Barzago rinnova il legame con i 'gemelli' francesi di Tournon
Barzago ha rinnovato il legame con Tournon-Saint-Martin con quattro giorni di incontri, visite e momenti di condivisione in famiglia, che hanno riportato al centro lo spirito originario del Gemellaggio: non un semplice viaggio, ma un’esperienza di comunità.
La scorsa settimana il paese si è trasformato in un punto di approdo per gli amici francesi, accolti giovedì 7 maggio presso l'aula civica e poi affidati alle famiglie ospitanti.

Il programma ha alternato momenti organizzati e tempo libero, lasciando spazio a quella dimensione informale che spesso è la più preziosa. Venerdì, in mattinata, la comitiva (alla presenza del sindaco Dominique Hervò) ha raggiunto Pusiano per la visita a Palazzo Beauharnais e allo Spazio Segantini, accompagnata dalle guide Pieremilio Bonfanti, presidente dell’associazione Promoterre, e Giuliana.
''Ad accogliere i partecipanti – hanno ricordato dai membri del Comitato – anche il suono di un flauto traverso, dettaglio che ha aggiunto un tono quasi cerimoniale all’arrivo''. Il pranzo alla Trattoria La Pergola, con degustazione di specialità del lago, ha introdotto il pomeriggio, chiuso con il rientro a Barzago e la visita con degustazione presso La Luppolina, dove Ettore Formenti ha illustrato la propria attività.

Sabato è stato invece dedicato alla vita in famiglia: una giornata libera in cui gli ospiti hanno potuto conoscere il territorio con gli occhi di chi lo abita. Tra le mete citate: Castell’Arquato, Lecco, l’Eremo del Monte Barro, Crandola e la Valsassina, l’Orrido, fino al Ghisallo e ai punti panoramici sul lago. Complice il bel tempo, il racconto corale restituisce l’immagine di ''un fine settimana vissuto senza la rigidità del turismo mordi-e-fuggi, ma con l’idea di condividere abitudini e luoghi del quotidiano''.

Il momento culminante è arrivato la sera di sabato, all’Oratorio di Barzago, con la cena comunitaria, le canzoni, lo scambio dei doni, gli interventi istituzionali e del Comitato, ma soprattutto attraverso il senso di continuità che percorre l’iniziativa.
Nel suo discorso il sindaco Melissa Cereda ha sottolineato la dimensione emotiva e collettiva dei giorni trascorsi: ''non siete stati semplicemente nostri ospiti, ma parte della nostra comunità'' ha detto, ringraziando famiglie e volontari e descrivendo il gemellaggio come un ''filo che unisce anche quando le distanze separano''.
Un concetto ripreso anche dal presidente del Comitato Gemellaggio, Emanuela Colombo, che ha ribadito come ''l’obiettivo non sia organizzare vacanze ma stare insieme e conoscerci come persone, investendo tempo per creare legami capaci di far sentire a casa anche a km di distanza''.
Nel corso della serata è arrivato anche un pensiero personale e condiviso: il ricordo di Massimo Maggioni, scomparso pochi mesi fa, indicato come tra i primi – insieme alla moglie Ines – ad aver creduto nel progetto aprendo casa e cuore al Gemellaggio. Un passaggio che ha reso evidente come questi percorsi, nel tempo, diventino storia comune, fatta di presenze, amicizie e anche assenze che continuano a farsi sentire.

Domenica la conclusione, con il ritrovo al centro sportivo e la partenza per Tournon, accompagnata da una promessa già pronunciata e rilanciata nella serata ufficiale: l’appuntamento del prossimo anno, quando in Francia si celebrerà un traguardo significativo, ossia l’anniversario dei 30 anni di amicizia e unione tra i due paesi.
Al di là delle tappe e delle iniziative, il dato che resta è la forza di un modello semplice: l’ospitalità come forma concreta di Europa quotidiana. In un’epoca in cui le relazioni tra comunità rischiano spesso di ridursi a protocolli e scambi formali, Barzago e Tournon-Saint-Martin continuano a scegliere la via delle famiglie, dei tavoli condivisi, delle giornate passate insieme. Ed è forse proprio in questa normalità, ripetuta anno dopo anno, che il gemellaggio trova la sua eccezionalità.
La scorsa settimana il paese si è trasformato in un punto di approdo per gli amici francesi, accolti giovedì 7 maggio presso l'aula civica e poi affidati alle famiglie ospitanti.

