Barzago, mozione contro la guerra: le precisazioni della maggioranza
Riceviamo e pubblichiamo il contributo del gruppo di maggioranza Insieme per Barzago sul ''caso'' della mozione presentata in consiglio comunale dai colleghi dell'opposizione Il Paese Barzago, attraverso la quale veniva chiesta l'adesione alla campagna di Emergency R1PUD1A. Il voto dell'Amministrazione Cereda - accompagnato da una risposta alquanto articolata - è stato tuttavia negativo (ne avevamo parlato QUI).
A qualche giorno di distanza dal dibattito in Aula, la maggioranza torna sulla questione, motivando ulteriormente la scelta di preferire - all'approvazione del documento - l'avvio di una raccolta fondi destinata all'ONG stessa.
Di seguito pubblichiamo il contributo integrale di Insieme per Barzago, precisando sin da ora che lo spazio resta a disposizione per eventuali precisazioni o repliche:

Egregio Direttore,
torniamo sulla vicenda della mozione “R1PUD1A” respinta dal Consiglio comunale di Barzago perché il comunicato della minoranza, apparso su molta stampa locale e anche sulle Sue pagine, merita una replica: non per ragioni di schieramento, ma perché illustra in maniera quasi didattica un vizio del nostro discorso pubblico.
La minoranza ha scritto, in sostanza, che "avremmo voluto far dire al Comune che ripudia la guerra, e invece no". Una frase efficace, costruita per generare imbarazzo nel lettore distratto.
Ma un lettore attento si accorge subito di ciò che in quel comunicato manca — e ciò che manca è esattamente il punto.
Non una riga, non un inciso, non un accenno al fatto che la campagna R1PUD1A, nelle settimane recenti, si è arricchita di una raccolta firme contro la riforma delle forze armate attualmente all'esame del Parlamento. Che è proprio il tema che la maggioranza ha posto in aula con chiarezza, che ne ha determinato il voto contrario e che, nel comunicato della minoranza, ovviamente è stato puntualmente omesso, in puro stile “Il Paese Barzago”.
Sorvoliamo, per non infierire, che la minoranza non era a conoscenza del fatto che la campagna a cui chiedeva di aderire si fosse estesa a quella raccolta firme. Ci troviamo di fronte a un gruppo consiliare che propone al proprio Comune di sottoscrivere un'iniziativa di cui non conosce appieno i contenuti, scoprendone la portata solo in aula e poi tacendo sulla stampa. Non è una bella pagina, ci sia concesso.
Ma la domanda allora va posta in modo diretto, perché i cittadini di Barzago hanno il diritto di conoscerne la risposta: il gruppo "Il Paese Barzago" è favorevole o contrario alla riforma delle forze armate in discussione? Ritiene che l'Italia debba dotarsi di strumenti di difesa
adeguati alle minacce contemporanee — incluse quelle cibernetiche, ibride, infrastrutturali — oppure ritiene che ogni adeguamento sia un passo verso il riarmo e quindi vada respinto? Sono due posizioni rispettabili, entrambe difendibili, ed entrambe portatrici di conseguenze.
Ciò che non è rispettabile, perché non è politica, è restare nel comodo cono d'ombra dello striscione, dell’ovvio, lasciando che siano gli altri a esporsi sui temi che “pesano” oppure evitarli accuratamente, al fine di non perdere consenso.
Ci è stato opposto che srotolare uno striscione è un “simbolo” importante per la cultura della pace. Vero, concordiamo. Ma un traliccio dell’alta tensione abbattuto a Tolmezzo non è altrettanto simbolico? Non dovremmo discutere anche di questo?
Comprendiamo bene il vantaggio tattico dell'operazione della minoranza: chi si limita all'ovvio non sbaglia mai, perché non dice nulla che possa essere contestato. Ma se in Consiglio comunale arrivano soltanto mozioni dal contenuto inattaccabile — "ripudiamo la guerra", "siamo per la pace", "tuteliamo i bambini", “valorizziamo l’ambiente” — allora il Consiglio comunale non discute più di nulla.
Si limita a ratificare frasi che nessun essere umano ragionevole oserebbe contestare, mentre le scelte vere, quelle che richiedono coraggio e assunzione di responsabilità, vengono accuratamente espunte dall'ordine del giorno o nascoste sotto un titolo accattivante.
