Casatenovo: serata su Papa Leone XIV ad un anno dalla sua elezione

Il primo papa missionario. Il primo papa nordamericano. Il primo papa digitale. Così, nella serata di giovedì 7 maggio presso l’Auditorium di Casatenovo, è stato descritto Leone XIV, durante un incontro nato in occasione del suo primo anniversario d’elezione. Un evento che ha registrato una partecipazione numerosa, dedicato non solo ai traguardi internazionali di Prevost, ma soprattutto alla sua infanzia e alle sue esperienze per il mondo, sempre guidato da valori incrollabili che hanno ispirato ogni sua scelta.
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Sul palco i giornalisti Andrea Tornielli e Anna Pozzi. A destra il parroco don Massimo Santambrogio

L’iniziativa, promossa dalla struttura ospitante e dalla Comunità Pastorale Maria Regina di Tutti i Santi, ha visto la collaborazione dell’Associazione Cattolica Esercenti Cinema, oltre a coinvolgere la Vatican News – Radio Vaticana e la Libreria Editrice Vaticana del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. Relatori d’eccezione legati a queste realtà sono stati Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani e Anna Pozzi, giornalista e scrittrice.
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In apertura il prevosto don Massimo Santambrogio ha ricordato l’importanza di soffermarsi sull’identità personale di Prevost, al di fuori dei gesti svolti una volta eletto papa: ''Solitamente si cerca subito di fare confronti, di approcciare etichette, di fargli dire quello che si vuole. Questa serata invece ci permette di sostare e di recuperare anche il prima di Leone XIV perché ognuno ha la propria storia e ognuno si porta dietro le proprie esperienze. Credo sia fondamentale recuperare il passato per capire meglio il presente''.
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I due relatori poi, con l’ausilio di due brevi documentari prodotti da Vatican News, hanno ripercorso le tappe fondamentali della gioventù del Vescovo di Roma. Nato a Chicago, nell’Illinois, il 14 settembre 1955, ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza negli Stati Uniti, studiando prima nel Seminario minore dei Padri Agostiniani e poi alla Villanova University in Pennsylvania, dove, nel 1977, ha conseguito la laurea in Matematica e ha studiato Filosofia. Dopo aver ottenuto i voti solenni presso l’Ordine di Sant’Agostino ed essere stato ordinato sacerdote nel 1982, parte per la prima missione agostiniana a Chulucanas in Perù.
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''La missione è stata una parte fondamentale della sua vita. Basti pensare che quando si è affacciato per la prima volta presentandosi al mondo ha parlato in italiano e in spagnolo, salutando la diocesi peruviana, e non in inglese. Ha vissuto la missione come occasione per farsi scoprire, per imbattersi nella sofferenza degli altri in modo da aiutarli, ma allo stesso tempo di essere evangelizzato da loro'' ha raccontato Tornielli.
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Un’infanzia e un percorso di crescita che lo hanno condotto alla predicazione di valori umanamente fondamentali, a partire dalla pace, da lui reclamata subito dopo la sua elezione. ''La pace disarmata e disarmante – ha continuato il direttore editoriale – è un argomento centralissimo. L’assurdità della corsa al riarmo e la follia della guerra purtroppo sono due realtà attuali per le quali vengono spesi tantissimi soldi che invece potrebbero sostenere la costruzione di scuole o di ospedali''.
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Legati strettamente a questo tema, anche i concetti di fraternità e di unità, due principi emersi in particolar modo durante il viaggio apostolico svolto dal papa lo scorso aprile in Africa. Qui il pontefice ha incoraggiato i cattolici locali, promosso il dialogo interreligioso e invocato la conciliazione in aree segnate da conflitti.
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''Presso la cattedrale di Bamenda in Camerun, di fronte alla diversità di altre credenze religiose, Leone XIV ha affermato di essere venuto lì per predicare la pace, ma di essere colpito dal fatto che erano proprio loro che la stavano testimoniando a lui. Un episodio potente, che fa capire come lui offra molto, ma riceva altrettanto'' ha raccontato emozionato Tornielli.
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Tra i temi che stanno più a cuore al papa sono infine emersi quelli della povertà e della giustizia sociale, ricordando come il primo documento pubblicato da Prevost contenga un’esortazione apostolica a favore delle persone in difficoltà. Indicativa, inoltre, la scelta di recarsi a Lampedusa e non in America il prossimo 4 luglio, data in cui ricorrerà il duecentocinquantesimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti. Un gesto di accoglienza nei confronti dei migranti, che si affianca alla sua futura tappa presso le Canarie, altra meta coinvolta dai dolori e dalle morti della migrazione.
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''In che cosa ci sorprenderà ancora Leone XIV?''la domanda posta in conclusione dalla giornalista Pozzi. ''Difficile dirlo, ma ha davanti a sé un lungo pontificato e attendiamo il suo ritorno in Perù, in Argentina e negli Stati Uniti. Mi auguro che trovi persone in grado di ascoltare la sua voce e i primi a doverlo fare siamo noi. Non lasciamolo solo'' ha risposto Tornielli.
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La serata si è sciolta in un applauso che ha unito idealmente Casatenovo ai luoghi più remoti toccati dal ministero di Leone XIV. L’incontro non ha consegnato al pubblico solo il ritratto di un leader globale, ma l'immagine di un uomo rimasto fedele alle proprie radici e a quell’integrità morale forgiata tra i banchi di scuola a Chicago e le polverose strade del Perù.
C.Fu.
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