Casatenovo ricorda i 40 anni dell'esplosione a Chernobyl con Crippa e un altro ospite speciale
A quarant’anni dall'esplosione della centrale di Chernobyl, si è tenuto lunedì sera presso Villa Facchi di Casatenovo un incontro organizzato dal Comune e da ''Cassago chiama Chernobyl'' che da decenni è attiva a favore dei minori - tramite il progetto delle vacanze terapeutiche - e della comunità ucraina più in generale, attraverso iniziative di sostegno all'economia e alla sanità locale. Erano presenti il sindaco di Casatenovo, Filippo Galbiati, il presidente dell’associazione Armando Crippa e Andrii Zhidenko, responsabile sanitario dell'area di Chernihiv e liquidatore della Centrale Nucleare di Chernobyl.
Galbiati ha sottolineato come l’attività, portata avanti da Crippa e da molte famiglie che negli anni si sono rese disponibili, sia stata innanzitutto un’esperienza di amicizia, vicinanza e solidarietà, unendosi anche ad altre associazioni del monzese. Molti bambini, che negli anni sono stati ospitati e accolti, ora sono cresciuti ed alcuni di loro erano presenti in sala.

Armando Crippa ha poi raccontato che le conseguenze del disastro del reattore 4 sono presenti ancora oggi e che il numero reale delle vittime e la portata di questo incidente non si conoscerà mai: ''A dicembre sono 30 anni che ospitiamo i bambini per le cosiddette vacanza terapeutiche che la medicina ha dimostrato essere davvero positive e salutari''.
Moltissimi sono i paesi ormai fantasmi che sono stati evacuati e che ormai mostrano a chi vi passa solo scheletri di edifici grigi e vuoti, privi di vita, come ci mostrano le immagini di un video realizzati da Armando ed altri membri dell’associazione durante un viaggio in quelle zone. Impressionante vedere il display che segna la radioattività presente nell’aria, il cui valore aumenta all’avvicinarsi sempre di più alla zona colpita in macchina.

Ciò che colpisce poi è sapere che gli abitanti sono stati tenuti all’oscuro di quanto era realmente accaduto, tanto che il primo maggio a Kiev i cittadini festeggiavano la festa dei lavoratori, infatti si era cercato di tenere tutto nascosto.
''Da questa tragedia è nata una grande solidarietà: siamo partiti dal Comune di Cassago e poi si sono unite molte associazioni, come quella di Seregno, Desio e i comitati di accoglienza di Nibionno, Oggiono, Sirtori. L’associazione in questi anni ha ospitato quasi 3000 bambini e sicuramente non si fermerà qui'', sottolinea Crippa dando conto del grande lavoro di questi decenni.

Non solo accoglienza per i minori durante le vacanze estive e di fine anno: le famiglie si affezionavano ai bambini che ospitavano perciò è nato ''l’affido consensuale'' per cui la famiglia di origine e quella ospitante si accordano e firmano di fronte a un notaio per stabilire un periodo di lunga durata in cui il bambino sarebbe stato insieme alla famiglia italiana.
Inoltre, sono stati organizzati progetti per la ricostruzione di scuole e orfanatrofi, sono state comprate numerosi attrezzature mediche di diversa tipologia (per chirurgia, ortopedia, letti per la degenza, tavoli operatori).

Crippa ha tenuto poi a citare Franco Ravasio ringraziandolo per la generosità con cui ha messo a disposizione la sua officina per riparare ben 19 ambulanze. I ringraziamenti sono stati poi rivolti a Andrii Kartysh, Console generale d'Ucraina, che non potendo essere presente ha inviato una lettera che è stata letta durante la serata da Gaia Riva, assessore del Comune di Casatenovo: ''Il 26 aprile è una data che ci invita a onorare la memoria degli eroi che sacrificarono la propria vita nelle prima fasi dell’emergenza, così come di coloro che, con coraggio e dedizione, operarono per evitare una seconda catastrofe durante l’occupazione russa nel 2022''.