In più, se vogliamo essere onesti, dobbiamo anche comprendere il prezzo che ne paga il dibattito pubblico, sia locale che nazionale: zero approfondimento, espunzione sistematica dei veri temi di cui si dovrebbe discutere. Temi che, naturalmente, sono divisivi e che
erodono il consenso, proprio perché importanti e complessi: difesa (siamo per la pace, ovvio!), energia (siamo per l’energia pulita, ovvio!), economia (l’economia a servizio dell’uomo, ovvio!”), ecologia (l’ambiente prima di tutto, ovvio!).
Nel piccolo di un paese come Barzago, la maggioranza non ha voluto piegarsi a questo “andazzo” e ha fatto l'esatto contrario: ha indicato il punto controverso, lo ha messo sul tavolo, ha spiegato perché non riteneva che il Comune dovesse pronunciarsi in quel modo, e si è assunto il peso di votare contro, ben conoscendo il prezzo politico da pagare. L’abbiamo fatto volentieri. Non saremo rieletti per questo? Pazienza!
Ci permetta di concludere sulla “contraddizione” e “confusione” di cui soffrirebbe l’amministrazione a cui la minoranza fa riferimento.
Nessuna confusione e nessuna contraddizione. Non abbiamo votato la mozione per i chiari motivi di cui sopra, ma naturalmente apprezziamo il lavoro svolto da Emergency in tutto il mondo e in tutti i teatri di guerra.
Quel lavoro deve essere sostenuto e abbiamo pensato, da donne e uomini “del fare” più che “del parlare”, che sostenere concretamente questa azione con una raccolta fondi sia meglio di qualunque simbolo o slogan.
Ci consenta di sfruttare l’occasione che ci concede per lasciare il link alla nostra raccolta fondi (https://insieme.emergency.it/fundraisers/barzagoxemergency), perché più persone possibili ne vengano a conoscenza e possano, se lo desiderano, contribuire.
Certo: la raccolta si chiama “Barzago per Emergency”, ma pensiamo che le motivazioni che abbiamo addotto e che ci hanno condotto alla nostra azione politica possano anche travalicare i confini del nostro paese e raccogliere fondi anche da qualche “foresto”, per dirla con una battuta.
Si può non condividere questa linea. Si può discuterla, criticarla, rovesciarla con argomenti migliori. Quello che non si può fare, onestamente, è fingere che la discussione si sia svolta su un altro piano da quello su cui si è realmente svolta.
I cittadini di Barzago, e i Suoi lettori, meritano di sapere se la minoranza è disposta finalmente a uscire dalla politica dell’ovvio. Attendiamo, fiduciosi, una risposta nel merito.
Le allego anche la dichiarazione di voto che è stata letta in Consiglio Comunale. Siamo sicuri che i suoi attenti lettori la troveranno interessante.
La ringraziamo per lo spazio.
Cordialmente,
A qualche giorno di distanza dal dibattito in Aula, la maggioranza torna sulla questione, motivando ulteriormente la scelta di preferire - all'approvazione del documento - l'avvio di una raccolta fondi destinata all'ONG stessa.
Di seguito pubblichiamo il contributo integrale di Insieme per Barzago, precisando sin da ora che lo spazio resta a disposizione per eventuali precisazioni o repliche:
Egregio Direttore,
torniamo sulla vicenda della mozione “R1PUD1A” respinta dal Consiglio comunale di Barzago perché il comunicato della minoranza, apparso su molta stampa locale e anche sulle Sue pagine, merita una replica: non per ragioni di schieramento, ma perché illustra in maniera quasi didattica un vizio del nostro discorso pubblico.
La minoranza ha scritto, in sostanza, che "avremmo voluto far dire al Comune che ripudia la guerra, e invece no". Una frase efficace, costruita per generare imbarazzo nel lettore distratto.
Ma un lettore attento si accorge subito di ciò che in quel comunicato manca — e ciò che manca è esattamente il punto.
Non una riga, non un inciso, non un accenno al fatto che la campagna R1PUD1A, nelle settimane recenti, si è arricchita di una raccolta firme contro la riforma delle forze armate attualmente all'esame del Parlamento. Che è proprio il tema che la maggioranza ha posto in aula con chiarezza, che ne ha determinato il voto contrario e che, nel comunicato della minoranza, ovviamente è stato puntualmente omesso, in puro stile “Il Paese Barzago”.
Sorvoliamo, per non infierire, che la minoranza non era a conoscenza del fatto che la campagna a cui chiedeva di aderire si fosse estesa a quella raccolta firme. Ci troviamo di fronte a un gruppo consiliare che propone al proprio Comune di sottoscrivere un'iniziativa di cui non conosce appieno i contenuti, scoprendone la portata solo in aula e poi tacendo sulla stampa. Non è una bella pagina, ci sia concesso.
