Casatenovo: oltre 60 giovani utenti in un anno a Villa Facchi per lo sportello psicologico

È ormai passato oltre un anno dall’inaugurazione di #quindiciventiquattro uno spazio dedicato all’individuazione precoce del disagio giovanile e rivolto a ragazze e ragazzi tra i quindici e i ventiquattro anni. Ospitato nei locali di Villa Facchi a Casatenovo, il servizio ha trovato subito un grandissimo appoggio da parte della comunità locale diventando in poco tempo un vero e proprio punto di riferimento per confrontarsi e trovare aiuto. La realtà ambulatoriale gestita da Asst Lecco è riuscita a rispondere ad un bisogno silenzioso ed ha fornito aiuto a tantissime famiglie.
In occasione del consiglio comunale dello scorso 30 aprile è stato tracciato un bilancio delle attività svolte nei primi dodici mesi di servizio che intanto si è ampliato nei locali di Villa Facchi ed ha aumentato il monte ore settimanali dei professionisti in struttura. L’informativa è stata proprio al primo punto del consiglio comunale ed ha visto la presenza di alcuni degli animatori del progetto quali il dottor Antonio Rigamonti, direttore di psicologia clinica di Asst Lecco, la dottoressa Roberta Invernizzi, psicoterapeuta e responsabile dello spazio e Fabio Crippa, consigliere comunale e presidente dell’Ambito distrettuale di Merate. 
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Al centro Fabio Crippa, consigliere comunale e presidente dell'Ambito di Merate

''Abbiamo ritenuto necessario dare la massima visibilità a questo lavoro che in poco più di un anno ha già raggiunto ottimi risultati. Fin da subito abbiamo capito che la popolazione ne aveva un grande bisogno e così abbiamo ampliato gli spazi e gli orari messi a disposizione, ma siamo solo all’inizio - ha spiegato Fabio Crippa – ritengo questo progetto come un passo estremamente importante per la comunità a cui si aggiunge il centro per la famiglia di cui spero di poterne parlare presto nei dettagli. È importante compiere un lavoro che tenga insieme le istituzioni e i mondi che si occupano della crescita delle persone come le scuole con cui dobbiamo incrementare la comunicazione''. 
Il dottor Antonio Rigamonti ha invece sottolineato il ruolo chiave del servizio che è diventato un vero e proprio punto di riferimento per il territorio. ''Questa tipologia di servizio è nata due anni fa sulle aree di Lecco e di Merate ed ha subito avuto come punto di forza l’essere a disposizione direttamente sul territorio e di permettere ai giovani di avere un libero accesso. Nel corso degli anni sempre più ragazzi si sono rivolti a noi e le problematiche si sono intensificate richiedendo l’incrementi degli esperti. Valutando le persone che venivano da noi ci siamo accorti come l’area del casatese avesse una bassa area di incidenza non perché mancassero i giovani richiedenti aiuto quanto perché non c’era una struttura sul territorio. In un anno dall’apertura posso dire che lo spazio di Villa Facchi sia stata una scelta giusta che ci ha permesso di dare una mano a tantissime famiglie''.
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Al centro il dottor Antonio Rigamonti

