Missaglia celebra il patrono San Vittore. Messa solenne alla presenza di molti sacerdoti

E' stata una mattinata nel segno delle celebrazioni quella di ieri, venerdì 8 maggio, a Missaglia. Nella basilica è stato reso omaggio al Patrono San Vittore con una messa solenne a cui hanno partecipato molti dei sacerdoti che si sono formati ed hanno professato sul nostro territorio. Il rito è stato celebrato - in una chiesa particolarmente gremita di fedeli - da don Eugenio Folcio, attualmente vicario parrocchiale a Novate di Merate. 
missaglia_sanvittore0002.jpg (361 KB)
Il rito del Faro

La celebrazione è stata aperta da una piccola processione con tutti i sacerdoti celebranti a cui è poi seguito il tradizionale rito del Faro. In una chiesa davvero gremita c’è stata l’occasione di rivivere insieme i passi della vita di San Vittore vissuto a cavallo del III e IV secolo. Militare di origine Africana, nativo della Mauritania, era stato mandato di istanza a Milano per seguire l’imperatore Massimiliano. Vittore è sempre stato fedele al suo imperatore e anche a Cristo, in entrambi ha riposto la sua fiducia senza mai negarla neppure sotto tortura. In lui la fede è sempre stata fortissima ed è sopravvissuta alle innumerevoli minacce e torture. Vittore ha trovato la morte per decapitazione a Lodi nell’anno 303 e fin da subito la sua figura è diventata un punto di riferimento per tantissimi seguaci continuando tutt’ora come accade nella parrocchia di Missaglia. 
missaglia_sanvittore0014.jpg (239 KB)
missaglia_sanvittore0001.jpg (310 KB)
Al centro don Eugenio Folcio

L’intera celebrazione, tra la lettura di un passo degli Atti degli Apostoli e successivamente del Vangelo, ha seguito il fil rouge del sacrificio, ma soprattutto nella fede, la fiducia che riponiamo in Dio e che fa di noi degli esseri umani. Il concetto è stato ribadito da don Bruno Perego, ex parroco di Missaglia, nel corso dell’omelia. 
missaglia_sanvittore0006.jpg (340 KB)
missaglia_sanvittore0004.jpg (343 KB)
''Quello che colpisce maggiormente di un martire è la sua morte violenta, ma non è la caratteristica più importante. Oggi in molti muoiono in maniera violenta spesso opponendosi a certi poteri e modelli di società, tutto parte dall’essere contro qualcosa, ma non è l’atteggiamento dei martiri. Essere martiri significa essere testimoni, San Vittore aveva fedelmente servito il suo padrone, non l’ha mai rinnegato, ma serviva qualcosa di più importante, non muore perché è contro qualcosa, ma perché ama Dio che è colui che ci ha dato la vita. Vittore segue l’esempio di Pietro e Giovanni che, nonostante l’arresto e il divieto di parlare e insegnare nel nome del Signore, non si sono mai tirati indietro. In un passo del Vangelo Gesù dice agli apostoli che hanno piena libertà di andarsene, ma è proprio Pietro ad intervenire dicendo che non potrebbero in quanto solo Cristo ha parole di vita Eterna'' ha affermato il religioso, oggi residente a Cardano al Campo (Varese).
missaglia_sanvittore0005.jpg (299 KB)
missaglia_sanvittore0008.jpg (297 KB)
Al centro il parroco don Carlo Pirotta

''Se leggiamo le vite dei martiri rimaniamo stupiti del coraggio con cui affrontano la morte, oggi noi non siamo chiamati ad affrontare il martirio, ma a ribadire con la nostra vita l’appartenenza a Cristo. In una società in cui predomina l’individualismo siamo chiamati a non lasciare indietro gli altri e a lavorare per il bene della comunità'' ha aggiunto don Bruno che quest’anno ricorda i cinquantacinque anni di ordinazione sacerdotale. 
missaglia_sanvittore0007.jpg (337 KB)
missaglia_sanvittore0015.jpg (340 KB)
Durante la celebrazione erano presenti molti fedeli, alcuni esponenti dell'Associazione Nazionale Carabinieri sezione di Missaglia e in rappresentanza del Comune il vicesindaco e assessore alla cultura Donatella Diacci. Tra i sacerdoti concelebranti segnaliamo la presenza del parroco di Missaglia don Carlo Pirotta e del vicario don Andrea Scaltritti, di don Emanuele Colombo, don Gianni dell’Oro, don Francesco Motto originario di Contra e dei Padri Missionari della Consolata che da alcune settimane risiedono nella frazione di Maresso. 
missaglia_sanvittore0009.jpg (405 KB)
missaglia_sanvittore0003.jpg (371 KB)
A destra don Bruno Perego

Don Eugenio Folcio – che quest'anno ricorda sessant'anni di sacerdozio - ha preso parola al termine della cerimonia ringraziando i presenti, ma anche rievocando i bellissimi momenti passati a Missaglia per oltre vent’anni come coadiutore parrocchiale. ''Tutte le volte che ritorno qui per me è una grande emozione, ho passato qui ventidue anni della mia vita e ogni ricordo ha un posto veramente speciale. Per non naufragare nel mare dei ricordi mi affido ad una parabola ebraica in cui un eremita intraprende un lungo viaggio e arrivato finalmente alla meta si rende conto di non avere con sé il libro delle preghiere''.
missaglia_sanvittore0012.jpg (319 KB)
missaglia_sanvittore0011.jpg (321 KB)
Don Andrea Scaltritti e Giorgio Merli

''A quel punto gli viene incontro il Signore e partendo da una lettera dell’alfabeto riesce ad avere una preghiera – ha detto don Eugenio – oggi vi porto due immagini a me molto care. La prima è l’incontro con il cardinale Paul Emile Leger, era arcivescovo di Montreal, ma decise di lasciare tutto per dedicarsi all’Africa. Durante l’incontro con noi all’epoca giovani disse una cosa che mi colpì molto: vedrete molte cose, ci saranno tanti scossoni nel mondo, ma la Chiesa è fondata sula roccia e resisterà. La seconda immagine invece viene dal Vangelo e riguarda il momento successivo alla moltiplicazione dei pani e dei pesci quando Pietro, sulla barca, chiama il Signore. L’apostolo prova a camminare sull’acqua per raggiungerlo ma affonda perché dubita della sua fede. Come Pietro chiedo quindi a Gesù di tenermi per mano e di accompagnarmi in questo mio ultimo tratto del cammino sacerdotae''.
missaglia_sanvittore0013.jpg (507 KB)
Al termine della cerimonia è stato reso omaggio a Giorgio Merli, segretario del Consiglio Pastorale della Comunità Pastorale ''Maria SS Regina dei Martiri'' di Missaglia che recentemente ha compiuto settant'anni. Sul sagrato della Basilica è stato poi offerto ai presenti un piccolo rinfresco, un modo conviviale per celebrare tutti insieme. 
G.M.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.