Ma la domanda allora va posta in modo diretto, perché i cittadini di Barzago hanno il diritto di conoscerne la risposta: il gruppo "Il Paese Barzago" è favorevole o contrario alla riforma delle forze armate in discussione? Ritiene che l'Italia debba dotarsi di strumenti di difesa
adeguati alle minacce contemporanee — incluse quelle cibernetiche, ibride, infrastrutturali — oppure ritiene che ogni adeguamento sia un passo verso il riarmo e quindi vada respinto? Sono due posizioni rispettabili, entrambe difendibili, ed entrambe portatrici di conseguenze.
Ciò che non è rispettabile, perché non è politica, è restare nel comodo cono d'ombra dello striscione, dell’ovvio, lasciando che siano gli altri a esporsi sui temi che “pesano” oppure evitarli accuratamente, al fine di non perdere consenso.
Ci è stato opposto che srotolare uno striscione è un “simbolo” importante per la cultura della pace. Vero, concordiamo. Ma un traliccio dell’alta tensione abbattuto a Tolmezzo non è altrettanto simbolico? Non dovremmo discutere anche di questo?
Comprendiamo bene il vantaggio tattico dell'operazione della minoranza: chi si limita all'ovvio non sbaglia mai, perché non dice nulla che possa essere contestato. Ma se in Consiglio comunale arrivano soltanto mozioni dal contenuto inattaccabile — "ripudiamo la guerra", "siamo per la pace", "tuteliamo i bambini", “valorizziamo l’ambiente” — allora il Consiglio comunale non discute più di nulla.
Si limita a ratificare frasi che nessun essere umano ragionevole oserebbe contestare, mentre le scelte vere, quelle che richiedono coraggio e assunzione di responsabilità, vengono accuratamente espunte dall'ordine del giorno o nascoste sotto un titolo accattivante.
In più, se vogliamo essere onesti, dobbiamo anche comprendere il prezzo che ne paga il dibattito pubblico, sia locale che nazionale: zero approfondimento, espunzione sistematica dei veri temi di cui si dovrebbe discutere. Temi che, naturalmente, sono divisivi e che
erodono il consenso, proprio perché importanti e complessi: difesa (siamo per la pace, ovvio!), energia (siamo per l’energia pulita, ovvio!), economia (l’economia a servizio dell’uomo, ovvio!”), ecologia (l’ambiente prima di tutto, ovvio!).
Nel piccolo di un paese come Barzago, la maggioranza non ha voluto piegarsi a questo “andazzo” e ha fatto l'esatto contrario: ha indicato il punto controverso, lo ha messo sul tavolo, ha spiegato perché non riteneva che il Comune dovesse pronunciarsi in quel modo, e si è assunto il peso di votare contro, ben conoscendo il prezzo politico da pagare. L’abbiamo fatto volentieri. Non saremo rieletti per questo? Pazienza!
Ci permetta di concludere sulla “contraddizione” e “confusione” di cui soffrirebbe l’amministrazione a cui la minoranza fa riferimento.
Nessuna confusione e nessuna contraddizione. Non abbiamo votato la mozione per i chiari motivi di cui sopra, ma naturalmente apprezziamo il lavoro svolto da Emergency in tutto il mondo e in tutti i teatri di guerra.
Quel lavoro deve essere sostenuto e abbiamo pensato, da donne e uomini “del fare” più che “del parlare”, che sostenere concretamente questa azione con una raccolta fondi sia meglio di qualunque simbolo o slogan.
Ci consenta di sfruttare l’occasione che ci concede per lasciare il link alla nostra raccolta fondi (https://insieme.emergency.it/fundraisers/barzagoxemergency), perché più persone possibili ne vengano a conoscenza e possano, se lo desiderano, contribuire.

Si può non condividere questa linea. Si può discuterla, criticarla, rovesciarla con argomenti migliori. Quello che non si può fare, onestamente, è fingere che la discussione si sia svolta su un altro piano da quello su cui si è realmente svolta.
I cittadini di Barzago, e i Suoi lettori, meritano di sapere se la minoranza è disposta finalmente a uscire dalla politica dell’ovvio. Attendiamo, fiduciosi, una risposta nel merito.
Le allego anche la dichiarazione di voto che è stata letta in Consiglio Comunale. Siamo sicuri che i suoi attenti lettori la troveranno interessante.
La ringraziamo per lo spazio.
Cordialmente,
Insieme per Barzago, Gruppo di Maggioranza del Comune di Barzago


















