Casatenovo: a Villa Mariani l'ultimo 'viaggio' di Nicola tra musica, pedalate e ricordi
Una ''festa'' per ricordare il bello che c'è stato, nonostante l'epilogo amaro, che lascia ancora senza parole. C'erano la musica, la birra, le fotografie, gli amati dinosauri (gonfiabili e su tela) – sparsi qua e là nel giardino – e le biciclette, tantissime, in sella alle quali amici e familiari hanno raggiunto Villa Mariani, scenario oggi pomeriggio, dei funerali di Nicola Poirè.

Non sono state delle esequie vere e proprie in verità, o meglio quelle che si è tendenzialmente portati ad immaginare; quello in scena a Casatenovo è stato più che altro un saluto. Un omaggio semplice e sincero al 35enne, venuto a mancare negli scorsi giorni in maniera tanto repentina quanto inattesa.


Un saluto ''speciale'' ad una persona che tanto bene ha saputo lasciare dietro di sé. Lo ha dimostrato l'afflusso incessante al parco della residenza comunale, che per gran parte del pomeriggio è stato gremito come non mai.


Le note della chitarra e del sax hanno fatto da sottofondo alla cerimonia, aperta, dopo l'arrivo del feretro ''scortato'' dalle biciclette, dalle parole del fratello Michele che – seguito poi dagli interventi degli amici ed ex colleghi della scuola - ha portato l'ultimo saluto di Nicola.
Non un supereroe, nonostante la gamba allenata e il sorriso contagioso, ma una persona con tante passioni e, come ognuno di noi, con le sue fragilità. Con un ''mondo'' dentro che forse si era fatto troppo pesante per riuscire a proseguire la ''pedalata''.
Appese qua e là c'erano le sue fotografie, portate da familiari e amici e sulla bara, di legno chiaro, alcuni pennarelli per dare la possibilità di lasciare direttamente lì, un ultimo messaggio al 35enne. E poi la fotografia della sua ''impresa'' sportiva risalente a un anno fa, quando il casatese era riuscito a raggiungere Capo Nord, dopo aver attraversato mezza Europa.


Conquistata quella meta iconica era sceso poi in Lapponia, raggiungendo poco alla volta la sua Brianza; meta finale il bar di Rimoldo dove Nicola era solito trovarsi con gli amici e, come lui stesso aveva tenuto a precisare nei suoi racconti condivisi con noi di Casateonline, ''era iniziato il sogno e il racconto di questo viaggio, magari anche un po' per scherzo. Perlomeno all'inizio''.


Un'esperienza che – non a caso - si era conclusa una manciata di giorni prima l'inizio della Festa di Sant'Anna a Cassina de' Bracchi, la frazione in cui era cresciuto e dove ancora oggi vivono i suoi genitori. Un evento al quale era legatissimo e che, durante le nostre chiacchierate sulla sua ''impresa'' sportiva, ci spiegava di non volersi assolutamente perdere. Del resto era una delle ''anime'' del numeroso staff di volontari.


Un pomeriggio fatto di sorrisi e di ricordi che siamo sicuri sarebbe piaciuto a Nicola (Oloide, come ci teneva a definirsi): le lacrime in verità non sono mancate, soprattutto quando il feretro portato sulle spalle dagli amici con i genitori subito dietro, ha lasciato Villa Mariani, attraversando le biciclette poste ai lati dell'uscita verso il carro funebre, con le ruote alzate verso l'alto.

L'ultimo doveroso omaggio ad una persona che ha saputo lasciare un'impronta indelebile non soltanto nei suoi cari, ma in generale in coloro che hanno avuto la fortuna di incrociare – a lungo, in maniera fugace, per scelta o solo per caso - la loro esistenza con la sua.

Il feretro portato in spalla dagli amici lascia Villa Mariani
Non sono state delle esequie vere e proprie in verità, o meglio quelle che si è tendenzialmente portati ad immaginare; quello in scena a Casatenovo è stato più che altro un saluto. Un omaggio semplice e sincero al 35enne, venuto a mancare negli scorsi giorni in maniera tanto repentina quanto inattesa.


Un saluto ''speciale'' ad una persona che tanto bene ha saputo lasciare dietro di sé. Lo ha dimostrato l'afflusso incessante al parco della residenza comunale, che per gran parte del pomeriggio è stato gremito come non mai.


Le note della chitarra e del sax hanno fatto da sottofondo alla cerimonia, aperta, dopo l'arrivo del feretro ''scortato'' dalle biciclette, dalle parole del fratello Michele che – seguito poi dagli interventi degli amici ed ex colleghi della scuola - ha portato l'ultimo saluto di Nicola.

Nicola Poirè
Non un supereroe, nonostante la gamba allenata e il sorriso contagioso, ma una persona con tante passioni e, come ognuno di noi, con le sue fragilità. Con un ''mondo'' dentro che forse si era fatto troppo pesante per riuscire a proseguire la ''pedalata''.
Appese qua e là c'erano le sue fotografie, portate da familiari e amici e sulla bara, di legno chiaro, alcuni pennarelli per dare la possibilità di lasciare direttamente lì, un ultimo messaggio al 35enne. E poi la fotografia della sua ''impresa'' sportiva risalente a un anno fa, quando il casatese era riuscito a raggiungere Capo Nord, dopo aver attraversato mezza Europa.


Conquistata quella meta iconica era sceso poi in Lapponia, raggiungendo poco alla volta la sua Brianza; meta finale il bar di Rimoldo dove Nicola era solito trovarsi con gli amici e, come lui stesso aveva tenuto a precisare nei suoi racconti condivisi con noi di Casateonline, ''era iniziato il sogno e il racconto di questo viaggio, magari anche un po' per scherzo. Perlomeno all'inizio''.


Un'esperienza che – non a caso - si era conclusa una manciata di giorni prima l'inizio della Festa di Sant'Anna a Cassina de' Bracchi, la frazione in cui era cresciuto e dove ancora oggi vivono i suoi genitori. Un evento al quale era legatissimo e che, durante le nostre chiacchierate sulla sua ''impresa'' sportiva, ci spiegava di non volersi assolutamente perdere. Del resto era una delle ''anime'' del numeroso staff di volontari.


Un pomeriggio fatto di sorrisi e di ricordi che siamo sicuri sarebbe piaciuto a Nicola (Oloide, come ci teneva a definirsi): le lacrime in verità non sono mancate, soprattutto quando il feretro portato sulle spalle dagli amici con i genitori subito dietro, ha lasciato Villa Mariani, attraversando le biciclette poste ai lati dell'uscita verso il carro funebre, con le ruote alzate verso l'alto.

L'ultimo doveroso omaggio ad una persona che ha saputo lasciare un'impronta indelebile non soltanto nei suoi cari, ma in generale in coloro che hanno avuto la fortuna di incrociare – a lungo, in maniera fugace, per scelta o solo per caso - la loro esistenza con la sua.
G.C.


















