Costa, A voce Alta/7: gli studenti intervistano un calciatore professionista
Prosegue con un nuovo appuntamento la rubrica ''A voce alta: adesso parliamo (e scriviamo) noi!'', lo spazio del giornalino scolastico Il Gatto e la Volpe della scuola media di Costa Masnaga dedicato agli articoli realizzati dalle studentesse e dagli studenti della redazione.Un progetto che, numero dopo numero, dà voce alle idee, alle curiosità e allo sguardo attento dei ragazzi sul mondo che li circonda, valorizzando la loro capacità di osservare, raccontare e mettersi in gioco in prima persona.
In questo settimo contributo i ragazzi ci portano nel mondo dello sport, andando oltre il semplice gioco per scoprire cosa si nasconde davvero dietro la vita di un atleta: impegno, sacrificio, viaggi, emozioni e valori. Non solo allenamenti e partite, ma anche sacrifici, determinazione, scelte difficili e incontri che segnano il percorso umano prima ancora che sportivo. Tramite domande dirette e sincere, i ragazzi hanno voluto indagare non soltanto la carriera, ma anche i valori, le emozioni e le esperienze di vita di chi vive lo sport a livello professionistico.
Attraverso un’intervista, gli studenti hanno incontrato Tiago, calciatore professionista di calcio a 5, che ha condiviso la sua esperienza dentro e fuori dal campo. Ne nasce un racconto vivace e autentico, capace di farci vedere il calcio con occhi diversi: non solo competizione, ma anche crescita personale, rispetto e passione.

A lezione di calcio (e non solo) con Tiago
Abbiamo intervistato un calciatore e abbiamo scoperto un mondo!
Ciao a tutti e tutte! Il 18 marzo noi della redazione abbiamo intervistato un calciatore professionista di calcio a 5: il suo nome è Tiago e gioca nella squadra di serie A2 di Bulciago. Ecco le domande e le risposte che gli abbiamo fatto:
Perché hai scelto il calcio A5 e non il calcio A11?
Perché è più facile e perché quando ero piccolo in Brasile si giocava il calcio su strada. Il calcio a 5 ti regala più opportunità di diventare forte tecnicamente.
Qual è stato il tuo percorso?
A 17 anni ho giocato in Spagna poi ho girato il mondo ad es. Francia, Italia e Brasile.
A che età hai iniziato a giocare?
Ho iniziato a 8 anni, ma alto livello a 9-10 anni.
In che ruolo giochi?
Nel calcio A5 non ci sono ruoli precisi perché ognuno deve fare tutto. Comunque il laterale o il difensore.
Hai viaggiato per questo sport?
Sì, soprattutto con la nazionale ricordo i viaggi in Giappone, Paraguay, Uruguay, Portogallo. Sono stati viaggi emozionanti perché ho sentito di dover rappresentare il mio Paese per il mondo.
Cosa ti hanno lasciato tutti i tuoi viaggi?
Mi hanno lasciato tantissimo: sono cresciuto, ho imparato che nel mondo ci sono culture diverse e che ognuna merita il giusto rispetto.
Cosa ti piace di questo sport?
L’adrenalina, la competizione e il pallone che non si ferma mai.
Quante volte ti alleni a settimana?
4 volte più una partita il sabato.
La tua squadra dov’è in classifica?
Attualmente è 6° nel campionato di serie a2.
Cosa pensi di quelli che dicono che l’ambiente del calcio non è sano?
La competizione è dura, ma il rispetto c'è sempre. Se parliamo di salute fisica, è un mondo difficile: io ho subìto sei operazioni al ginocchio e spesso gioco con il dolore. A questi livelli devi essere fortissimo di testa perché la parola 'impossibile' non esiste e devi sempre superare i tuoi limiti. Però il calcio ha anche lati bellissimi. Ti insegna il rispetto, l'amicizia e la solidarietà. Impari a stare in squadra e a rialzarti dopo un momento buio. In breve: è faticoso per il corpo e per la mente, ma ti insegna valori che ti servono per tutta la vita.
Cosa pensi degli stipendi dei calciatori di serie A?
Penso che siano esagerati. Girano tantissimi soldi che potrebbero essere usati meglio, ad esempio per aiutare chi è povero. È assurdo accumulare tutte queste ricchezze quando nel mondo ci sono tante persone in difficoltà. Il rischio è di diventare solo delle 'macchine da soldi', dimenticando che esiste un limite. Io gioco a calcio a 5 e non guadagno queste cifre, ma credo che sia importante restare umili e pensare alla situazione del mondo.
Che cosa cambia tra il calcio A5 e il calcio A11?
La differenza principale è la velocità: nel calcio a 5 la palla corre tantissimo e tutti devono saper fare tutto. Nel calcio a 11, invece, ognuno ha il suo compito preciso e il gioco è più lento. Nel calcio a 5 tocchi la palla molto più spesso e sei sempre nel vivo dell'azione. Inoltre, se a 11 si può vincere anche se un giocatore gioca male, a 5 siamo pochi: basta che uno solo non sia in forma e la squadra non gira più. Siamo tutti fondamentali!"