E’ stato invece compito della dottoressa Roberta Invernizzi tracciare un primo bilancio dell’attività svolta. Lo spazio #quindiciventiquattro è riuscito a rispondere ad una vera e propria esigenza del territorio e ad accogliere quei ragazzi che non vengono inclusi né dai servizi di psichiatria o di neuropsichiatria infantile. Gli spazi di Villa Facchi sono diventato così il luogo sicuro di un confronto, un contesto più informale e meno autoritario in cui recarsi per un consiglio e di un confronto. Tutti coloro che operano nella struttura sono professionisti che lavorano in realtà consolidate e che aiutano i ragazzi a trovare la loro strada. 
''Molti dei ragazzi che accedono al servizio non si recano né in psichiatria né in neuropsichiatra perché sono spaventati: quello che offriamo è uno spazio sicuro e in qualche modo non connotato. Tutti vengono accolti dai nostri psicologi che hanno il compito di accompagnarli nel loro percorso ed eventualmente di sostenerli in strade differenti. Ci rivolgiamo ai cittadini e accogliamo tutti senza distinzione. Vediamo soprattutto situazioni di blocco evolutivo, ragazzi che hanno smesso di studiare, magari hanno una forma di ritiro scolastico o affrontano delle crisi di panico perché non riescono a svolgere i compiti evolutivi tipici della loro età. Il nostro obiettivo è aiutare i ragazzi a superare questi blocchi e riprendere in mano la propria vita, tornare a scuola o trovare un lavoro, li aiutiamo a trovare una speranza possibile'' ha spiegato la dottoressa Invernizzi. 
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La dottoressa Roberta Invernizzi

Da aprile 2025 ad aprile 2026 lo spazio #quindiciventiquattro è riuscito ad intercettare 63 ragazzi con età media di 17 anni e 5 mesi che si sono rivolti al centro di Villa Facchi alla ricerca di aiuto. Nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti che si sono recati in modo autonomo o, se minorenni, accompagnati dai genitori; mentre ad oggi soltanto un piccolo numero è stato indirizzato dalla scuola. Seppur con un solo anno di vita il centro è diventato un’eccellenza del territorio e grazie ad incontri individuali o di gruppo è in grado di fornire assistenza ai giovani senza che loro ricorrano a strutture più complesse che rischiano di compromettere il loro percorso. Tra i casi trattati il 14% ha un background migratorio di prima o seconda generazione, il 14% sono figli/ fratelli/ sorelle di tossicodipendenti e di soggetti con problemi psichici e che hanno bisogno di un tipo di ascolto ed assistenza informale. L’8% invece sono ragazzi che hanno un abuso di sostanze, spesso di automedicazione saltuaria, ma che non entrerebbero mai nella rete di strutture contro la dipendenza in quanto si tratta di episodi isolati.
L’analisi della dottoressa Invernizzi ha mostrato come lo spazio #quindiciventiquattro sia riuscito ad intercettare quei giovani che non si recherebbero mai in strutture di tipo ospedaliere o comunità in quanto viste come qualcosa di grande e quasi pericoloso; sono ragazze e ragazze che hanno spesso bisogno di un sostegno anche minimo per uscire da una fase difficile del loro percorso di crescita. I dati mostrano come ci sia stata una buona risposta della comunità, ma anche come sia necessario aumentare l’attività dello spazio con l’aiuto delle amministrazioni e degli enti territoriali. 
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Il sindaco Filippo Galbiati

A conclusione della discussione dell’ordine del giorno dedicato allo spazio #quindiciventiquattro è intervenuto anche il primo cittadino di Casatenovo Filippo Galbiati che ha sottolineato l’importanza del progetto e la necessità i portarlo avanti anche coinvolgendo maggiormente le famiglie. 
''E’ un progetto che è stato molto sostenuto dalla comunità, le famiglie hanno apprezzato in particolar modo l’approccio degli psicologi che si è rivelato molto comprensivo e professionale. In Italia stiamo assistendo ad un investimento sulle strutture, ma non sulle risorse umane che devono abitarle, è impossibile che gli ospedali riescano a rispondere a tutte le esigenze del cittadino. E’ fondamentale creare strutture e luoghi di incontro sul territorio come lo spazio #quindiciventiquattro che si rivolge direttamente a chi ha bisogno, fornisce assistenza alle famiglie e le fa sentire meno sole. Credo che sia fondamentale avere uno spazio di questo genere per prevenire delle situazioni anche estreme che si sviluppano in una determinata fascia d’età come quello degli abusi e delle dipendenze. Come amministrazione comunale daremo ancora più sostegno a questa realtà territoriale che è una possibilità davvero speciale rivolta a tutti'' ha concluso.
G.M.
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