Villa Greppi: a Grandangolo si è fatto...il giro del mondo

Dalla Groenlandia ai paesi che si affacciano sul Mar Nero, dalle città devastate dalle guerre e sempre più militarizzate a una Kharkiv ferita ma resiliente, fino a un'Europa in cerca di un ruolo sullo scacchiere internazionale: la quinta edizione di Grandangolo ha scelto quale tema ''Paesaggi contaminati'', puntando l'obiettivo su alcuni degli scenari più complessi del mondo contemporaneo.
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Il progetto, realizzato dall'associazione BRIG con il coordinamento istituzionale del Consorzio Brianteo Villa Greppi e il sostegno di Fondazione Comunitaria del Lecchese, Lario Reti Holding, Silea e Acinque nell’ambito del Fondo Ambiente e Cultura), si è svolto anche quest’anno a Villa Greppi di Monticello nel weekend di sabato 9 e domenica 10 maggio, diretto e organizzato da Daniele Frisco e Valentina Sala.
Il tema della contaminazione ha stabilito gli intrecci delle diverse conferenze e incontri che hanno riempito la programmazione dell’evento.
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''Nel 2014 – hanno spiegato i curatori – Martin Pollack ha definito paesaggi contaminati i luoghi in Europa che per decenni hanno nascosto massacri dimenticati e messi a tacere, spesso trasformati in paesaggi naturali apparentemente incontaminati''.
Grandangolo 2026 prende in prestito questa definizione, ampliandone il significato: da un lato per riflettere su paesaggi in via di contaminazione, come le città sconvolte dalle guerre contemporanee, e su paesaggi al centro dell’attuale scontro geopolitico, come il Mar Nero o la Groenlandia; dall’altro per parlare anche di una contaminazione positiva, fatta di scambi, incroci e cortocircuiti che sono, forse, la caratteristica migliore del nostro continente.
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 Luca Nizzoli Toetti

La mostra fotografica ''Quasi Europa'', pensata anche in occasione della Festa dell'Europa è stata esposta nella sala superiore del granaio di Villa Greppi: una selezione di scatti realizzati dal fotografo Luca Nizzoli Toetti in più di dieci anni di viaggi lungo circa 20 mila chilometri di strade europee. Un percorso fotografico per riscoprire l’Europa, alla ricerca del minimo comune denominatore che definisce il Vecchio Continente, in una straordinaria normalità fatta di persone che si muovono, si incontrano, dialogano, imparano a conoscersi, si influenzano reciprocamente. 
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Sabato, alle 15.30 è stato discusso e analizzato il tema della Groenlandia, sempre più al centro di interessi geopolitici e mire espansionistiche, grazie alla presenza del giornalista e fondatore della rivista dedicata alla regione polare Osservatorio Artico Leonardo Parigi, autore del libro ''GROENLANDIA/NUUK. Chi vuole rompere il ghiaccio. Viaggio ai confini del Grande Nord''.
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Si è parlato di Ucraina insieme alla scrittrice, traduttrice e pubblicista Yaryna Grusha, docente di Lingua e letteratura ucraina all’Università di Milano e autrice del libro ''KHARKIV. Complessa, indomita, ferita, indistruttibile'' (Paesi Edizioni). Un volume che racconta una città che, oggi come in passato, deve fare i conti con l’imperialismo russo, le cui influenze si rispecchiano ancora oggi nelle commistioni linguistiche e culturale, talvolta conflittuali, talvolta arricchenti nella propria differenza.
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Alle 18, l’archeologo e esperto di storia militare Andrea Santangelo, autore di ''LE VIE DELLE GUERRE'' ha tenuto una breve conferenza per presentare la propria opera, un libro che approfondisce come non esista un continente più martoriato dalle guerre dell’Europa, cosparsa di stimmate: dalle fortificazioni alle cinte murarie, dalle trincee ai tunnel, dalle deforestazioni alle deviazioni di fiumi e corsi d’acqua.
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Domenica, invece, la giornata è iniziata alle 16 con Marco Ansaldo, che ha presentato ''MARE NERO. Sei paesi, le leggende, la guerra'', un libro che analizza il confine sensibile dell’Impero romano, da sempre scenario di espansione dei domini commerciali genovese e veneziano nel Medioevo, teatro di guerra nell’Ottocento e protagonista del nuovo ordine globale nel XX secolo, il Mar Nero è oggi un’area cruciale dello scacchiere politico.
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Alle 17.15, insieme al docente di Geografia economica e politica all’Università di Torino Francesco Chiodelli si è parlato di ''CITTÀ IN GUERRA. Appunti di geopolitica urbana'', un approfondimento che ha messo in luce come il campo di battaglia decisivo dei tempi contemporaneo non siano più le giungle, le montagne o le campagne, ma lo spazio urbano.
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Infine, per chiudere al meglio l’edizione di Grandangolo 2026, il Clarionet Ensemble (con Rocco Carbonara, Ermanno Redaelli, Raffaele Trovò, Andrea Agrati, Camilla Conti e Matilde Ostidich), si è esibito in un concerto intitolato ''Suoni Contaminati'', spaziando tra epoche e stili differenti, concludendo al meglio due giorni ben organizzati di arte, cultura e fotorafia.
L.F.
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