Un Papa evangelico, forte e giusto
Se e come i Cristiani debbano prendere posizione rispetto alle vicende umane e soprattutto alle ingiustizie è sempre stato oggetto di grande confronto e discussione non solo all'interno delle Ecclesie.
Molte sarebbero le valutazioni connesse ma la sintesi comparativa non può che essere quella rappresentata da ciò che Gesù di Nazareth ha indicato a tutti nella propria esistenza terrena. E il modello ispirativo non può che essere quel suo “Beati gli operatori di Pace e Beati i Perseguitati per la Giustizia”.
Quindi la chiarezza di tali espliciti insegnamenti cozza apertamente con i tentativi di ridurre il Cristianesimo solo agli aspetti morali e religiosi, quasi che fosse un manuale spirituale attinente ai soli rapporti con Dio.
Del resto chi rappresenta il successore di Pietro nella Chiesa non può non avere ben presente i comportamenti di decisa presa di posizione del suo predecessore di fronte alle responsabilità delle Autorità di allora in nome di quel “Gesù di Nazareth che voi avete crocifisso”.
E non è una continua “crocefissione” ciò che Trump, Netanyahu e Putin stanno perpetrando nei confronti di inermi uomini, donne e bambini?
Basterebbero queste poche considerazioni per rispedire al mittente le assurde accuse di Trump e accoliti a Papa Leone e il retro pensiero che le vorrebbe ispirare. Un pensiero plasticamente espresso dal vice Vance che forse non ha ben chiaro l'essenza del Cattolicesimo a cui da non molto tempo dice di aver aderito: “ Il Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali”.
Del resto non è solo questo Papa, per stare solo alla denuncia della disumanità della guerra, ad aver preso apertamente posizione derivante da un preciso obbligo evangelico. Basti pensare a tutti i Papi che l'hanno preceduto a partire da un profetico Francesco sulle cui orme Leone sta convintamente proseguendo il proprio ecumenico cammino.
E il, in senso più lato, saper discernere i “segni dei tempi” non è forse il pressante invito che il Cristo ha affidato e continua ad affidare ai suoi discepoli? Come da ciò non ne dovrebbe pure discendere il diritto-dovere di ogni cristiano nel giudicare, pur sempre con misericordia, tutti fatti della vita e specialmente le ingiustizie che la potrebbero inquinare?
Certo, come ha giustamente detto Papa Leone, lui non è certo un politico nel senso comunemente usato nell'androne sociale ma l'obbligo che lo muove è quello molto più ampio del messaggio evangelico che abbraccia tutti gli aspetti dell'esistenza umana. E' proprio in ragione di ciò che risulta essenziale e urgente questa sua denuncia nello stile del “sì sì e no, no” secondo l'esplicito invito di Gesù.
Altro che grottescamente quanto cupamente rappresentare un Trump in versione messianica intento a risanare un infermo con tanto di bandiera Usa e contorno di aerei di guerra.
Che forse il suo sgangherato astio derivi dalla preoccupazione del calo dei suoi consensi in patria e soprattutto delle possibili obiezioni di molti soldati credenti ai suoi fanatici ordini guerreschi, come auspicabilmente potrebbe pure succedere riguardo all'altro suo sodale Netanyahu?
Una cosa è certa: Lo Spirito Santo era ben informato durante l'elezione papale!
https://share.google/DzxIyYQGI9YgLaB1A
Molte sarebbero le valutazioni connesse ma la sintesi comparativa non può che essere quella rappresentata da ciò che Gesù di Nazareth ha indicato a tutti nella propria esistenza terrena. E il modello ispirativo non può che essere quel suo “Beati gli operatori di Pace e Beati i Perseguitati per la Giustizia”.
Quindi la chiarezza di tali espliciti insegnamenti cozza apertamente con i tentativi di ridurre il Cristianesimo solo agli aspetti morali e religiosi, quasi che fosse un manuale spirituale attinente ai soli rapporti con Dio.
Del resto chi rappresenta il successore di Pietro nella Chiesa non può non avere ben presente i comportamenti di decisa presa di posizione del suo predecessore di fronte alle responsabilità delle Autorità di allora in nome di quel “Gesù di Nazareth che voi avete crocifisso”.
E non è una continua “crocefissione” ciò che Trump, Netanyahu e Putin stanno perpetrando nei confronti di inermi uomini, donne e bambini?
Basterebbero queste poche considerazioni per rispedire al mittente le assurde accuse di Trump e accoliti a Papa Leone e il retro pensiero che le vorrebbe ispirare. Un pensiero plasticamente espresso dal vice Vance che forse non ha ben chiaro l'essenza del Cattolicesimo a cui da non molto tempo dice di aver aderito: “ Il Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali”.
Del resto non è solo questo Papa, per stare solo alla denuncia della disumanità della guerra, ad aver preso apertamente posizione derivante da un preciso obbligo evangelico. Basti pensare a tutti i Papi che l'hanno preceduto a partire da un profetico Francesco sulle cui orme Leone sta convintamente proseguendo il proprio ecumenico cammino.
E il, in senso più lato, saper discernere i “segni dei tempi” non è forse il pressante invito che il Cristo ha affidato e continua ad affidare ai suoi discepoli? Come da ciò non ne dovrebbe pure discendere il diritto-dovere di ogni cristiano nel giudicare, pur sempre con misericordia, tutti fatti della vita e specialmente le ingiustizie che la potrebbero inquinare?
Certo, come ha giustamente detto Papa Leone, lui non è certo un politico nel senso comunemente usato nell'androne sociale ma l'obbligo che lo muove è quello molto più ampio del messaggio evangelico che abbraccia tutti gli aspetti dell'esistenza umana. E' proprio in ragione di ciò che risulta essenziale e urgente questa sua denuncia nello stile del “sì sì e no, no” secondo l'esplicito invito di Gesù.
Altro che grottescamente quanto cupamente rappresentare un Trump in versione messianica intento a risanare un infermo con tanto di bandiera Usa e contorno di aerei di guerra.
Che forse il suo sgangherato astio derivi dalla preoccupazione del calo dei suoi consensi in patria e soprattutto delle possibili obiezioni di molti soldati credenti ai suoi fanatici ordini guerreschi, come auspicabilmente potrebbe pure succedere riguardo all'altro suo sodale Netanyahu?
Una cosa è certa: Lo Spirito Santo era ben informato durante l'elezione papale!
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Germano Bosisio


















