Sudan: tre anni di guerra rimasta nell'ombra
Mentre l’attenzione globale è altrove, il Sudan affronta la più grave crisi umanitaria del paese. OVCI - Organismo di Volontariato per la Cooperazione Internazionale con sede a Ponte Lambro (CO) nato nel 1982, attivo in Sudan nello Stato di Khartoum dal 1999 con progetti rivolti a persone con disabilità, donne e bambini - conferma il proprio impegno ora nella città di Kassala per contrastare la mortalità materna e garantire cure mediche alle persone vulnerabili.
Al contempo, sentendo la responsabilità di denunciare ciò che sta accadendo nel Paese, ricorda alla comunità internazionale l'impatto devastante del conflitto sui bambini, sulle donne e sulle persone più fragili.
Tre anni fa, il 15 aprile 2023, le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF), due poteri che fino a quel momento avevano governato insieme il Paese, si sono scontrate in una guerra aperta che ha rapidamente travolto Khartoum e poi il Darfur, il Kordofan, la Gezira.
Dopo 1095 giorni di scontri, il Paese è sprofondato in quella che le Nazioni Unite definiscono una delle peggiori catastrofi umanitarie dei nostri tempi. "Il Sudan è l'emblema della tempesta perfetta: terribili atrocità contro i diritti umani, milioni di persone sradicate da questa guerra insensata. Stiamo perdendo un'intera generazione" ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario UNHCR.
La guerra è alimentata dalla caccia, anche da forze esterne, alle risorse naturali del Paese, in particolare petrolio e oro, i cui proventi vengono interamente destinati all’acquisto di armi, mentre la popolazione soffre la fame. Come in molti conflitti contemporanei, emergono la debolezza della diplomazia e la scarsa volontà di dialogo, il tutto avvolto dal silenzio mediatico che racconta pochissimo della più grande crisi umanitaria globale.
Le cifre parlano da sole:
● Oltre 14 milioni di persone in fuga dalle proprie case, metà sono bambine e bambini, la più grave crisi di sfollati al mondo;
● 26 milioni di persone in condizioni di grave insicurezza alimentare: la carestia è ormai una realtà confermata in diverse regioni;
● sanità al collasso: oltre il 70% delle strutture sanitarie è fuori uso o solo parzialmente funzionante;
● istruzione negata: l’impossibilità per 7 milioni di minori di proseguire gli studi rappresenta una ferita profonda per il Paese.
Questa interruzione non sottrae solo il futuro ai singoli, ma svuota di speranza l’intero domani della nazione, condannandola all’ombra di una «generazione perduta».
Dal 1999 fino allo scoppio della guerra, OVCI ha lavorato con USADC (Associazione Sudanese per i bambini con disabilità) nello stato di Khartoum, a Omdurman nei quartieri di Arda e Dar El Salam, promuovendo servizi per l’infanzia, riabilitazione, formazione per operatori della riabilitazione. Dall’aprile 2023 il centro di riabilitazione di Arda, che curava in media 500 bambini e bambine con disabilità all’anno, è inutilizzabile per le conseguenze dei bombardamenti.
35 tra fisioterapisti e tecnici collaboratori di OVCI sono stati costretti a lasciare casa e lavoro. In questo contesto, OVCI non ha mai interrotto la propria presenza in Sudan, concentrando i propri sforzi nello Stato di Kassala, un’area che accoglie migliaia di persone in fuga dai combattimenti.
Le parole del rappresentante di OVCI a Kassala, Alsadig Mohamed Haroun Adam: ''Guardando l'attuale panorama dei servizi sanitari in Sudan e le sfide legate all'accessibilità, la situazione appare estremamente drammatica e segnata da ostacoli insormontabili. Già prima del conflitto esistevano lacune significative nell'accesso alle cure, come avevamo avuto modo di constatare attraverso i nostri centri di Omdurman. Dall'inizio della guerra, molte famiglie e singoli individui hanno perso le proprie fonti di reddito, rendendo ancora più difficile il soddisfacimento dei bisogni sanitari primari. Questa crisi non è limitata a Khartoum, ma ha colpito, direttamente o indirettamente, la maggior parte degli altri Stati. Il deterioramento delle condizioni economiche ha avuto un impatto negativo su molti aspetti della vita quotidiana, colpendo con particolare durezza l'assistenza sanitaria''.
Oggi OVCI concentra il proprio impegno in Sudan su due fronti prioritari:
1 Salute materna: un progetto cruciale per ridurre l’altissimo tasso di mortalità materna. In un Paese dove dare alla luce un figlio è diventato un rischio mortale, lavoriamo per potenziare le competenze mediche e le strutture di accoglienza. Il progetto è finanziato da AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), in collaborazione con l’Università di Chieti, il Ministero della Sanità dello Stato di Kassala, e la Facoltà di Medicina dell’Università di Kassala.
2 Prevenzione e presidi periferici: Insieme ad AISPO (Ong di Milano) e con il sostegno di AICS , siamo impegnati nel rafforzamento della prevenzione sanitaria in alcuni centri di salute periferici. L'obiettivo è garantire cure di base e screening a comunità che altrimenti sarebbero totalmente escluse da ogni forma di assistenza.
“Pensando alle tante persone conosciute negli anni in cui OVCI ha operato in Sudan, emerge il desiderio di poter sapere se stanno bene e come affrontano la vita quotidiana. Il sostegno economico, anche modesto, è fondamentale se destinato alle realtà di chi sa far arrivare i fondi nelle mani giuste, ma altrettanto importante è informarsi e parlare delle guerra dimenticate, per creare cultura di pace” Rita Giglio, referente OVCI per il Sudan.
OVCI rivolge un appello ai media, alle istituzioni e all’opinione pubblica italiana affinché non voltino lo sguardo dall’altra parte. Chiede che i canali di finanziamento alla cooperazione internazionale vengano mantenuti e rafforzati e che si continui a credere che, anche nelle guerre dimenticate, curare una donna in travaglio o vaccinare un bambino o una bambina contro il colera siano atti di pace. Per dimostrare il proprio sostegno alla causa della pace in Sudan, in collaborazione con il gruppo INSIEME PER IL SUDAN, una grande bandiera sudanese, realizzata attraverso l’unione di quadrati lavorati all’uncinetto, sarà completata pubblicamente grazie a un processo partecipativo aperto alla cittadinanza. L’iniziativa invita tutte e tutti a contribuire attivamente alla fase finale del progetto, unendo con ago e filo i moduli già realizzati, in un momento di condivisione, collaborazione e creatività collettiva.
L’appuntamento è fissato per domenica 19 aprile alle ore 17, all’interno della manifestazione Lario Critical Wine presso il circolo arci TERRA E LIBERTÀ di Cantù. OVCI invita i donatori a sostenere le proprie attività sul campo: ogni contributo aiuta a salvare madri e bambini. Per sostenere concretamente la salute dei bambini e delle bambine in Sudan, è possibile contribuire qui: https://ovci.it/it/come-sostenerci/dona-ora
Ogni gesto conta.
Al contempo, sentendo la responsabilità di denunciare ciò che sta accadendo nel Paese, ricorda alla comunità internazionale l'impatto devastante del conflitto sui bambini, sulle donne e sulle persone più fragili.
Tre anni fa, il 15 aprile 2023, le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF), due poteri che fino a quel momento avevano governato insieme il Paese, si sono scontrate in una guerra aperta che ha rapidamente travolto Khartoum e poi il Darfur, il Kordofan, la Gezira.