I francesi e le famiglie durante la gita al Monte Barro
Il programma ha alternato momenti organizzati e tempo libero, lasciando spazio a quella dimensione informale che spesso è la più preziosa. Venerdì, in mattinata, la comitiva (alla presenza del sindaco Dominique Hervò) ha raggiunto Pusiano per la visita a Palazzo Beauharnais e allo Spazio Segantini, accompagnata dalle guide Pieremilio Bonfanti, presidente dell’associazione Promoterre, e Giuliana.
''Ad accogliere i partecipanti – hanno ricordato dai membri del Comitato – anche il suono di un flauto traverso, dettaglio che ha aggiunto un tono quasi cerimoniale all’arrivo''. Il pranzo alla Trattoria La Pergola, con degustazione di specialità del lago, ha introdotto il pomeriggio, chiuso con il rientro a Barzago e la visita con degustazione presso La Luppolina, dove Ettore Formenti ha illustrato la propria attività.

Il momento vissuto all'azienda agricola La Luppolina
Sabato è stato invece dedicato alla vita in famiglia: una giornata libera in cui gli ospiti hanno potuto conoscere il territorio con gli occhi di chi lo abita. Tra le mete citate: Castell’Arquato, Lecco, l’Eremo del Monte Barro, Crandola e la Valsassina, l’Orrido, fino al Ghisallo e ai punti panoramici sul lago. Complice il bel tempo, il racconto corale restituisce l’immagine di ''un fine settimana vissuto senza la rigidità del turismo mordi-e-fuggi, ma con l’idea di condividere abitudini e luoghi del quotidiano''.
La serata in oratorio alla presenza dei sindaci Melissa Cereda e Dominique Hervò
Il momento culminante è arrivato la sera di sabato, all’Oratorio di Barzago, con la cena comunitaria, le canzoni, lo scambio dei doni, gli interventi istituzionali e del Comitato, ma soprattutto attraverso il senso di continuità che percorre l’iniziativa.
Nel suo discorso il sindaco Melissa Cereda ha sottolineato la dimensione emotiva e collettiva dei giorni trascorsi: ''non siete stati semplicemente nostri ospiti, ma parte della nostra comunità'' ha detto, ringraziando famiglie e volontari e descrivendo il gemellaggio come un ''filo che unisce anche quando le distanze separano''.

Nel corso della serata è arrivato anche un pensiero personale e condiviso: il ricordo di Massimo Maggioni, scomparso pochi mesi fa, indicato come tra i primi – insieme alla moglie Ines – ad aver creduto nel progetto aprendo casa e cuore al Gemellaggio. Un passaggio che ha reso evidente come questi percorsi, nel tempo, diventino storia comune, fatta di presenze, amicizie e anche assenze che continuano a farsi sentire.

Domenica la conclusione, con il ritrovo al centro sportivo e la partenza per Tournon, accompagnata da una promessa già pronunciata e rilanciata nella serata ufficiale: l’appuntamento del prossimo anno, quando in Francia si celebrerà un traguardo significativo, ossia l’anniversario dei 30 anni di amicizia e unione tra i due paesi.
Al di là delle tappe e delle iniziative, il dato che resta è la forza di un modello semplice: l’ospitalità come forma concreta di Europa quotidiana. In un’epoca in cui le relazioni tra comunità rischiano spesso di ridursi a protocolli e scambi formali, Barzago e Tournon-Saint-Martin continuano a scegliere la via delle famiglie, dei tavoli condivisi, delle giornate passate insieme. Ed è forse proprio in questa normalità, ripetuta anno dopo anno, che il gemellaggio trova la sua eccezionalità.
M.E.


