Com’è giocare a calcio A 5?
È magico! È un gioco velocissimo dove servono tecnica e intelligenza. Non ci si ferma mai e ci si diverte un mondo. La cosa più bella è che i tifosi sono molto vicini: a fine partita vengono a parlarti e a chiederti come è andata. Ti senti davvero parte di una grande famiglia!
Cosa significa per te il calcio?
Tutto, la mia vita. Ho imparato rispetto, solidarietà, amicizia. Grazie al calcio ho conosciuto mia moglie, con la quale ho avuto tre figli, nati in tre posti diversi. Ho visto in me una grande crescita professionale, ma soprattutto umana.
Che squadra tifi?
La mia squadra del cuore è il Vasco da Gama anche se è il diretto avversario della squadra in cui sono cresciuto: il Flamengo.
Sei destro o mancino?
Mancino puro sia di gamba che di braccio.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?
Mi piace stare con la mia famiglia. Seguo i miei figli nelle loro passioni: il jujitsu, la musica e l'arte. Ho poco tempo libero perché guardo sempre il calcio per imparare nuovi schemi, tanto che mia moglie a volte mi sgrida!
Hai degli animali domestici?
In Francia avevo un gatto di nome Chat Noir. In Brasile 2 labrador, ma non posso portarli in Italia
Che musica ascolti?
Ascolto di tutto! Amo la musica brasiliana: il funky per ballare, la MPB per riflettere e il samba, di cui sono innamorato. Mi piacciono le canzoni del passato perché sono poetiche e hanno dei bei messaggi. E naturalmente mi piace anche la musica italiana!
Qual è il tuo cibo preferito?
Ho tanti piatti preferiti! Amo il cibo giapponese, come il sashimi, e quello brasiliano, specialmente il barbecue. Ma mi piace tantissimo anche la cucina italiana: vado pazzo per la pasta e la lasagna. Ogni cultura ha qualcosa di buono da assaggiare!
Come andavi a scuola?
Non sono mai stato bocciato, ma non ero tra i più bravi.
Se tornassi indietro nel tempo, cosa diresti a te stesso di 14 anni?
Di continuare con il calcio e di prendere seriamente i consigli di mio padre.
Qual è il trofeo più importante che hai vinto?
La coppa regionale.
Com’è il Brasile?
Bellissimo, le persone trovano il bello anche nelle difficoltà. È un paese molto allegro e divertente.
Ti piace stare con i ragazzi?
Sì, tantissimo! L'energia dei ragazzi è bellissima e ogni giorno imparo qualcosa di nuovo da loro. Quando smetterò di giocare, vorrei proprio dedicarmi ai giovani per aiutarli a diventare dei campioni. Mi piace molto stare in sintonia con loro e trovare insieme le soluzioni in campo.
In questo settimo contributo i ragazzi ci portano nel mondo dello sport, andando oltre il semplice gioco per scoprire cosa si nasconde davvero dietro la vita di un atleta: impegno, sacrificio, viaggi, emozioni e valori. Non solo allenamenti e partite, ma anche sacrifici, determinazione, scelte difficili e incontri che segnano il percorso umano prima ancora che sportivo. Tramite domande dirette e sincere, i ragazzi hanno voluto indagare non soltanto la carriera, ma anche i valori, le emozioni e le esperienze di vita di chi vive lo sport a livello professionistico.
Attraverso un’intervista, gli studenti hanno incontrato Tiago, calciatore professionista di calcio a 5, che ha condiviso la sua esperienza dentro e fuori dal campo. Ne nasce un racconto vivace e autentico, capace di farci vedere il calcio con occhi diversi: non solo competizione, ma anche crescita personale, rispetto e passione.

A lezione di calcio (e non solo) con Tiago
Abbiamo intervistato un calciatore e abbiamo scoperto un mondo!
Ciao a tutti e tutte! Il 18 marzo noi della redazione abbiamo intervistato un calciatore professionista di calcio a 5: il suo nome è Tiago e gioca nella squadra di serie A2 di Bulciago. Ecco le domande e le risposte che gli abbiamo fatto:
Perché hai scelto il calcio A5 e non il calcio A11?
Perché è più facile e perché quando ero piccolo in Brasile si giocava il calcio su strada. Il calcio a 5 ti regala più opportunità di diventare forte tecnicamente.
Qual è stato il tuo percorso?
A 17 anni ho giocato in Spagna poi ho girato il mondo ad es. Francia, Italia e Brasile.
A che età hai iniziato a giocare?
Ho iniziato a 8 anni, ma alto livello a 9-10 anni.
In che ruolo giochi?
Nel calcio A5 non ci sono ruoli precisi perché ognuno deve fare tutto. Comunque il laterale o il difensore.

Sì, soprattutto con la nazionale ricordo i viaggi in Giappone, Paraguay, Uruguay, Portogallo. Sono stati viaggi emozionanti perché ho sentito di dover rappresentare il mio Paese per il mondo.
Cosa ti hanno lasciato tutti i tuoi viaggi?