La guerra è alimentata dalla caccia, anche da forze esterne, alle risorse naturali del Paese, in particolare petrolio e oro, i cui proventi vengono interamente destinati all’acquisto di armi, mentre la popolazione soffre la fame. Come in molti conflitti contemporanei, emergono la debolezza della diplomazia e la scarsa volontà di dialogo, il tutto avvolto dal silenzio mediatico che racconta pochissimo della più grande crisi umanitaria globale.
Le cifre parlano da sole:
● Oltre 14 milioni di persone in fuga dalle proprie case, metà sono bambine e bambini, la più grave crisi di sfollati al mondo;
● 26 milioni di persone in condizioni di grave insicurezza alimentare: la carestia è ormai una realtà confermata in diverse regioni;
● sanità al collasso: oltre il 70% delle strutture sanitarie è fuori uso o solo parzialmente funzionante;
● istruzione negata: l’impossibilità per 7 milioni di minori di proseguire gli studi rappresenta una ferita profonda per il Paese.
Questa interruzione non sottrae solo il futuro ai singoli, ma svuota di speranza l’intero domani della nazione, condannandola all’ombra di una «generazione perduta».
Dal 1999 fino allo scoppio della guerra, OVCI ha lavorato con USADC (Associazione Sudanese per i bambini con disabilità) nello stato di Khartoum, a Omdurman nei quartieri di Arda e Dar El Salam, promuovendo servizi per l’infanzia, riabilitazione, formazione per operatori della riabilitazione. Dall’aprile 2023 il centro di riabilitazione di Arda, che curava in media 500 bambini e bambine con disabilità all’anno, è inutilizzabile per le conseguenze dei bombardamenti.
35 tra fisioterapisti e tecnici collaboratori di OVCI sono stati costretti a lasciare casa e lavoro. In questo contesto, OVCI non ha mai interrotto la propria presenza in Sudan, concentrando i propri sforzi nello Stato di Kassala, un’area che accoglie migliaia di persone in fuga dai combattimenti.

1 Salute materna: un progetto cruciale per ridurre l’altissimo tasso di mortalità materna. In un Paese dove dare alla luce un figlio è diventato un rischio mortale, lavoriamo per potenziare le competenze mediche e le strutture di accoglienza. Il progetto è finanziato da AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), in collaborazione con l’Università di Chieti, il Ministero della Sanità dello Stato di Kassala, e la Facoltà di Medicina dell’Università di Kassala.
2 Prevenzione e presidi periferici: Insieme ad AISPO (Ong di Milano) e con il sostegno di AICS , siamo impegnati nel rafforzamento della prevenzione sanitaria in alcuni centri di salute periferici. L'obiettivo è garantire cure di base e screening a comunità che altrimenti sarebbero totalmente escluse da ogni forma di assistenza.
“Pensando alle tante persone conosciute negli anni in cui OVCI ha operato in Sudan, emerge il desiderio di poter sapere se stanno bene e come affrontano la vita quotidiana. Il sostegno economico, anche modesto, è fondamentale se destinato alle realtà di chi sa far arrivare i fondi nelle mani giuste, ma altrettanto importante è informarsi e parlare delle guerra dimenticate, per creare cultura di pace” Rita Giglio, referente OVCI per il Sudan.

L’appuntamento è fissato per domenica 19 aprile alle ore 17, all’interno della manifestazione Lario Critical Wine presso il circolo arci TERRA E LIBERTÀ di Cantù. OVCI invita i donatori a sostenere le proprie attività sul campo: ogni contributo aiuta a salvare madri e bambini. Per sostenere concretamente la salute dei bambini e delle bambine in Sudan, è possibile contribuire qui: https://ovci.it/it/come-sostenerci/dona-ora
Ogni gesto conta.
OVCI La Nostra Famiglia


















