Cassago, presente e futuro della ex cementeria: con la minoranza una serata pubblica dal clima ''infuocato''
La situazione dell'ex cementeria Rio Gambaione - tra Cassago e Bulciago - è da sempre molto sentita sul territorio e spesso ha dato vita a serrati confronti tra i cittadini e le amministrazioni comunali che si sono succedute. Nella serata di mercoledì 15 aprile il gruppo di minoranza TU Cassago ha organizzato un momento informativo e di dialogo per fare il punto sullo stato attuale dell’impianto e provare a spiegare gli interventi e le prospettive per il futuro. A coordinare l’incontro c’era il consigliere comunale Lorenzo Colzani, presente con gli altri colleghi del gruppo capitanato da Alessio Giussani.

La storia del cementificio parte nel lontano 1946: il sito, con una miniera a cielo aperto di marna, ha dato lavoro a tantissimi cittadini arrivando al boom degli anni Sessanta e Settanta. Nel 1984 è stata fatta una prima convenzione tra il Comune di Cassago e il distretto minerario che prevedeva una limitazione dei punti di escavazione e un controllo dei combustibili della cementeria. ''La convenzione firmata nel 1984 fu molto importante in quanto tantissime persone lavoravano nel sito. Secondo l’accordo votato all’unanimità le concessioni minerarie coincidevano con il giacimento che coinvolgeva i comuni di Cassago e Bulciago. La convenzione aveva durata ventennale e si prevedeva che al termine dell’escavazione la cementeria avrebbe ceduto i terreni al comune. Da quella firma sono cambiate però molte cose, un fra tutti il susseguirsi dei cambiamenti climatici che hanno generato diverse situazioni pericolose con diverse piene'' ha spiegato Maurizio Corbetta che è stato alla guida del Comune di Cassago dal 1995 al 2004 arrivando a rinnovare la convenzione con l’ormai ex cementeria.

L’analisi di Corbetta ha mostrato come, rispetto alla prima convenzione firmata nel 1984 ci sia stato anche un sostanziale cambiamento della situazione industriale che ha portato una massiccia riduzione del lavoro nella cementeria. Nel 1999 la Provincia di Lecco aveva proposto un progetto di conversione dell’area in centrale termoelettrica, una soluzione dal forte impatto urbanistico ambientale a cui il Comune di Cassago si era opposto.
''All'epoca c'era stato un grandissimo sostegno da diversi comitati di cittadini che hanno organizzato delle manifestazioni pubbliche. La Provincia è ritornata sui suoi passi e così si è fatto un duplice accordo che prevedeva la demolizione della vecchia cementeria con la creazione di un villaggio industriale e la sottoscrizione di una nuova convezione'' ha proseguito Corbetta. Nel 2004 è stata così firmato un accordo che prevedeva un versamento di una somma ai comuni coinvolti da parte della cementeria, un piano di 18 anni per l’escavazione e 2 per il ripristino ambientale con la creazione di un laghetto e di un’area verde per i cittadini.

La parola è poi passata a Gian Mario Fragomeli, sindaco di Cassago Brianza dal 2004 al 2014 e oggi consigliere regionale del gruppo Pd che ha cercato di fare un punto sulla situazione attuale dell’area. Dal 2013 Holcim non effettua più escavazioni, ma in accordo con la Regione si è proceduto con un'attività di riempimento, riscontrando alcune difficoltà. ''Innanzitutto specifico che la Regione non impone nessun assetto, ma sono in primo luogo i comuni a dover agire. L’accordo scadeva nel settembre 2025 e così già nel mese di gennaio avevamo convocato una commissione per valutare la situazione del sito e le diverse priorità, che negli anni sono cambiate. Holcim ha espresso la volontà di non proseguire con i lavori e così Regione ha tenuto aperta una manifestazione di interesse per capire se qualcuno volesse subentrare, senza però ottenere riscontri postivi. Attualmente abbiamo un’area comunale solo parzialmente riempita, c'è un serio problema di tipo ambientale che crea allagamenti mettendo in pericolo le persone, ma soprattutto una convenzione che non è stata rinnovata''.