Mi hanno lasciato tantissimo: sono cresciuto, ho imparato che nel mondo ci sono culture diverse e che ognuna merita il giusto rispetto.
Cosa ti piace di questo sport?
L’adrenalina, la competizione e il pallone che non si ferma mai.
Quante volte ti alleni a settimana?
4 volte più una partita il sabato.
La tua squadra dov’è in classifica?
Attualmente è 6° nel campionato di serie a2.
Cosa pensi di quelli che dicono che l’ambiente del calcio non è sano?
La competizione è dura, ma il rispetto c'è sempre. Se parliamo di salute fisica, è un mondo difficile: io ho subìto sei operazioni al ginocchio e spesso gioco con il dolore. A questi livelli devi essere fortissimo di testa perché la parola 'impossibile' non esiste e devi sempre superare i tuoi limiti. Però il calcio ha anche lati bellissimi. Ti insegna il rispetto, l'amicizia e la solidarietà. Impari a stare in squadra e a rialzarti dopo un momento buio. In breve: è faticoso per il corpo e per la mente, ma ti insegna valori che ti servono per tutta la vita.
Cosa pensi degli stipendi dei calciatori di serie A?
Penso che siano esagerati. Girano tantissimi soldi che potrebbero essere usati meglio, ad esempio per aiutare chi è povero. È assurdo accumulare tutte queste ricchezze quando nel mondo ci sono tante persone in difficoltà. Il rischio è di diventare solo delle 'macchine da soldi', dimenticando che esiste un limite. Io gioco a calcio a 5 e non guadagno queste cifre, ma credo che sia importante restare umili e pensare alla situazione del mondo.
Che cosa cambia tra il calcio A5 e il calcio A11?
La differenza principale è la velocità: nel calcio a 5 la palla corre tantissimo e tutti devono saper fare tutto. Nel calcio a 11, invece, ognuno ha il suo compito preciso e il gioco è più lento. Nel calcio a 5 tocchi la palla molto più spesso e sei sempre nel vivo dell'azione. Inoltre, se a 11 si può vincere anche se un giocatore gioca male, a 5 siamo pochi: basta che uno solo non sia in forma e la squadra non gira più. Siamo tutti fondamentali!"
Com’è giocare a calcio A 5?
È magico! È un gioco velocissimo dove servono tecnica e intelligenza. Non ci si ferma mai e ci si diverte un mondo. La cosa più bella è che i tifosi sono molto vicini: a fine partita vengono a parlarti e a chiederti come è andata. Ti senti davvero parte di una grande famiglia!
Cosa significa per te il calcio?
Tutto, la mia vita. Ho imparato rispetto, solidarietà, amicizia. Grazie al calcio ho conosciuto mia moglie, con la quale ho avuto tre figli, nati in tre posti diversi. Ho visto in me una grande crescita professionale, ma soprattutto umana.
Che squadra tifi?
La mia squadra del cuore è il Vasco da Gama anche se è il diretto avversario della squadra in cui sono cresciuto: il Flamengo.
Sei destro o mancino?
Mancino puro sia di gamba che di braccio.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?
Mi piace stare con la mia famiglia. Seguo i miei figli nelle loro passioni: il jujitsu, la musica e l'arte. Ho poco tempo libero perché guardo sempre il calcio per imparare nuovi schemi, tanto che mia moglie a volte mi sgrida!
Hai degli animali domestici?
In Francia avevo un gatto di nome Chat Noir. In Brasile 2 labrador, ma non posso portarli in Italia
Che musica ascolti?
Ascolto di tutto! Amo la musica brasiliana: il funky per ballare, la MPB per riflettere e il samba, di cui sono innamorato. Mi piacciono le canzoni del passato perché sono poetiche e hanno dei bei messaggi. E naturalmente mi piace anche la musica italiana!
Qual è il tuo cibo preferito?
Ho tanti piatti preferiti! Amo il cibo giapponese, come il sashimi, e quello brasiliano, specialmente il barbecue. Ma mi piace tantissimo anche la cucina italiana: vado pazzo per la pasta e la lasagna. Ogni cultura ha qualcosa di buono da assaggiare!
Come andavi a scuola?
Non sono mai stato bocciato, ma non ero tra i più bravi.
Se tornassi indietro nel tempo, cosa diresti a te stesso di 14 anni?
Di continuare con il calcio e di prendere seriamente i consigli di mio padre.
Qual è il trofeo più importante che hai vinto?
La coppa regionale.
Com’è il Brasile?
Bellissimo, le persone trovano il bello anche nelle difficoltà. È un paese molto allegro e divertente.
Ti piace stare con i ragazzi?
Sì, tantissimo! L'energia dei ragazzi è bellissima e ogni giorno imparo qualcosa di nuovo da loro. Quando smetterò di giocare, vorrei proprio dedicarmi ai giovani per aiutarli a diventare dei campioni. Mi piace molto stare in sintonia con loro e trovare insieme le soluzioni in campo.
La Redazione (+ riscrittura fatta da Gabriele e Alessio)


