Le parole del Console richiamano a guardare anche l’attualità e ciò che il popolo ucraino ancora oggi sta subendo, oltre al fatto che i droni russi hanno colpito il cosiddetto ''sarcofago'', ovvero una copertura ben progettata da un team di ingegneri per contenere la fuoriuscita di materiale radioattivo dalla centrale di Chernobyl. Questi danni sono ingenti e rendono non più sicura come prima la copertura, che andrà risistemata dopo gli studi e i rilievi degli esperti. Andrii Kartysh ha ringraziato Crippa e tutti i membri delle diverse Associazioni e dei sostenitori per l’impegno profuso da decenni e per la rinnovata disponibilità ad accogliere il popolo ucraino anche a seguito dell’invasione russa di questi ultimi anni, ''per il sostegno concreto e continuo all’Ucraina''.

Infine, ha preso la parola Andrii Zhidenko che ha raccontato la sua esperienza diretta: al momento del disastro era uno studente ventenne di medicina all’università di Kiev. Ha ricordato l’entità di questo fatto: più di 2000 paesi evacuati e ormai disabitati, più di 180.000 le persone sfollate e un raggio di 30km dal reattore nel quale era vietato accedere. Quasi 300.000 sono state le persone coinvolte per liquidare il disastro nucleare e tra queste circa 200, secondo dati non confermati, sono morte nei primi 10 giorni.

Le cifre non sono precise perché l’Unione Sovietica ha sempre cercato di insabbiare quanto fosse realmente accaduto e perciò anche i dati relativi ai decessi. Il suo compito, insieme a quello di altri giovani studenti, era di evacuare le persone dalle zone colpite, anche i militari con la pelle bruciata e gravemente infermi per essere stati i primi ad affrontare l’emergenza. Le persone, inoltre, non erano state avvisate e così uscirono di casa solamente coi documenti e poche altre cose, ma in quelle case non ci sono più tornati, tutto è rimasto fermo a quei giorni.

