Al Bachelet l'Erasmus Day con i racconti di docenti e alunni

L'istituto superiore Bachelet di Oggiono ha ospitato, questa mattina, l'Erasmus Day, un'occasione per studenti, genitori e insegnanti per illustrare il progetto e per raccontare le proprie esperienze.
La dirigente Anna Panzeri ha introdotto l'incontro ringraziando tutti i presenti e i relatori che sarebbero intervenuti nel corso della mattinata. Ha poi raccontato la nascita dei progetti Erasmus con l'istituto Bachelet, esperienza che prosegue da sei anni.
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"L'internazionalizzazione è una delle scelte strategiche del nostro istituto, che punta all'innalzamento delle competenze dei nostri ragazzi. È inevitabile che ci si senta un po' spaesati in queste occasioni, ma poi si scopre un modo diverso di parlare, di vivere, di studiare e di stare insieme. Improvvisamente non si è più gli stessi: Erasmus non è solo un viaggio, ma è anche imparare a vivere da soli, scoprire sé stessi e scoprire che il mondo è più grande e più vicino di quanto si pensi".
Un particolare saluto e ringraziamento è stato rivolto alle professoresse Romano e Zardoni, responsabili di tutti i progetti Erasmus. Anche il sindaco di Oggiono, Chiara Narciso, è intervenuta per ringraziare i presenti e per spronare i ragazzi in aula a partecipare a questa esperienza, in grado di cambiare non solo la loro conoscenza della lingua, ma anche il loro modo di vivere e di vedere il mondo: "L'augurio è che questa mattinata possa far venire a tanti ragazzi e genitori presenti la voglia di intraprendere questa strada".
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La parola è passata ai membri della commissione Erasmus e referenti dei progetti: le professoresse Federica Corti, Cristina Mauri e Lucia Recalcati, per conto anche della professoressa Antonella Zardoni, responsabile dei progetti Erasmus. Le docenti hanno introdotto nello specifico le modalità di iscrizione ai progetti, spiegando bene a genitori e ragazzi quali siano i requisiti e le date di scadenza relative a quest'anno.
E' stato messo in evidenza il fatto che l'Erasmus sia in parte finanziato dall'Unione Europea - dettaglio che non sempre è chiaro a chi ha intenzione di iscriversi - e specificato anche ai ragazzi che non sempre è necessario essere eccellenti in inglese, preoccupazione costante negli studenti: i progetti si svolgono in varie parti dell'Europa, anche in zone come l'Estonia in cui viene introdotto lo studio all'estone, appunto, e non all'inglese. Per ogni progetto è importante leggere i requisiti richiesti e gli ambiti di studio che si andranno a incontrare.
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"L'obiettivo di un Erasmus non è solo quello di ottenere delle maggiori competenze linguistiche, ma è anche quello di fare un'esperienza di vita, per una crescita personale e professionale. Tanti ragazzi, di ritorno da quest'esperienza, hanno raccontato di essersi sentiti per la prima volta cittadini europei. E non è una cosa di poco conto" hanno aggiunto le insegnanti, evidenziando l'importanza di fare un'esperienza di vita quotidiana da soli, forse per la prima volta nella vita dei ragazzi, che hanno la capacità di farsi crescere e divertire contemporaneamente.
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Infine sono intervenuti, a turno, alcuni ragazzi che hanno deciso di intraprendere quest'esperienza, come Giorgia e Veronica, che sono state una settimana a Bruxelles e hanno avuto l'occasione di visitare alcuni edifici di gestione europea e di studiare materie nuove come le discipline STEM, o come Francesco e Luigi, che hanno trascorso dieci giorni a Malta e hanno avuto l'occasione non solo di visitare l'isola e le sue bellezze naturali, ma anche di approfondire la propria conoscenza della lingua. Le professoresse si sono poi collegate con Davide, in Erasmus in Germania, che ha raccontato di aver scelto questo percorso per mettersi in gioco sia con la lingua (che non conosceva bene al momento della partenza), sia con la propria capacità di risolvere i problemi nella vita quotidiana, che è riuscito a migliorare di molto.
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Tutti i ragazzi si sono dimostrati entusiasti dell'esperienza e hanno raccontato anche la bellezza dell'instaurare nuovi rapporti con i ragazzi del posto e con gli insegnati che li hanno accompagnati in questo progetto. 
G.I.
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