25 aprile, combattenti e Sandro Pertini

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Da tempo ritengo che la valutazione postuma e più pacata delle vicende sia micro che macro che ci ruotano attorno sia esercizio utile e saggio.

Proprio per questo mi permetto in punta di piedi di esternare ora qualche mia considerazione attorno ad alcuni aspetti che hanno in qualche modo caratterizzato lo svolgersi del 25 Aprile a livello locale.

Qualche giorno prima ero stato sorpreso dalla dialettica che si era sviluppata in quel di Calolzio tra la locale sezione ANPI e la propria Amministrazione Comunale.

Leggendo avevo appreso che il motivo fosse riconducibile a divergenze sul tradizionale percorso seguito dal Corteo durante la Celebrazione Ufficiale.

In particolare mi aveva colpito, per quanto citato dai media locali, l'atteggiamento, ritengo costruttivamente “critico”, della Sezione che mi sembra muovesse da motivazioni di opportunità nel sovrapporre nel percorso in questa importante occasione il pur doveroso ossequio ai caduti e ai combattenti delle guerre allo specifico ricordo delle vicende della nostra Liberazione nel '45 dall'oppressione nazifascista.

Un tema che immagino, anche per la sua “delicatezza”, sia condiviso da non pochi, compreso il sottoscritto.

Proprio per questo con sintesi massima esprimo la mia modesta e ponderata opinione sul tema , pur sempre ben aperta ad un costruttivo confronto con altri rispettosi punti di vista.

Pur apprezzando e condividendo le motivazioni della Sezione, ritengo che la successiva presa di posizione dell'ANPI Provinciale che ha invitato a partecipare al percorso tradizionale, pur non avendone letto specificatamente le motivazioni ma forse intuendole, sia segno di ponderata sensibilità oltre che di equilibrio, tutt'altro che peloso, che non nega la fondatezza del motivo della segnalazione critica ma lo supera in nome di una ulteriore e rispettosa coerenza umana ed etica.

Mi spiego meglio esternando il mio pur opinabile “sentire”.

Se da una parte condivido la necessità di rimarcare la vera natura della logica guerresca, spesso determinata da valori tutt'altro che patriottici (per semplificare al massimo cito la condanna di Papa Benedetto XV che aveva esplicitamente definito la Prima Guerra Mondiale come “Un'inutile strage e così pure i preziosi contenuti del libricino di Don Lorenzo Milani “L'obbedienza non è più una virtù”) al contempo non si può rischiare di porre sullo stesso piano chi può essere spesso stato inconsapevole vittima di manipolazione ideologica , pagandone con la propria vita le conseguenze, e coloro che hanno seminato un retorico e spesso strumentale concetto di “Patria”asservito in realtà a tutt'altri interessi. Come purtroppo succede ancora oggi in questo sempre più martoriato mondo.

Aver consapevolezza di tutto ciò, perlomeno a mio parere, forse rappresenta il miglior modo di onorare i morti e non inficia affatto il vero concetto di “Patria” che trae dalla nostra preziosissima Costituzione la propria vera essenza quando, ad esempio, recita “L'Italia ripudia la Guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali...”.

Ecco perché ritengo giusto e motivato, con tutto il rispetto per le posizioni invece critiche, l'invito dell'ANPI Provinciale a partecipare al percorso tradizionale rendendo anche doverosa memoria ai cippi dei caduti e combattenti. Al contempo però riterrei altrettanto doveroso il sottolineare nei tradizionali discorsi, magari anche sui posti commemorativi, il rischio di un mal interpretato nazionalismo che, annebbiando le menti, ha spesso causato e continua a causare disumani massacri.

Come ritengo molto significative e condivisibili le motivazioni dell'ANPI di Lecco circa il pur piccolo, ma assai sentito, corteo svoltosi in città il 28 Aprile con in particolare le sue ponderate e coerenti modalità.

Come sono stato piacevolmente colpito dall'annuncio della Sindaca di Oggiono Chiara Narciso alla fine del corteo del 25 Aprile circa la sacrosanta dedicazione, sull'apprezzabile segnalazione della locale sezione ANPI, del Parco del Lazzaretto a Sandro Pertini. Mi piacerebbe pensare, a completamento e se possibile, che alla formale citazione che, a quanto ho capito, suonerebbe così “ A Sandro Pertini, Presidente della Repubblica Italiana” si aggiungessero anche queste significative attribuzioni “partigiano, perseguitato politico e Padre Costituente”.

Potrebbe essere un più completo riconoscimento di quello che ha realmente rappresentato e continuerà sempre a rappresentare il nostro compianto Presidente Partigiano.
Germano Bosisio
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