Cassago: l'assessore regionale Tironi in visita alla scuola primaria
A Cassago la cittadinanza attiva ha preso la forma più semplice e, forse proprio per questo, più potente: uno spazio piena di bambini che fanno domande, ascoltano, ringraziano e si mettono in gioco. È accaduto durante l’incontro di lunedì 13 aprile con l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, accolta dai giovanissimi con l’Inno di Mameli e con una canzone dedicata al ruolo della scuola primaria. Un’apertura che ha dato subito il tono al pomeriggio: non una cerimonia formale, ma un momento in cui la scuola si è mostrata per quello che è davvero: un piccolo laboratorio di comunità.

Il senso dell’iniziativa stava tutto nel percorso portato avanti dalle classi quinte insieme ai ragazzi del Polo Educativo di Cassago: un lavoro di interviste e confronto con chi, nel territorio e nelle istituzioni, ricopre ruoli di responsabilità. Un esercizio di cittadinanza che, prima ancora di parlare di politica, racconta la cura: la cura per le parole, per le domande giuste, per l’ascolto dell’altro.

E così, di fronte all’assessore, i bambini non si sono limitati a fare da spettatori, ma hanno fatto ciò che i cittadini fanno quando partecipano: hanno chiesto conto, hanno cercato di capire, hanno voluto sapere.

In prima fila anche l’amministrazione comunale. Il sindaco Roberta Marabese – presente con alcuni esponenti della giunta e della sua maggioranza - lo ha sottolineato con chiarezza in apertura, ricordando come ''la scuola ci insegna a vivere, e la primaria è la base, fatta di gioia, serenità e impegno''.

Parole che non suonano come una formula di rito, ma come la fotografia di una realtà scolastica sostenuta da una rete di adulti: ''ringrazio la dirigente Alessandra Ansaldi, i docenti, i genitori e i volontari''.

Poi il cuore dell’incontro (al quale ha preso parte anche Luca Rigamonti, direttore generale di Retesalute ndr): l’intervento dell’assessore Tironi, che ha restituito ai ragazzi un messaggio immediato e personale. ''Questa accoglienza mi emoziona sempre'' ha detto, ringraziando per la musica e per la forza delle parole cantate. E ha scelto di partire dai volontari, chiedendo ai bambini se nelle loro famiglie ci fosse qualcuno che svolge questo ruolo. Un modo per collegare l’istituzione alla vita quotidiana, per ricordare che ''la responsabilità verso gli altri non nasce in un palazzo, ma in casa, nei gesti piccoli che diventano abitudine''.

In un passaggio più ampio, l’assessore ha raccontato anche il proprio percorso: dalle prime esperienze amministrative fino all’impegno in Regione e alle politiche sociali e sanitarie, con attenzione a temi come tutela dei minori, disturbi alimentari, caregiver, neuropsichiatria infantile, autismo e prevenzione. Un racconto biografico che ha avuto un valore preciso davanti a un pubblico di alunni: mostrare che le istituzioni non sono entità lontane e impersonali, ma persone che scelgono, imparano, si assumono responsabilità e costruiscono nel tempo la propria strada.

Ed è qui che la cittadinanza attiva dei bambini è emersa con più forza: nella sequenza di domande preparate con cura con le docenti ed educatrici. Non curiosità generiche, ma un vero copione da intervista che attraversa il ''come'' e il ''perché'' della politica: come si diventa assessore, in cosa consiste il lavoro, quali sono le parti più belle e quelle più difficili, quali competenze servono, quante ore richiede un incarico del genere, quali scelte contano davvero in un percorso.
E poi la scuola, naturalmente: cosa è più importante imparare oggi, come renderla più interessante e coinvolgente, che vantaggi porta la tecnologia, come prepararsi ai lavori del futuro, cosa fa la Regione per sostenere scuole e studenti, quali progetti possono migliorare gli edifici e le opportunità formative.

In quelle domande è emersa una doppia consapevolezza: la prima, che la scuola non è un mondo separato dalla società; la seconda, che i ragazzi hanno diritto di capire e di essere ascoltati, perché il futuro di cui si parla è il loro.

La chiusura è stata affidata ai ringraziamenti, letti con la serietà che spesso hanno i bambini quando sentono che una cosa conta davvero. Da una parte il saluto all’assessore, con l’augurio di ''continuare a sostenere e migliorare la scuola per tutti i bambini e i ragazzi della Lombardia''.