''Per 14 giorni abbiamo lavorato senza sosta, mattino e sera, poi siamo stati rimandati in università. Per rientrare a Kiev bisognava passare da macchinette che misuravano la radioattività e ci siamo dovuti lavare tre volte per poter finalmente entrare in città senza essere un pericolo per gli altri'' ha raccontato Zhidenko che poi è diventato medico e ha dedicato – e ancora lo fa – la sua vita a curare le conseguenze del disastro di Chernobyl, una delle tragedie più gravi che ancora lascia molti strascichi anche se troppo poco si conosce e se ne parla.
L’importanza del lavoro che le associazioni svolgono è senza paragoni: pensate al destino dei bambini se non fossero stati accolti e ospitati con affetto e attenzione dalle famiglie che hanno aderito a questa causa.
Galbiati ha sottolineato come l’attività, portata avanti da Crippa e da molte famiglie che negli anni si sono rese disponibili, sia stata innanzitutto un’esperienza di amicizia, vicinanza e solidarietà, unendosi anche ad altre associazioni del monzese. Molti bambini, che negli anni sono stati ospitati e accolti, ora sono cresciuti ed alcuni di loro erano presenti in sala.
Da destra Armando Crippa e Andrii Zhidenko insieme all'interprete che ha tradotto l'intervento del medico
Armando Crippa ha poi raccontato che le conseguenze del disastro del reattore 4 sono presenti ancora oggi e che il numero reale delle vittime e la portata di questo incidente non si conoscerà mai: ''A dicembre sono 30 anni che ospitiamo i bambini per le cosiddette vacanza terapeutiche che la medicina ha dimostrato essere davvero positive e salutari''.
Moltissimi sono i paesi ormai fantasmi che sono stati evacuati e che ormai mostrano a chi vi passa solo scheletri di edifici grigi e vuoti, privi di vita, come ci mostrano le immagini di un video realizzati da Armando ed altri membri dell’associazione durante un viaggio in quelle zone. Impressionante vedere il display che segna la radioattività presente nell’aria, il cui valore aumenta all’avvicinarsi sempre di più alla zona colpita in macchina.
Crippa con il sindaco Filippo Galbiati
Ciò che colpisce poi è sapere che gli abitanti sono stati tenuti all’oscuro di quanto era realmente accaduto, tanto che il primo maggio a Kiev i cittadini festeggiavano la festa dei lavoratori, infatti si era cercato di tenere tutto nascosto.
''Da questa tragedia è nata una grande solidarietà: siamo partiti dal Comune di Cassago e poi si sono unite molte associazioni, come quella di Seregno, Desio e i comitati di accoglienza di Nibionno, Oggiono, Sirtori. L’associazione in questi anni ha ospitato quasi 3000 bambini e sicuramente non si fermerà qui'', sottolinea Crippa dando conto del grande lavoro di questi decenni.
Armando Crippa
Non solo accoglienza per i minori durante le vacanze estive e di fine anno: le famiglie si affezionavano ai bambini che ospitavano perciò è nato ''l’affido consensuale'' per cui la famiglia di origine e quella ospitante si accordano e firmano di fronte a un notaio per stabilire un periodo di lunga durata in cui il bambino sarebbe stato insieme alla famiglia italiana.
Inoltre, sono stati organizzati progetti per la ricostruzione di scuole e orfanatrofi, sono state comprate numerosi attrezzature mediche di diversa tipologia (per chirurgia, ortopedia, letti per la degenza, tavoli operatori).
Crippa ha tenuto poi a citare Franco Ravasio ringraziandolo per la generosità con cui ha messo a disposizione la sua officina per riparare ben 19 ambulanze. I ringraziamenti sono stati poi rivolti a Andrii Kartysh, Console generale d'Ucraina, che non potendo essere presente ha inviato una lettera che è stata letta durante la serata da Gaia Riva, assessore del Comune di Casatenovo: ''Il 26 aprile è una data che ci invita a onorare la memoria degli eroi che sacrificarono la propria vita nelle prima fasi dell’emergenza, così come di coloro che, con coraggio e dedizione, operarono per evitare una seconda catastrofe durante l’occupazione russa nel 2022''.
Le parole del Console richiamano a guardare anche l’attualità e ciò che il popolo ucraino ancora oggi sta subendo, oltre al fatto che i droni russi hanno colpito il cosiddetto ''sarcofago'', ovvero una copertura ben progettata da un team di ingegneri per contenere la fuoriuscita di materiale radioattivo dalla centrale di Chernobyl. Questi danni sono ingenti e rendono non più sicura come prima la copertura, che andrà risistemata dopo gli studi e i rilievi degli esperti. Andrii Kartysh ha ringraziato Crippa e tutti i membri delle diverse Associazioni e dei sostenitori per l’impegno profuso da decenni e per la rinnovata disponibilità ad accogliere il popolo ucraino anche a seguito dell’invasione russa di questi ultimi anni, ''per il sostegno concreto e continuo all’Ucraina''.
Infine, ha preso la parola Andrii Zhidenko che ha raccontato la sua esperienza diretta: al momento del disastro era uno studente ventenne di medicina all’università di Kiev. Ha ricordato l’entità di questo fatto: più di 2000 paesi evacuati e ormai disabitati, più di 180.000 le persone sfollate e un raggio di 30km dal reattore nel quale era vietato accedere. Quasi 300.000 sono state le persone coinvolte per liquidare il disastro nucleare e tra queste circa 200, secondo dati non confermati, sono morte nei primi 10 giorni.
Andrii Zhidenko
Le cifre non sono precise perché l’Unione Sovietica ha sempre cercato di insabbiare quanto fosse realmente accaduto e perciò anche i dati relativi ai decessi. Il suo compito, insieme a quello di altri giovani studenti, era di evacuare le persone dalle zone colpite, anche i militari con la pelle bruciata e gravemente infermi per essere stati i primi ad affrontare l’emergenza. Le persone, inoltre, non erano state avvisate e così uscirono di casa solamente coi documenti e poche altre cose, ma in quelle case non ci sono più tornati, tutto è rimasto fermo a quei giorni.
''Per 14 giorni abbiamo lavorato senza sosta, mattino e sera, poi siamo stati rimandati in università. Per rientrare a Kiev bisognava passare da macchinette che misuravano la radioattività e ci siamo dovuti lavare tre volte per poter finalmente entrare in città senza essere un pericolo per gli altri'' ha raccontato Zhidenko che poi è diventato medico e ha dedicato – e ancora lo fa – la sua vita a curare le conseguenze del disastro di Chernobyl, una delle tragedie più gravi che ancora lascia molti strascichi anche se troppo poco si conosce e se ne parla.
L’importanza del lavoro che le associazioni svolgono è senza paragoni: pensate al destino dei bambini se non fossero stati accolti e ospitati con affetto e attenzione dalle famiglie che hanno aderito a questa causa.
C.F.


















