Barzago: no della maggioranza alla campagna R1PUD1A di Emergency

La maggioranza ‘Insieme per Barzago’ ha respinto in Consiglio comunale la mozione presentata dalla minoranza per aderire alla campagna di Emergency R1PUD1A, che chiedeva, tra i vari aspetti, l’esposizione di uno striscione sul Municipio e l’avvio di iniziative di sensibilizzazione. Quanto emerso durante la seduta ha dato vita ad una riflessione sul significato politico dei gesti simbolici e sul ruolo di un’amministrazione comunale di fronte ai conflitti in corso.
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(Foto dal sito di Emergency)

La proposta, illustrata dalla minoranza, partiva da una premessa esplicita: l’articolo 11 della Costituzione, secondo cui “l’Italia ripudia la guerra”, e la necessità di non assuefarsi alle crisi internazionali. Nel testo si sottolinea che “nel mondo, in questo momento, sono in corso circa 54 guerre” e che “ogni conflitto colpisce soprattutto popolazioni innocenti, donne, bambini”. Tra gli impegni richiesti al sindaco Melissa Cereda e alla giunta, la mozione puntava su due binari: sostegno alle iniziative umanitarie e promozione di una cultura della pace sul territorio fino all’adesione alla campagna R1PUD1A “con l’esposizione di uno striscione sul Municipio in cui si afferma che il nostro Comune ripudia la guerra”.

La maggioranza, in sede di Consiglio, ha tuttavia votato in modo contrario motivando la propria decisione attraverso una dichiarazione articolata. In essa viene rivendicata la necessità di distinguere tra la condivisione dell’obiettivo pacifista e l’adesione a una campagna che, a loro avviso, avrebbe ampliato i contenuti oltre l’impostazione originaria. “Nessuno in quest’aula ha il monopolio della pace”, ha affermato il gruppo, aggiungendo che “non lo ha la minoranza, non lo ha la maggioranza, non lo ha nemmeno Emergency”. La maggioranza ha contestato la centralità del gesto simbolico: “Il ripudio della guerra non è proprietà di chi espone uno striscione. È un principio che vive nelle scelte”. E, citando il fisico Carlo Rovelli, ha sostenuto che per la pace non serva “uno sciocco pacifismo, ma razionalità”. Inoltre, secondo ‘Insieme per Barzago’, la campagna R1PUD1A, nelle ultime settimane nelle ultime settimane, si sarebbe estesa “aggiungendo ad essa una raccolta firme contro la proposta di riforma delle forze armate che ha iniziato il suo iter parlamentare”, tema sul quale la maggioranza si è detta non disponibile a far esprimere il Comune in senso contrario. “Aderire oggi a questa mozione significherebbe far dire al Comune di Barzago che quella riforma è sbagliata. E, soprattutto, non sarebbe razionale”, secondo quanto affermato. Nella dichiarazione, ancora, la maggioranza ha legato il ragionamento al contesto europeo e alla sicurezza, anche informatica. “L’Italia è sotto attacco. L’Europa è già in guerra - e ancora - nell’ombra dell’infosfera, si combatte una guerra che non fa rumore”. Da qui la citazione dell’articolo 52 della Costituzione, secondo cui “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino” per sostenere che “adeguare le nostre difese alle nuove sfide — incluse quelle digitali — non è preparare la guerra”. Nel finale della dichiarazione in aula, la maggioranza ha provato a spostare il baricentro dal simbolo all’azione concreta: “Questa maggioranza ha lanciato una campagna di raccolta fondi che abbiamo chiamato ‘Barzago per Emergency’”. La sintesi della linea della maggioranza è stata infatti quella secondo cui “un medico che cuce una ferita a Gaza faccia più per la pace di qualsiasi striscione”. In parallelo è stato annunciato anche un uso più sistematico della dicitura istituzionale con “Comune di Barzago – Messaggero di Pace”, da inserire “su tutte le comunicazioni istituzionali dell’ente, ogni qualvolta ciò sia tecnicamente e giuridicamente possibile”.

La risposta del gruppo di minoranza ‘Il Paese Barzago’ è arrivata con un comunicato stampa dai toni duri. “Avremmo voluto scrivere che Barzago RIPUDIA la guerra, invece no”. Per la minoranza la mozione conteneva una proposta semplice ed efficace, insistendo sul valore istituzionale del gesto: “lo striscione - ha scritto - sarebbe stato un gesto simbolico ma significativo, per riaffermare i principi dell’articolo 11 della nostra Costituzione e per tenere viva l’attenzione sul tema dei conflitti, che rischia di diventare un rumore di fondo delle nostre vite”. Il gruppo ha contestato la coerenza politica dalla maggioranza, la quale, dopo aver votato contro l’adesione alla campagna, decide di organizzare “una raccolta fondi proprio a favore di Emergency...la stessa associazione di cui aveva appena dichiarato di non condividere appieno i principi!”. Pur dichiarando che sosterrà l’iniziativa benefica, la minoranza sottolinea che la posizione di un Consiglio che “ha rifiutato di dichiarare apertamente il ripudio della guerra” lascia un senso “imbarazzo”. Nel mezzo, la domanda che resta sul tavolo, e che la minoranza ha esplicitato, è se il nodo sia stato davvero il merito della mozione o, piuttosto, “il fatto che la proposta arrivasse dalla minoranza”.
M.E.
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