Oggiono: valori di libertà e democrazia al centro della celebrazione del 25 Aprile
In occasione dell'81° anniversario della Festa della Liberazione, i comuni dell’Oggionese si sono uniti come di consueto per celebrare i valori di pace, giustizia e libertà. La manifestazione di sabato 25 aprile a Oggiono, apertasi con la cerimonia dell'alzabandiera a cura del gruppo Alpini, è proseguita con la celebrazione della messa. Il cuore dell’iniziativa si è poi svolto in Piazza Manzoni, animata dalla sentita partecipazione di cittadini, autorità civili, militari e religiose e musicisti del Corpo musicale Marco d’Oggiono.

''Questa giornata appartiene a tutti noi'' ha esordito Matteo Redaelli, sindaco di Rogeno e presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Oggionese. ''Nonostante non racconti tutta la Seconda Guerra Mondiale, questa giornata esprime ciò che questo tragico evento ha significato per il nostro Paese. Racconta il momento in cui l’Italia non è stata solo liberata dagli altri, ma ha preso attivamente parte a questa importante decisione. Già prima della Resistenza, Antonio Gramsci afferma che per lui vivere significa essere partigiani e non restare indifferenti. Ancora oggi il 25 Aprile ci chiede di non essere spettatore inconsapevoli: la libertà non si conserva da sola, ma va costantemente e quotidianamente preservata. La libertà è scelta consapevole dei legami da costruire e una responsabilità che ci chiama in prima persona''.

Il richiamo a questo importante impegno civile è stato ripreso anche da Ermanno Negri, presidente dell’ANPI – sezione Oggiono. ''Per la nostra associazione - ha esordito - celebrare i valori di questa giornata significa ritrovare nel presente quei punti di riferimento che hanno guidato la Resistenza. La democrazia, la libertà e i diritti sociali sono valori, incardinati nella nostra Costituzione, da onorare e difendere ogni giorno. In un mondo in cui la tecnologia e l’intelligenza artificiale fanno sembrare i tempi della democrazia obsoleti, la sfida più grande resta la pace, intesa come valore etico e diritto dei popoli. Senza la pace, non c’è libertà né giustizia. Tutti siamo chiamati a far vivere la speranza per un futuro migliore''.
Dopo aver ringraziato i presenti, tra cui anche Mattia Montanelli (sindaco dei ragazzi) e il gruppo oggionese degli alpini, anche il sindaco ha espresso parole cariche di commozione e significato. ''Trovarci ogni anno così numerosi ai piedi del Monumento ai Caduti è sempre una grande emozione'' ha condiviso Chiara Narciso, sindaco di Oggiono.

''Per tutti noi, ricordare chi ha sacrificato la propria vita nella lotta per la liberazione dal nazifascismo significa esprimere un profondo sentimento di gratitudine. In un’epoca spesso segnata da neutralità, il 25 aprile ricorda una scelta individuale di dignità. Il NO pronunciato da quegli uomini e quelle donne evoca la decisione di non abbassare lo sguardo. Oggi, quella stessa dignità chiede a noi di orientarci con quegli stessi valori di libertà, solidarietà e pace, l’eredità più grande ricevuta. Siamo chiamati a non ignorare l’impegno affinché l’ascolto e il dialogo sostituiscano senza riserve il rumore delle armi e della prevaricazione'' ha detto l'amministratrice della città.

La cerimonia si è così conclusa in un clima di partecipazione e raccoglimento, confermando ancora una volta il valore condiviso della memoria e dell’impegno civile, che la Festa della Liberazione continua a rappresentare per la comunità.

Un momento della cerimonia in Piazza Manzoni
''Questa giornata appartiene a tutti noi'' ha esordito Matteo Redaelli, sindaco di Rogeno e presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Oggionese. ''Nonostante non racconti tutta la Seconda Guerra Mondiale, questa giornata esprime ciò che questo tragico evento ha significato per il nostro Paese. Racconta il momento in cui l’Italia non è stata solo liberata dagli altri, ma ha preso attivamente parte a questa importante decisione. Già prima della Resistenza, Antonio Gramsci afferma che per lui vivere significa essere partigiani e non restare indifferenti. Ancora oggi il 25 Aprile ci chiede di non essere spettatore inconsapevoli: la libertà non si conserva da sola, ma va costantemente e quotidianamente preservata. La libertà è scelta consapevole dei legami da costruire e una responsabilità che ci chiama in prima persona''.

Matteo Redaelli, presidente della Conferenza dei Sindaci dell'Oggionese
Il richiamo a questo importante impegno civile è stato ripreso anche da Ermanno Negri, presidente dell’ANPI – sezione Oggiono. ''Per la nostra associazione - ha esordito - celebrare i valori di questa giornata significa ritrovare nel presente quei punti di riferimento che hanno guidato la Resistenza. La democrazia, la libertà e i diritti sociali sono valori, incardinati nella nostra Costituzione, da onorare e difendere ogni giorno. In un mondo in cui la tecnologia e l’intelligenza artificiale fanno sembrare i tempi della democrazia obsoleti, la sfida più grande resta la pace, intesa come valore etico e diritto dei popoli. Senza la pace, non c’è libertà né giustizia. Tutti siamo chiamati a far vivere la speranza per un futuro migliore''.
Dopo aver ringraziato i presenti, tra cui anche Mattia Montanelli (sindaco dei ragazzi) e il gruppo oggionese degli alpini, anche il sindaco ha espresso parole cariche di commozione e significato. ''Trovarci ogni anno così numerosi ai piedi del Monumento ai Caduti è sempre una grande emozione'' ha condiviso Chiara Narciso, sindaco di Oggiono.

''Per tutti noi, ricordare chi ha sacrificato la propria vita nella lotta per la liberazione dal nazifascismo significa esprimere un profondo sentimento di gratitudine. In un’epoca spesso segnata da neutralità, il 25 aprile ricorda una scelta individuale di dignità. Il NO pronunciato da quegli uomini e quelle donne evoca la decisione di non abbassare lo sguardo. Oggi, quella stessa dignità chiede a noi di orientarci con quegli stessi valori di libertà, solidarietà e pace, l’eredità più grande ricevuta. Siamo chiamati a non ignorare l’impegno affinché l’ascolto e il dialogo sostituiscano senza riserve il rumore delle armi e della prevaricazione'' ha detto l'amministratrice della città.

Il sindaco di Oggiono, Chiara Narciso
La cerimonia si è così conclusa in un clima di partecipazione e raccoglimento, confermando ancora una volta il valore condiviso della memoria e dell’impegno civile, che la Festa della Liberazione continua a rappresentare per la comunità.
V.I.


















