Casatenovo, modifica al ddl sulla violenza sessuale: in consiglio una mozione di PAC

Una seduta consiliare che si preannuncia fitta di argomenti, quella che in programma il prossimo 30 aprile alle ore 20.30 in municipio a Casatenovo. Fra i (ben) 13 i punti iscritti all'ordine del giorno, figura anche una mozione presentata negli scorsi giorni dal capogruppo di maggioranza (Persona Ambiente Comunità) Francesco Sironi insieme alle colleghe Gaia Riva, Paola Trabucchi, Gaia Caspani, Veronica Faltracco e Benedetta Villa che chiede di rivedere il disegno di legge (ddl) – attualmente al vaglio del Parlamento - in materia di violenza sessuale, con una modifica all'articolo 609 bis del codice penale che la disciplina. 
Il ddl era infatti stato approvato all’unanimità e prevedeva l’introduzione della formula ''consenso libero e attuale'' nel reato di violenza sessuale. Ma, arrivato al Senato, il 25 novembre scorso – data simbolica, quella della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – il testo sarebbe stato modificato e la formula originaria cancellata, con sorpresa delle minoranze e degli stessi alleati di governo. 
casatenovoscuola10.jpg (77 KB)
Il gruppo di maggioranza Persona Ambiente Comunità (PAC) in un'immagine d'archivio

L’emendamento proposto dalla leghista Giulia Bongiorno - presidente della Commissione Giustizia - abbandona infatti il modello del consenso in favore del modello del dissenso, con il nuovo impianto che metterebbe invece al centro il concetto di ''volontà contraria''.
Tra le critiche più diffuse emerge quella secondo cui il testo, così come formulato, tutelerebbe l’aggressore al posto della vittima, aumentando il rischio di vittimizzazione secondaria dentro le aule dei tribunali per chi subisce violenza. Un timore, condiviso anche dagli esponenti della maggioranza casatese, che sta dividendo il Parlamento, tanto che si sta tentando proprio in queste settimane una mediazione per uscire dall'impasse.
''Nel corso degli ultimi anni, grazie al prezioso contributo dei movimenti femminili e della società civile, il nostro Paese ha maturato una consapevolezza profonda riguardo a un principio educativo e civile imprescindibile: non può sussistere vera libertà se non in presenza di un consenso pieno, esplicito e sempre revocabile. Purtroppo, la recente modifica proposta al ddl 1715 rischia di vanificare questi importanti traguardi, regredendo a una visione dei diritti che speravamo ormai superata. Per tale ragione, abbiamo ritenuto doveroso presentare una mozione urgente affinché il sindaco e la giunta si facciano portavoce di questa istanza presso il Governo e il Parlamento'' spiegano i firmatari della mozione.
casatenovoscuola3.jpg (53 KB)
A sinistra i consiglieri di opposizione (CasateSi)

''Il fulcro della questione risiede in un mutamento terminologico che sottende, in realtà, una scelta politica dai risvolti pedagogici gravissimi: il passaggio dal modello del consenso (ovvero l'accertamento di una volontà positiva) a quello del dissenso (la pretesa di un rifiuto manifesto). Se tale riforma divenisse legge, l'onere della prova tornerebbe a gravare quasi interamente sulla vittima: non spetterebbe più a chi compie l'atto dimostrare di aver ricevuto un assenso limpido, bensì alla parte offesa l'onere di provare di aver opposto una resistenza attiva. Il nuovo testo omette deliberatamente di riconoscere che il silenzio, l'immobilità o la paralisi causata dallo stato di shock non possono mai, in nessun caso, essere interpretati come un'adesione. Ignorare queste evidenze psicologiche e scientifiche significa tradire lo spirito della Convenzione di Istanbul e, soprattutto, venire meno al patto di fiducia con le tante donne che ogni giorno lottano per il riconoscimento della propria dignità'' proseguono gli esponenti di PAC. 
casatenovoscuola7.jpg (86 KB)
Con questo atto, il consiglio comunale di Casatenovo sarà chiamato ad una precisa assunzione di responsabilità etica. ''La nostra richiesta – concludono dalla maggioranza - è chiara e semplice: il ddl 1715 deve essere ritirato nella sua attuale formulazione per tornare al paradigma "solo un sì significa sì", l'unico strumento capace di garantire una tutela effettiva e di non scoraggiare chi trova il coraggio civile di denunciare. Le istituzioni locali hanno il compito primario di non restare inerti e di ribadire che la libertà sessuale non può essere confinata in zone grigie o ambiguità interpretative: in assenza di un consenso chiaro e attuale, l'atto configura sempre una violenza''.
Il confronto sulla mozione chiuderà un consiglio intenso, nel quale si discuterà anche di trasporto e refezione scolastica – alla luce del confronto aperto negli scorsi mesi in commissione – del rendiconto 2025, di Retesalute (approvazione dotazioni finanziarie per il prossimo triennio) e di una modifica alle dotazioni (e alla programmazione) del bilancio di previsione 2026/2028.
Sarà inoltre formalizzato il decreto che assegna al consigliere Tommaso Albrigo (PAC) la delega alle Politiche Giovanili, mentre in apertura di seduta una relazione ''fotograferà'' il servizio di assistenza psicologica ai ragazzi ad un anno dall'apertura dello sportello 1524 gestito da Asst Lecco in Villa Facchi.
G.C.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.