Rogeno: la minoranza contesta il rendiconto

Voto contrario della minoranza Unitixtutti al rendiconto di gestione 2025, approvato dal Consiglio comunale riunito lunedì 4 maggio. Una posizione netta, accompagnata da numerose osservazioni critiche sulla gestione delle risorse e sulla programmazione economica dell’ente.

La consigliera di minoranza Cristina Mauri ha aperto il proprio intervento sottolineando il valore del documento: “Il conto consuntivo è il documento che fornisce un riepilogo delle spese e delle entrate effettivamente registrate durante l’anno, permettendo ai cittadini di comprendere come sono state gestite le risorse pubbliche”.
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Entrando nel merito dei numeri, Mauri ha evidenziato quello che definisce il dato centrale: “Un avanzo di amministrazione al 31.12.2025 di oltre 1 milione e 831 mila euro. Un dato rilevante, che a prima vista potrebbe sembrare positivo, ma che merita una lettura più attenta”. La consigliera ha poi precisato: “Nelle pubbliche amministrazioni un elevato avanzo di amministrazione non sempre è indicatore di virtuosità: un risultato che va ben oltre il livello prudenziale rispetto al principio contabile del pareggio di bilancio, spesso riflette una gestione amministrativa inefficiente”.

Secondo l’analisi della minoranza, l’avanzo deriverebbe in larga parte da una ridotta capacità di spesa: “L’avanzo si forma in gran parte per effetto della gestione di competenza, che registra un saldo positivo di oltre 717mila euro. Tuttavia, questo risultato deriva soprattutto da minori impegni per oltre 3,3 milioni di euro, a fronte di minori accertamenti per 2,6 milioni”. Da qui la conclusione: “Questo significa che il Comune ha speso molto meno di quanto previsto, indice che una parte significativa delle risorse disponibili non si è trasformata in servizi, opere e interventi a favore dei cittadini rogenesi”.

La consigliera ha inoltre richiamato l’andamento degli ultimi anni: “L’evoluzione del risultato di amministrazione dal 2020 ad oggi conferma una limitata capacità di valorizzazione delle risorse e una difficoltà strutturale nella programmazione della spesa”. Un altro elemento critico riguarda il fondo pluriennale vincolato: “Supera i 700 mila euro e questo dato sottolinea che opere di investimento sono state programmate e rinviate nel tempo facendo emergere una difficoltà di realizzazione di quanto promesso in campagna elettorale”.

Nel suo intervento, Mauri ha poi collegato il rendiconto alle scelte più recenti dell’amministrazione: “Nel corso dei primi mesi del 2026 è stato acceso un mutuo di 1 milione e 400 mila euro e, a meno di tre mesi dall’approvazione del bilancio pluriennale triennio 2026-2028 avvenuta il 29.12.2025, si è intervenuto ad un aumento delle aliquote e alla diminuzione della soglia di esenzione dell’addizionale Irpef”. Una decisione che, secondo la minoranza, “colpisce in modo particolare le fasce medio-basse sia attraverso la riduzione della soglia di esenzione sia attraverso l’incremento delle aliquote”.

La critica politica viene sintetizzata con chiarezza: “il rendiconto 2025 si chiude con un avanzo anche a causa di risorse non spese e nonostante questo si è aumentata la pressione fiscale e nei primi mesi del 2026 si accende un mutuo da 1 milione e 400 mila euro. Da un lato si dimostra di non riuscire a utilizzare pienamente le risorse disponibili; dall’altro si chiedono maggiori sacrifici ai cittadini e si ricorre all’indebitamento”. E ancora: “Il rendiconto evidenzia margini finanziari importanti non utilizzati. A nostro avviso, una programmazione più efficace avrebbe consentito scelte diverse, più equilibrate e meno impattanti sui cittadini”.
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A rafforzare la posizione del gruppo è intervenuta anche la capogruppo Patrizia Perissinotto, che ha formalizzato la dichiarazione di voto contraria al documento in votazione. Nel dettaglio, Perissinotto ha ribadito: “L’avanzo di amministrazione, di ben 1.831.123 euro, pur formalmente positivo, evidenzia una difficoltà nella capacità di programmare e trasformare le risorse disponibili in interventi concreti per la nostra comunità”. Ha poi aggiunto: “A ciò si aggiungono scelte successive che riteniamo incoerenti: l’aumento dell’addizionale IRPEF ed il ricorso ad un mutuo di rilevante peso, nonostante la presenza di risorse non utilizzate”.

Secondo la capogruppo “si tratta di decisioni che gravano sui cittadini e sui bilanci futuri senza che emerga una chiara coerenza nella gestione complessiva delle risorse”.

Infine, una critica anche sul rispetto delle tempistiche: “Siamo chiamati ad approvare il rendiconto gestione 2025 oltre il termine di legge previsto al 30 aprile. Ancora una volta il rispetto delle norme e procedure previste dalla legge vengono disattese: la Corte dei Conti nulla avrà da rilevare?”.
M.Mau.
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