''Il Comune di Bulciago ha formalmente chiesto a Regione di creare delle vasche idrauliche che coinvolgano i comuni nell’area del Rio Gambaione, ma purtroppo la situazione è ancora ferma. Ritengo che sia necessario attivarsi il prima possibile per portare avanti uno studio che fornisca un quadro chiaro della situazione per poi scegliere la miglior situazione possibile ed eventualmente creare una vasca di laminazione nel luogo più idoneo. Non si può tenere aperta questa situazione ancora a lungo, dobbiamo dare delle risposte ad Holcim e prendere le nostre decisioni anche coinvolgendo Regione Lombardia, in modo tale da iniziare il recupero ambientale con azioni di riempimento della fossa o eventualmente di trattenimento delle acque'' ha aggiunto.

Durante l’incontro è intervenuto anche Matteo Dosso, assessore all’ambiente di Sulbiate (MB) che ha proposto un intervento effettuato sul suo territorio che può fornire da esempio per i lavori futuri di realizzare sull’area in vista di una sua riqualificazione. Il progetto in oggetto riguardava il parco dell’acqua al confine con Aicurzio in cui dagli anni Ottanta era presente un area escavata nel terreno in cui confluivano acque fognare. La situazione si era fatta sempre più pericolosa soprattutto in seguito agli episodi metereologici che portavano ad esondazioni, allegamenti di strade e di abitazioni.

''La situazione stava diventando insostenibile e così già dal 2018 insieme al Comune di Aicurzio ci siamo seduti al tavolo di BrianzAcque e abbiamo avuto la possibilità di agire su un’area di 5,2 ettari. Inizialmente è stato condotto un studio per capire di individuare una soluzione con orizzonte di 10 anni e poi abbiamo cercato di pensare una soluzione che potesse ridare ai cittadini quell’area. L’ambiente è stato sanificato, è stata ingrandita la vasca di contenimento già esistente ed è stato realizzato un biolago permanente'' ha detto Matteo Dosso mostrando il risultato dell’intervento che ha permesso di creare non solo una situazione controllata, ma un parco accessibile a tutti i cittadini, un luogo di incontro dotato di un biolago che poco alla volta si sta arricchendo di flora e di fauna. ''Attualmente il costo di gestione del parco varia da 7000 ai 10.000 euro l’anno, mi rendo conto che sia una spesa consistente, ma credo che i benefici siano superiori ai costi. L’esempio che vi ho portato non è così simile a quella dell’ex cementeria, ma credo che possa fornire da esempio per mostrare come un’area dismessa possa ritornare ai cittadini''.

Durante la serata è intervenuto anche il Comune di Bulciago che ha evidenziato la disponibilità della giunta guidata da Luca Cattaneo a proseguire un dialogo nell'interesse in primis della comunità. Il gruppo di maggioranza – come ha spiegato ieri il consigliere Tonino Filippone - ha consegnato a Regione Lombardia una nota scritta con una serie di osservazioni nel mese di gennaio richiedendo anche un intervento per evitare le situazioni di forte pericolo che si sono create, più volte durante l’anno, in occasione di estremi eventi metereologici. Negli scorsi mesi Bulciago ha pagato il prezzo più alto di tutti, con allagamenti che hanno pesantemente colpito la SS342 e le arterie limitrofe, a seguito dell'esondazione del Rio Gambaione e del torrente Bevera. Fenomeni che hanno causato danni a cittadini e imprese e costretto la Protezione Civile ad estenuanti ore di lavoro.
L’obiettivo dunque, è quello di agire il prima possibile attraverso una sinergia piena tra Regione, Holcim e Amministrazione comunale, tenendo conto anche dei problemi di natura idrogeologica, ormai non più procrastinabili.

Terminati gli interventi dei relatori è stato dato spazio alle domande dei cittadini, alcuni dei quali hanno chiamato in causa il sindaco di Cassago Roberta Marabese, presente tra il pubblico.
''Non è assolutamente vero che non abbiamo a cuore la questione: già dal 2022 siamo al lavoro con il Comune di Bulciago per valutare cosa fare sui terreni dell’ex cementificio che hanno delle problematiche. Dal 2013 non ci sono escavazioni, ma ci sono state operazioni di riempimento. Come Amministrazione siamo attualmente seguiti da un legale con cui stiamo valutando la situazione in quanto ci sono stati dei cambiamenti rispetto alle precedenti convenzioni stipulate e sono emerse delle criticità'' ha detto il primo cittadino cercando di replicare ai presenti.
Marabese però, non ha potuto completare il proprio intervento perché – a detta degli stessi organizzatori – non invitata alla serata e quindi non in diritto di parola.

