Casatenovo: attività di formazione per lo staff della scuola Giovenzana
Il Team della Scuola dell’infanzia Giovenzana sabato 9 maggio si è recato in trasferta a Milano, per partecipare al Convegno conclusivo della ricerca-formazione Ascoltare le famiglie…e ascoltarsi di cui sono state parte attiva.
La cornice della maestosa aula Magna dell'Università Cattolica ha infatti accolto parte delle seicento insegnanti ed educatrici, aderenti alla ricerca in oggetto, provenienti da quasi un centinaio di scuole appartenenti alla FISM di sedici regioni italiane. La Scuola Giovenzana c'è stata e c’era l'altro ieri, per raccogliere in presenza i primi esiti del percorso formativo-attivo inaugurato nel mese di maggio dello scorso anno.
Al centro del lavoro le fondamenta della relazione educativa con un cambio di prospettiva: dall’ascolto dell’altro, l’ascolto di sé per poter maturare consapevolezza dei punti di forza, ma anche degli ostacoli esterni e delle fatiche interne come possibilità generativa di relazioni autentiche con le famiglie.

''È stato un percorso che innanzitutto ci ha restituito il tempo per fermarci a riflettere sul valore dell’ascolto come postura connotativa dell’educare'' dice la coordinatrice . ''Un’occasione preziosa per riposizionare ruoli e compiti non solo in un’ottica prestazionale, ma etica e umana''.
Diverse le autorità che hanno portato il loro contributo nella mattinata per dare risalto all’attualità e al valore della ricerca intrapresa, i cui dati sono stati illustrati dall’intervento magistrale di Monica Amadini, Direttrice del CESPEFI - Centro Studi di Pedagogia della Famiglia e dell’Infanzia, dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore.
''I genitori che ci affidano i loro figli, ogni giorno, ci restituiscono tutta la possibilità di essere corresponsabili nella loro educazione. Nell’ascolto autentico, frutto di un profondo esercizio di accoglienza priva di giudizio, in cui alle parole possono alternarsi gesti e silenzi, si può costruire una società nuova – prosegue la coordinatrice – in cui il passaggio da un pericoloso ed esasperato individualismo al noi è il frutto maturo della relazione interpersonale tra un io e un tu, scuola e famiglia''.
Oltre alla ricchezza dei contenuti, che hanno lasciato aperte domande come punti di partenza per continuare a ricercare e ad apprendere, l’esperienza ha promosso in ciascuna delle partecipanti un rinnovato entusiasmo e una condivisa motivazione che fa del gruppo Giovenzana una squadra.



''È stato un percorso che innanzitutto ci ha restituito il tempo per fermarci a riflettere sul valore dell’ascolto come postura connotativa dell’educare'' dice la coordinatrice . ''Un’occasione preziosa per riposizionare ruoli e compiti non solo in un’ottica prestazionale, ma etica e umana''.






