Dall’altra il ringraziamento all’amministrazione comunale e alla dirigente per ''l’opportunità di vivere un’esperienza concreta, ricordando la disponibilità e attenzione verso di noi e verso la scuola''. Parole semplici, ma dense: perché riconoscere il valore del tempo degli altri, e dirlo pubblicamente, è già un gesto civile.

Un bel pomeriggio, chiuso con un piccolo rinfresco, che i bambini - come loro stessi hanno affermato - porteranno nei loro ''ricordi più belli''.

Il sindaco Roberta Marabese e l'assessore regionale Simona Tironi
Il senso dell’iniziativa stava tutto nel percorso portato avanti dalle classi quinte insieme ai ragazzi del Polo Educativo di Cassago: un lavoro di interviste e confronto con chi, nel territorio e nelle istituzioni, ricopre ruoli di responsabilità. Un esercizio di cittadinanza che, prima ancora di parlare di politica, racconta la cura: la cura per le parole, per le domande giuste, per l’ascolto dell’altro.
E così, di fronte all’assessore, i bambini non si sono limitati a fare da spettatori, ma hanno fatto ciò che i cittadini fanno quando partecipano: hanno chiesto conto, hanno cercato di capire, hanno voluto sapere.

In prima fila anche l’amministrazione comunale. Il sindaco Roberta Marabese – presente con alcuni esponenti della giunta e della sua maggioranza - lo ha sottolineato con chiarezza in apertura, ricordando come ''la scuola ci insegna a vivere, e la primaria è la base, fatta di gioia, serenità e impegno''.
Parole che non suonano come una formula di rito, ma come la fotografia di una realtà scolastica sostenuta da una rete di adulti: ''ringrazio la dirigente Alessandra Ansaldi, i docenti, i genitori e i volontari''.

Poi il cuore dell’incontro (al quale ha preso parte anche Luca Rigamonti, direttore generale di Retesalute ndr): l’intervento dell’assessore Tironi, che ha restituito ai ragazzi un messaggio immediato e personale. ''Questa accoglienza mi emoziona sempre'' ha detto, ringraziando per la musica e per la forza delle parole cantate. E ha scelto di partire dai volontari, chiedendo ai bambini se nelle loro famiglie ci fosse qualcuno che svolge questo ruolo. Un modo per collegare l’istituzione alla vita quotidiana, per ricordare che ''la responsabilità verso gli altri non nasce in un palazzo, ma in casa, nei gesti piccoli che diventano abitudine''.

A sinistra Luca Rigamonti, direttore di Retesalute
In un passaggio più ampio, l’assessore ha raccontato anche il proprio percorso: dalle prime esperienze amministrative fino all’impegno in Regione e alle politiche sociali e sanitarie, con attenzione a temi come tutela dei minori, disturbi alimentari, caregiver, neuropsichiatria infantile, autismo e prevenzione. Un racconto biografico che ha avuto un valore preciso davanti a un pubblico di alunni: mostrare che le istituzioni non sono entità lontane e impersonali, ma persone che scelgono, imparano, si assumono responsabilità e costruiscono nel tempo la propria strada.

Ed è qui che la cittadinanza attiva dei bambini è emersa con più forza: nella sequenza di domande preparate con cura con le docenti ed educatrici. Non curiosità generiche, ma un vero copione da intervista che attraversa il ''come'' e il ''perché'' della politica: come si diventa assessore, in cosa consiste il lavoro, quali sono le parti più belle e quelle più difficili, quali competenze servono, quante ore richiede un incarico del genere, quali scelte contano davvero in un percorso.



In quelle domande è emersa una doppia consapevolezza: la prima, che la scuola non è un mondo separato dalla società; la seconda, che i ragazzi hanno diritto di capire e di essere ascoltati, perché il futuro di cui si parla è il loro.

La chiusura è stata affidata ai ringraziamenti, letti con la serietà che spesso hanno i bambini quando sentono che una cosa conta davvero. Da una parte il saluto all’assessore, con l’augurio di ''continuare a sostenere e migliorare la scuola per tutti i bambini e i ragazzi della Lombardia''.

Dall’altra il ringraziamento all’amministrazione comunale e alla dirigente per ''l’opportunità di vivere un’esperienza concreta, ricordando la disponibilità e attenzione verso di noi e verso la scuola''. Parole semplici, ma dense: perché riconoscere il valore del tempo degli altri, e dirlo pubblicamente, è già un gesto civile.
Un bel pomeriggio, chiuso con un piccolo rinfresco, che i bambini - come loro stessi hanno affermato - porteranno nei loro ''ricordi più belli''.
M.E.


















