Casatenovo: piantumato un ulivo nel ricordo del ''Giusto'' Luca Attanasio, ambasciatore in Congo
Il percorso del Giardino dei Giusti diffuso prende corpo anche a Casatenovo. Si è svolta questa mattina, all'esterno della scuola media Maria Gaetana Agnesi, una breve ma sentita cerimonia alla presenza – fra gli altri – di Salvatore Attanasio, padre di Luca, l'ambasciatore del Congo assassinato da un gruppo di matrice terroristica cinque anni fa.

La scelta dell'Amministrazione comunale è stata infatti quella di piantumare un ulivo in memoria di chi, impegnato in una missione di Pace, ha pagato addirittura con la vita l'impegno profuso in nome di ideali importanti, quali giustizia e libertà.

Anche il luogo non è stato scelto a caso: la speranza è quella che i giovani alunni possano trarre un insegnamento forte dall'esempio dell'ambasciatore.

''Luca era italiano e ancora molto giovane. E' stata una figura preziosa per il nostro Paese. Era un Giusto'' le parole del sindaco Filippo Galbiati che ha introdotto la cerimonia, ricordando quanti gesti forti ed importanti Attanasio fosse stato in grado di compiere durante la sua esistenza, rivelatasi troppo breve.

''Per me Luca era un amico, un fratello. Siamo cresciuti insieme'' ha detto invece Sefora Luzzini, residente a Casatenovo, che l'ambasciatore Attanasio lo conosceva molto bene, avendo condiviso molti momenti delle rispettive vite, quando erano dapprima bambini e poi ragazzi.

''Si è sempre dato da fare per gli altri e per la Pace. Immaginate quell'amico che si impegna tanto, che è capace di coinvolgere. Quella persona speciale che, nonostante non ci sia più, continua a vivere in voi. Questo albero è la giusta rappresentazione di Luca: lui non amava mettersi in mostra, ma c'era sempre''.

Particolarmente toccante l'intervento di Salvatore Attanasio, padre dell'ambasciatore assassinato a Goma che ha deciso di trasformare il dolore in messaggio di speranza, condividendo gli ideali che hanno mosso e guidato il figlio durante il suo percorso professionale e umano.

''Luca è stato ucciso nella Repubblica Democratica del Congo: un Paese dove il popolo è schiacciato e privato spesso della sua dignitità. Dove i giovani come voi non hanno diritti'' ha detto rivolgendosi agli alunni delle classi prime, presenti alla cerimonia.

''Era un ragazzo con tanti sogni, che cercava però di tradurli in realtà. Voleva fare qualcosa di importante in quel Paese: pensate che quando è stato assassinato si stava recando a visitare una mensa scolastica, per dare un pasto sicuro ai bambini, in un Paese dove anche il diritto allo studio è spesso negato. Ha cercato con forza di costruire i presupposti per una Pace che fosse duratura, ma purtroppo, nel febbraio di cinque anni fa, è stato ucciso dai terroristi''.

''La sua eredità morale e il suo esempio continueranno a vivere anche in voi, che siete il futuro'' ha concluso, rivolgendosi agli alunni della scuola casatese ed evidenziando come l''ulivo piantumato nel ricordo del figli sia simbolo di ''forza e di vita'', trattandosi di un albero secolare.

L'assessore alla cultura Gaia Riva e il consigliere Paola Trabucchi hanno dunque lasciato spazio agli studenti che, insieme al sindaco Galbiati e a Savatore Attanasio, muniti di pale, hanno messo a dimora la pianta; una nuova presenza, speciale, nell'aiuola di Via Crotta.

La speranza – come ha evidenziato anche il dirigente scolastico Simonetta Baldari – è che possa trasmettere quotidianamente un messaggio potente, esortando i ragazzi a riflettere su quanto sia importante darsi da fare per la comunità e per gli altri.

Una cerimonia semplice, ma intensa, alla quale hanno preso parte – oltre ad alcuni consiglieri comunali e rappresentanti delle associazioni – anche gli amministratori del territorio che hanno condiviso il progetto del Giardino dei Giusti diffuso.

Tra loro anche Valeria Marinari, vicesindaco di Merate, che ha evidenziato il desiderio di ''guardare oltre i confini, senza limitarci al nostro orticello''.

Le piante, proprio come i Giusti, che non sono rimasti indifferenti alle piccole e grandi ingiustizie del mondo, ''crescono senza fare rumore, ma sono importanti'' e non potremmo farne a meno.

