Annone: confronto in consiglio sui beni confiscati alla mafia

Confronto sui beni confiscati tra maggioranza e opposizione di Annone Brianza nel corso del consiglio comunale del 23 aprile. Il gruppo di minoranza ''Vivere Annone'', attraverso un’interrogazione presentata dal consigliere Paolo Cesana, ha acceso il dibattito sulla decisione della giunta di manifestare interesse per l’acquisizione al patrimonio comunale di alcuni immobili confiscati.

Il riferimento è alla delibera di giunta del 7 marzo 2026, con cui l’amministrazione ha espresso la volontà di ottenere gratuitamente alcune unità immobiliari da destinare a ricovero di mezzi e attrezzature comunali e della protezione civile. L’interrogazione della minoranza ha posto una serie di questioni puntuali, a partire dai costi dell’operazione. ''Vivere Annone'' ha chiesto se sia stata effettuata un’analisi preventiva degli interventi necessari per rendere fruibile l’immobile, comprese eventuali opere di bonifica del terreno, in passato utilizzato come deposito di rottami e quali potrebbero essere i relativi oneri a carico del Comune.

Ulteriori dubbi hanno riguardato la sostenibilità economica complessiva: se siano stati richiesti preventivi, quali siano i costi di gestione e manutenzione negli anni futuri e se questi possano incidere sugli equilibri del bilancio comunale, anche alla luce di un patrimonio immobiliare già ritenuto consistente rispetto alle dimensioni del Comune.

La minoranza ha inoltre sollevato perplessità sulla scelta strategica, chiedendo se siano state valutate alternative utilizzando immobili già disponibili, come l’area ex Suzani e se fosse stata considerata la possibilità di destinare il bene ad associazioni o enti con finalità sociali. ''Pur apprezzando la nobiltà dell'intenzione, dobbiamo oggettivamente valutare i pro ed i contro di questa operazione, che rischia di minare gli equilibri economici del nostro comune'' afferma Cesana.

Nella sua risposta, il sindaco Luca Marsigli ha difeso la scelta dell’amministrazione, sottolineandone innanzitutto il significato. L’acquisizione di un bene confiscato alla criminalità è ''di monito alla cittadinanza circa il recupero effettivo ai fini collettivi di un bene che era invece caratterizzato da un utilizzo illecito, come anche meglio dichiarato dalla autorità giudiziaria che ne ha disposto appunto la sua confisca''.

Il primo cittadino ha spiegato che l’operazione è ancora in una fase preliminare e che il percorso prevede diversi passaggi istituzionali, tra cui l’assegnazione formale da parte dell’agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) e gli interventi della Prefettura per lo sgombero dell’area.

Sul tema dei costi, Marsigli ha confermato che gli interventi principali già individuati riguardano la bonifica dell’area e della copertura dell’immobile. Tuttavia, ha evidenziato come esistano opportunità di finanziamento: Regione Lombardia ha infatti messo a disposizione risorse importanti per i Comuni che acquisiscono beni confiscati, finalizzate alla loro manutenzione e ristrutturazione.

In particolare, sarà possibile presentare richiesta di contributo tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2027, a condizione di aver ottenuto l’assegnazione del bene e predisposto un progetto di recupero.

Dal punto di vista funzionale, il sindaco ha chiarito che l'obiettivo dell'amministrazione è quello di concentrare in un unico spazio mezzi e attrezzature comunali, compresi quelli della protezione civile. Questo consentirebbe di liberare altri spazi attualmente utilizzati, come l’area dell’ex Suzani e alcune pertinenze di Villa Cabella, per destinarli ad altre finalità ancora in fase di valutazione.

Infine, ha concluso il primo cittadino, ''qualora terzi dovessero interessarsi all'uso promiscuo del compendio, ferme le prioritarie esigenze dell'ente comunale, richieste in tal senso verranno meglio valutate''.
M.Mau.
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