Al termine dell’incontro dal clima decisamente infuocato, il sindaco di Cassago ha però garantito che ''metterà al corrente i cittadini circa l’attuale situazione dell’ex cementificio per evitare ogni tipo di disinformazione''.

Alcune immagini della serata promossa da TU Cassago
La storia del cementificio parte nel lontano 1946: il sito, con una miniera a cielo aperto di marna, ha dato lavoro a tantissimi cittadini arrivando al boom degli anni Sessanta e Settanta. Nel 1984 è stata fatta una prima convenzione tra il Comune di Cassago e il distretto minerario che prevedeva una limitazione dei punti di escavazione e un controllo dei combustibili della cementeria. ''La convenzione firmata nel 1984 fu molto importante in quanto tantissime persone lavoravano nel sito. Secondo l’accordo votato all’unanimità le concessioni minerarie coincidevano con il giacimento che coinvolgeva i comuni di Cassago e Bulciago. La convenzione aveva durata ventennale e si prevedeva che al termine dell’escavazione la cementeria avrebbe ceduto i terreni al comune. Da quella firma sono cambiate però molte cose, un fra tutti il susseguirsi dei cambiamenti climatici che hanno generato diverse situazioni pericolose con diverse piene'' ha spiegato Maurizio Corbetta che è stato alla guida del Comune di Cassago dal 1995 al 2004 arrivando a rinnovare la convenzione con l’ormai ex cementeria.

Lorenzo Colzani, consigliere comunale che ha moderato l'incontro
L’analisi di Corbetta ha mostrato come, rispetto alla prima convenzione firmata nel 1984 ci sia stato anche un sostanziale cambiamento della situazione industriale che ha portato una massiccia riduzione del lavoro nella cementeria. Nel 1999 la Provincia di Lecco aveva proposto un progetto di conversione dell’area in centrale termoelettrica, una soluzione dal forte impatto urbanistico ambientale a cui il Comune di Cassago si era opposto.
''All'epoca c'era stato un grandissimo sostegno da diversi comitati di cittadini che hanno organizzato delle manifestazioni pubbliche. La Provincia è ritornata sui suoi passi e così si è fatto un duplice accordo che prevedeva la demolizione della vecchia cementeria con la creazione di un villaggio industriale e la sottoscrizione di una nuova convezione'' ha proseguito Corbetta. Nel 2004 è stata così firmato un accordo che prevedeva un versamento di una somma ai comuni coinvolti da parte della cementeria, un piano di 18 anni per l’escavazione e 2 per il ripristino ambientale con la creazione di un laghetto e di un’area verde per i cittadini.

Maurizio Corbetta, già sindaco di Cassago fino al 2004
La parola è poi passata a Gian Mario Fragomeli, sindaco di Cassago Brianza dal 2004 al 2014 e oggi consigliere regionale del gruppo Pd che ha cercato di fare un punto sulla situazione attuale dell’area. Dal 2013 Holcim non effettua più escavazioni, ma in accordo con la Regione si è proceduto con un'attività di riempimento, riscontrando alcune difficoltà. ''Innanzitutto specifico che la Regione non impone nessun assetto, ma sono in primo luogo i comuni a dover agire. L’accordo scadeva nel settembre 2025 e così già nel mese di gennaio avevamo convocato una commissione per valutare la situazione del sito e le diverse priorità, che negli anni sono cambiate. Holcim ha espresso la volontà di non proseguire con i lavori e così Regione ha tenuto aperta una manifestazione di interesse per capire se qualcuno volesse subentrare, senza però ottenere riscontri postivi. Attualmente abbiamo un’area comunale solo parzialmente riempita, c'è un serio problema di tipo ambientale che crea allagamenti mettendo in pericolo le persone, ma soprattutto una convenzione che non è stata rinnovata''.

''Il Comune di Bulciago ha formalmente chiesto a Regione di creare delle vasche idrauliche che coinvolgano i comuni nell’area del Rio Gambaione, ma purtroppo la situazione è ancora ferma. Ritengo che sia necessario attivarsi il prima possibile per portare avanti uno studio che fornisca un quadro chiaro della situazione per poi scegliere la miglior situazione possibile ed eventualmente creare una vasca di laminazione nel luogo più idoneo. Non si può tenere aperta questa situazione ancora a lungo, dobbiamo dare delle risposte ad Holcim e prendere le nostre decisioni anche coinvolgendo Regione Lombardia, in modo tale da iniziare il recupero ambientale con azioni di riempimento della fossa o eventualmente di trattenimento delle acque'' ha aggiunto.
Gian Mario Fragomeli, già sindaco fino al 2014 e oggi consigliere regionale
Durante l’incontro è intervenuto anche Matteo Dosso, assessore all’ambiente di Sulbiate (MB) che ha proposto un intervento effettuato sul suo territorio che può fornire da esempio per i lavori futuri di realizzare sull’area in vista di una sua riqualificazione. Il progetto in oggetto riguardava il parco dell’acqua al confine con Aicurzio in cui dagli anni Ottanta era presente un area escavata nel terreno in cui confluivano acque fognare. La situazione si era fatta sempre più pericolosa soprattutto in seguito agli episodi metereologici che portavano ad esondazioni, allegamenti di strade e di abitazioni.

