importantissima per restituire la vita a chi ha bisogno del trapianto.

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L’associazione ha mosso i primi passi nel 1991 e di anno in anno cresce nel numero di iscritti e sostenitori, ma soprattutto ha testimoniato come questi 35 anni siano stati una lunga storia fatta di incontri, condivisioni, racconti di vita e scelte complesse. Proprio questa è la ricchezza dell’Aido che si è inserita nella realtà del volontariato già presente e si è sempre tenuta in contatto con gli altri gruppi del territorio per non essere mai soli nelle scelte. Gli incontri organizzati con la presenza dei medici sono stati fondamentali per comprendere tutte le implicazioni della scelta di donare gli organi e per trasmettere la cultura del dono di sé per aiutare gli altri: questo pensiero ha condotto e continuare a muovere l’operato dei volontari Aido.
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Durante gli interventi è stato rivolto un pensiero alle ottomila persone che aspettano un organo, sottolineando come l’unica terapia, che può permettere a queste persone di tornare a una vita normale, sia il trapianto. È importante quindi sostenere l’attività dell’Aido per informare le persone e sensibilizzare a donare. Ciò può essere fatto prestando il proprio consenso al momento del rinnovo della carta di identità. È evidente come molte persone che arrivano in Comune per questa ''incombenza'' non siano adeguatamente informate rispetto alla donazione degli organi, perciò sono fondamentali gli incontri che l’Aido organizza anche nelle scuole per diffondere la conoscenza e il significato di tale gesto.
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A sinistra don Massimo Santambrogio, parroco di Casatenovo

Il sindaco di Casatenovo Filippo Galbiati, ringraziando Enrica Motterlini e tutti i volontari dell’Aido, ha precisato come sia sicuramente una scelta molto difficile di fronte a cui le famiglie si trovano in uno dei momenti più drammatici della propria esistenza, in cui spesso c’è ancora la speranza che non sia finita. Questo fa capire di più come la scelta della donazione dell’espianto sia veramente coraggiosa. Risulta evidente dalle storie della famiglia di donatori che tale decisione fa bene e cura innanzitutto le famiglie che scelgono di farlo, apre squarci di luce in un momento molto buio della loro esistenza perché favorisce incontri da cui nasce qualcosa di nuovo e di buono.
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A sinistra Donatella Diacci, vicesindaco di Missaglia

Sicuramente ci sono aspetti medici importanti dietro questa scelta, ma soprattutto ''il dono apre nuove prospettive di vita'' ha concluso il primo cittadino casatese, ricordando come sia importante stringersi intorno alle associazioni del nostro territorio.
Anche il prevosto don Massimo ha ricordato quanto sia difficile prendere questa decisione che mette in gioco una parte di sé in maniera definitiva, ma ci si arriva se ci si allena quotidianamente a piccoli gesti di dono verso gli altri.
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Il taglio della torta alla presenza di Enrica Motterlini, del sindaco Filippo Galbiati e dei referenti Aido Giacomo Colombo e Riccardo Redaelli

Il presidente Colombo ha ricordato che domenica prossima, su iniziative del Ministero della Salute, si celebra la giornata della donazione e per questa occasione l’ospedale di Lecco organizza un momento di riflessione mercoledì 15 aprile, mentre l’ospedale di Merate la settimana successiva, martedì 21 aprile: sarà una spazio, promosso dai medici e dal centro trapianti, per celebrare questa giornata e promuovere la cultura del dono.
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Gaia Spreafico

Edificante e di grande esempio la testimonianza di Gaia Spreafico, donatrice di midollo osseo, scrittrice ed ex consigliere comunale che è alla sua seconda pubblicazione con il libro ''Una pagina alla volta'', una raccolta di racconti di cui ha deciso di devolvere tutto il ricavato all’Aido. Gaia ha raccontato di essersi iscritta a 18 anni all’Aido, Admo e Avis, ponendosi una domanda ''perché no?'', sottolineando come sia un gesto semplice ma fondamentale. Ha lasciato ai presenti una riflessione tratta dal suo racconto ''Accoglienza'' sottolineando che ''donare vuol dire avere amore e saper accogliere l’altro''.
Carolina Ferrario
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