Alcune immagini della cerimonia odierna
La scelta dell'Amministrazione comunale è stata infatti quella di piantumare un ulivo in memoria di chi, impegnato in una missione di Pace, ha pagato addirittura con la vita l'impegno profuso in nome di ideali importanti, quali giustizia e libertà.

Il sindaco di Casatenovo Filippo Galbiati, il vicesindaco di Merate Valeria Marinari e Salvatore Attanasio, padre di Luca
Anche il luogo non è stato scelto a caso: la speranza è quella che i giovani alunni possano trarre un insegnamento forte dall'esempio dell'ambasciatore.

''Luca era italiano e ancora molto giovane. E' stata una figura preziosa per il nostro Paese. Era un Giusto'' le parole del sindaco Filippo Galbiati che ha introdotto la cerimonia, ricordando quanti gesti forti ed importanti Attanasio fosse stato in grado di compiere durante la sua esistenza, rivelatasi troppo breve.

Seconda da sinistra Sefora Luzzini
''Per me Luca era un amico, un fratello. Siamo cresciuti insieme'' ha detto invece Sefora Luzzini, residente a Casatenovo, che l'ambasciatore Attanasio lo conosceva molto bene, avendo condiviso molti momenti delle rispettive vite, quando erano dapprima bambini e poi ragazzi.

''Si è sempre dato da fare per gli altri e per la Pace. Immaginate quell'amico che si impegna tanto, che è capace di coinvolgere. Quella persona speciale che, nonostante non ci sia più, continua a vivere in voi. Questo albero è la giusta rappresentazione di Luca: lui non amava mettersi in mostra, ma c'era sempre''.

Al microfono Salvatore Attanasio
Particolarmente toccante l'intervento di Salvatore Attanasio, padre dell'ambasciatore assassinato a Goma che ha deciso di trasformare il dolore in messaggio di speranza, condividendo gli ideali che hanno mosso e guidato il figlio durante il suo percorso professionale e umano.

''Luca è stato ucciso nella Repubblica Democratica del Congo: un Paese dove il popolo è schiacciato e privato spesso della sua dignitità. Dove i giovani come voi non hanno diritti'' ha detto rivolgendosi agli alunni delle classi prime, presenti alla cerimonia.

''Era un ragazzo con tanti sogni, che cercava però di tradurli in realtà. Voleva fare qualcosa di importante in quel Paese: pensate che quando è stato assassinato si stava recando a visitare una mensa scolastica, per dare un pasto sicuro ai bambini, in un Paese dove anche il diritto allo studio è spesso negato. Ha cercato con forza di costruire i presupposti per una Pace che fosse duratura, ma purtroppo, nel febbraio di cinque anni fa, è stato ucciso dai terroristi''.

''La sua eredità morale e il suo esempio continueranno a vivere anche in voi, che siete il futuro'' ha concluso, rivolgendosi agli alunni della scuola casatese ed evidenziando come l''ulivo piantumato nel ricordo del figli sia simbolo di ''forza e di vita'', trattandosi di un albero secolare.

Al centro il consigliere Paola Trabucchi
L'assessore alla cultura Gaia Riva e il consigliere Paola Trabucchi hanno dunque lasciato spazio agli studenti che, insieme al sindaco Galbiati e a Savatore Attanasio, muniti di pale, hanno messo a dimora la pianta; una nuova presenza, speciale, nell'aiuola di Via Crotta.

La speranza – come ha evidenziato anche il dirigente scolastico Simonetta Baldari – è che possa trasmettere quotidianamente un messaggio potente, esortando i ragazzi a riflettere su quanto sia importante darsi da fare per la comunità e per gli altri.

Al centro, tra l'assessore Gaia Riva e Salvatore Attanasio, il dirigente scolastico Simonetta Baldari
Una cerimonia semplice, ma intensa, alla quale hanno preso parte – oltre ad alcuni consiglieri comunali e rappresentanti delle associazioni – anche gli amministratori del territorio che hanno condiviso il progetto del Giardino dei Giusti diffuso.

Tra loro anche Valeria Marinari, vicesindaco di Merate, che ha evidenziato il desiderio di ''guardare oltre i confini, senza limitarci al nostro orticello''.

Le piante, proprio come i Giusti, che non sono rimasti indifferenti alle piccole e grandi ingiustizie del mondo, ''crescono senza fare rumore, ma sono importanti'' e non potremmo farne a meno.
G.C.


