A destra Matteo Dosso, amministratore a Sulbiate (MB)
''La situazione stava diventando insostenibile e così già dal 2018 insieme al Comune di Aicurzio ci siamo seduti al tavolo di BrianzAcque e abbiamo avuto la possibilità di agire su un’area di 5,2 ettari. Inizialmente è stato condotto un studio per capire di individuare una soluzione con orizzonte di 10 anni e poi abbiamo cercato di pensare una soluzione che potesse ridare ai cittadini quell’area. L’ambiente è stato sanificato, è stata ingrandita la vasca di contenimento già esistente ed è stato realizzato un biolago permanente'' ha detto Matteo Dosso mostrando il risultato dell’intervento che ha permesso di creare non solo una situazione controllata, ma un parco accessibile a tutti i cittadini, un luogo di incontro dotato di un biolago che poco alla volta si sta arricchendo di flora e di fauna. ''Attualmente il costo di gestione del parco varia da 7000 ai 10.000 euro l’anno, mi rendo conto che sia una spesa consistente, ma credo che i benefici siano superiori ai costi. L’esempio che vi ho portato non è così simile a quella dell’ex cementeria, ma credo che possa fornire da esempio per mostrare come un’area dismessa possa ritornare ai cittadini''.

Tonino Filippone, consigliere comunale a Bulciago
Durante la serata è intervenuto anche il Comune di Bulciago che ha evidenziato la disponibilità della giunta guidata da Luca Cattaneo a proseguire un dialogo nell'interesse in primis della comunità. Il gruppo di maggioranza – come ha spiegato ieri il consigliere Tonino Filippone - ha consegnato a Regione Lombardia una nota scritta con una serie di osservazioni nel mese di gennaio richiedendo anche un intervento per evitare le situazioni di forte pericolo che si sono create, più volte durante l’anno, in occasione di estremi eventi metereologici. Negli scorsi mesi Bulciago ha pagato il prezzo più alto di tutti, con allagamenti che hanno pesantemente colpito la SS342 e le arterie limitrofe, a seguito dell'esondazione del Rio Gambaione e del torrente Bevera. Fenomeni che hanno causato danni a cittadini e imprese e costretto la Protezione Civile ad estenuanti ore di lavoro.
L’obiettivo dunque, è quello di agire il prima possibile attraverso una sinergia piena tra Regione, Holcim e Amministrazione comunale, tenendo conto anche dei problemi di natura idrogeologica, ormai non più procrastinabili.

Terminati gli interventi dei relatori è stato dato spazio alle domande dei cittadini, alcuni dei quali hanno chiamato in causa il sindaco di Cassago Roberta Marabese, presente tra il pubblico.
''Non è assolutamente vero che non abbiamo a cuore la questione: già dal 2022 siamo al lavoro con il Comune di Bulciago per valutare cosa fare sui terreni dell’ex cementificio che hanno delle problematiche. Dal 2013 non ci sono escavazioni, ma ci sono state operazioni di riempimento. Come Amministrazione siamo attualmente seguiti da un legale con cui stiamo valutando la situazione in quanto ci sono stati dei cambiamenti rispetto alle precedenti convenzioni stipulate e sono emerse delle criticità'' ha detto il primo cittadino cercando di replicare ai presenti.
Marabese però, non ha potuto completare il proprio intervento perché – a detta degli stessi organizzatori – non invitata alla serata e quindi non in diritto di parola.

L'attuale sindaco Roberta Marabese
Al termine dell’incontro dal clima decisamente infuocato, il sindaco di Cassago ha però garantito che ''metterà al corrente i cittadini circa l’attuale situazione dell’ex cementificio per evitare ogni tipo di disinformazione''.
G.M.


















