Raccolta fondi per sostenere le cure della piccola Beatrice

A Inverigo - nella vicina provincia comasca - è stata avviata una raccolta fondi per sostenere le cure e i percorsi riabilitativi di Beatrice, una bambina di 2 anni con bisogni sanitari complessi. La famiglia spiega che la piccola è nata dopo una gravidanza ''super desiderata'', ma al momento della nascita ha avuto una sofferenza che ha reso necessaria la rianimazione e, il giorno successivo, il trasferimento in terapia intensiva, dove è rimasta ricoverata per 42 giorni.
Dopo le dimissioni, a distanza di circa due settimane, sono comparsi movimenti ritenuti inizialmente “strani” e poi identificati come crisi epilettiche. 
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Oggi Beatrice ha una diagnosi di paralisi cerebrale infantile (PCI) legata ad asfissia perinatale, con grave ipotonia, epilessia complessa farmaco-resistente, difficoltà nell’alimentazione e nella respirazione. Anche la vista risulta compromessa; la famiglia racconta che la bambina compie pochi movimenti volontari e non ha ancora controllo del capo e del tronco, con conseguenti limitazioni nelle tappe motorie (seduta autonoma, gattonamento e cammino).
Nel testo che accompagna la raccolta fondi (clicca QUI per visualizzarlo), i genitori spiegano che nei prossimi anni Beatrice avrà bisogno di percorsi intensivi di fisioterapia con attrezzature specialistiche per la riabilitazione motoria, oltre a logopedia, neuropsicomotricità e l’intervento di altre figure professionali. La famiglia riferisce di aver già valutato diversi centri: un primo ciclo intensivo è previsto per maggio 2026 in Toscana, ma l’obiettivo ''se avremo la possibilità con il vostro aiuto'' è proseguire con terapie intensive più volte l’anno.
''A pesare - sottolineano - sono i costi complessivi'': non solo le prestazioni specialistiche, ma anche trasferte e pernottamenti, oltre alle spese legate ai ricoveri e alle valutazioni periodiche, spesso in strutture non vicine. ''Tutto l’insieme ha dei costi importanti insostenibili per una famiglia dove lavora solo una persona'', scrivono, chiedendo un sostegno economico e la condivisione dell’iniziativa per raggiungere più persone possibili.
La famiglia annuncia inoltre che pubblicherà aggiornamenti e documentazione delle spese sostenute. ''Ogni vostro contributo sarà per Beatrice un dono prezioso'', concludono.
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