Oggiono: critiche sul centro islamico in zona stazione. Per il centrodestra è ''luogo di culto''

Sgomberata – una settimana esatta fa – la moschea di Costa Masnaga, con le Forze dell'Ordine presenti in massa in Via Cadorna per dare esecuzione all'ordinanza emessa la scorsa estate dal Comune al termine di una controversia legale di natura urbanistica che si è trascinata per diversi anni, si è già aperta una nuova vicenda legata al presunto utilizzo di uno stabile quale luogo di culto islamico.
A Oggiono, in Viale Vittoria – a pochi passi dalla stazione ferroviaria – è stato di recente inaugurato un nuovo ritrovo per la comunità musulmana all'interno di uno stabile sottoposto ad intervento di ristrutturazione.
Una presenza che, come dicevamo, ha già fomentato la polemica politica: se per il sindaco Chiara Narciso quella presente in paese altro non sarebbe che la sede di un'associazione culturale (con tutta una serie di attività socio-educative svolte al suo interno), di diverso avviso si sono mostrati gli esponenti del centrodestra, a partire dal capogruppo di minoranza in consiglio comunale, Alessandro Negri (FDI), fortemente critico sia sul metodo (tenendo conto che nel recentissimo PGT l'Amministrazione avrebbe potuto individuare una destinazione consona a questa finalità), sia nel merito. Il timore del meloniano è infatti quello che la vicinanza di un'eventuale moschea alla stazione ferroviaria, possa richiamare a Oggiono flussi elevati di persone, senza idonei requisiti né urbanistici, né di sicurezza sotto ogni profilo (inclusi quelli strutturali e infrastrutturali).
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Alessandro Negri e Debora Acerbi, esponenti della minoranza in consiglio a Oggiono

Una posizione analoga a quella espressa dalla collega di opposizione Debora Acerbi, che sul tema ''non le manda a dire'', anzi. ''La situazione di Viale Vittoria ogni venerdì è la prova plastica di una resa delle istituzioni a Oggiono. Davanti a certi equilibrismi, anche di chi siede in minoranza con me ma preferisce toni sfumati, ribadisco che questa zona franca è inaccettabile e autorizzata dal silenzio complice della Giunta Narciso'' ha detto in riferimento ad un afflusso che pare essere stato particolarmente massiccio sul finire della scorsa settimana. ''È ora di smetterla di nascondersi dietro la definizione di 'associazione culturale'. Un centro culturale promuove studio e integrazione; un locale dove centinaia di persone si radunano regolarmente per pregare, con tanto di 'giubbetti gialli' che gestiscono il traffico pubblico, è un luogo di culto di fatto. Chiamarlo diversamente sembra servire solo a eludere le rigide norme regionali e i parametri di sicurezza che valgono per chiunque altro''.
Acerbi richiama quanto accaduto qualche lustro addietro, quando ad amministrare la città c'era Pietro Riva e Narciso sedeva in Giunta. ''Già vent’anni fa, un sindaco della stessa area politica attuale trasformò la sala consiliare in un luogo di culto; oggi la sindaca ha innestato la quinta marcia, permettendo che la normativa italiana su urbanistica e sicurezza venga sistematicamente azzerata in nome di una malintesa accoglienza. Joseph Ratzinger ha insegnato che una società che rinuncia ai propri simboli e alle proprie radici in nome di una falsa tolleranza finisce per non avere più nulla da offrire, diventando vulnerabile. Mentre i nostri commercianti – prosegue Acerbi - sono schiacciati dalla burocrazia e i residenti vengono multati per il disco orario, il venerdì si tollera un ''far west'' gestito da privati senza alcun titolo. La sindaca Narciso esca dal perbenismo di facciata. La sicurezza e il rispetto delle leggi devono tornare sovrani a Oggiono''.
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L'ex sindaco Roberto Ferrari (a sinistra) e Mauro Piazza, sottosegretario di Regione Lombardia

Sulla vicenda si è espresso pure Roberto Ferrari, già primo cittadino della città per due mandati, fino al 2019 e ormai da qualche tempo lontano dalla politica cittadina, ma comunque ancora impegnato nella Pubblica Amministrazione (è assessore esterno a Ballabio ndr).
L'ex borgomastro e il sottosegretario in Regione Lombardia, Mauro Piazza – entrambi leghisti - hanno diffuso proprio in queste ore una nota congiunta, richiamando la battaglia portata avanti da Ferrari, durante il proprio mandato di sindaco, nei confronti di un luogo di culto islamico aperto in Vicolo Sant'Agata, culminata in una vittoria in tutte le sedi giudiziarie.

Di seguito il comunicato integrale, precisando fin da ora che lo spazio resta a disposizione degli interessati per eventuali repliche o contributi sul tema:

Finché c’è la Lega c’è la legalità. Sembra questa l’estrema sintesi della vicenda della moschea (?) di Oggiono. Perché l’amministrazione di Roberto Ferrari ha condotto una battaglia per la legalità ottenendo dopo dieci anni la vittoria in tutte le sedi giudiziarie (amministrative e civili), con la chiusura del luogo di culto abusivo.

Con l’arrivo dell’attuale amministrazione di sinistra, l’associazione islamica ha acquistato un edificio industriale per destinarlo a luogo di culto.

L’amministrazione Narciso conosce perfettamente quale sia la situazione e quale sia l’uso effettivo. Un uso che aggira la normativa regionale e le previsioni del piano regolatore con l’escamotage del centro culturale, una zona grigia di illegalità che viene tollerata. Perché? C’è una convenienza elettorale?

E qui si apre un tema preciso, che non è politico ma normativo e urbanistico. La Regione Lombardia prevede, attraverso la legge per il governo del territorio, che i luoghi di culto siano qualificati come servizi di interesse pubblico e, come tali, debbano essere esplicitamente individuati negli strumenti urbanistici comunali, in particolare nel Piano di Governo del Territorio. Non solo: la destinazione d’uso deve essere conforme, devono essere rispettati standard precisi (parcheggi, accessibilità, sicurezza) e deve esserci un iter autorizzativo chiaro e trasparente.

Il punto è che non basta chiamarlo “centro culturale” per superare queste regole. Quando un immobile viene utilizzato in modo stabile e prevalente come luogo di culto, si configura a tutti gli effetti un cambio di destinazione d’uso che richiede autorizzazioni specifiche. Diversamente, si entra in una forzatura della normativa, che crea una zona grigia difficilmente giustificabile sul piano urbanistico e amministrativo.

E tutto questo mentre con grande rigore e coraggio, lì vicino, a Costamasnaga, si procede allo sgombero di una moschea abusiva. Due pesi e due misure? Oppure una diversa volontà politica di far rispettare le regole?

La nostra battaglia per la legalità non si ferma. E oggi che il tema delle moschee “che spuntano dal nulla” è di grande attualità anche a Lecco, è con l’evidenza dei fatti, nei territori che abbiamo amministrato, che possiamo ribadire un principio semplice: il rispetto delle norme urbanistiche e autorizzative non è un’opzione. È il presupposto per garantire ordine, trasparenza e legalità, anche quando si parla di luoghi di culto e delle attività che al loro interno vengono svolte.

Mauro Piazza, Consigliere regionale Lega

Roberto Paolo Ferrari, già Sindaco di Oggiono
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