Missaglia: il rapporto tra cane e bambino nella seconda serata del corso di formazione di ATS
Secondo incontro nell'ambito de ''Il Patentino'', corso di formazione per proprietari di cani e non, organizzato da ATS Brianza e Fondazione Carezze D’Argento con il patrocinio del Comune di Missaglia e la partecipazione dell’esperta Rosa Gorio, medico veterinario esperto in comportamento.
Durante la lezione dello scorso lunedì - svoltasi presso la sala civica di Palazzina Teodolinda - uno degli aspetti sui quali la relatrice si è maggiormente soffermata è stato quello della convivenza tra cane e bambino, la quale rappresenta sì una grande opportunità per la famiglia, ma anche una responsabilità concreta che va affrontata con consapevolezza, gradualità e attenzione ai bisogni di entrambi. Non tutti i cani infatti, desiderano il contatto con i più piccoli e non ogni casa è automaticamente un ambiente equilibrato solo per la presenza di un animale.

''Cane e bambino condividono elementi importanti come il gioco, il movimento, la curiosità verso il mondo e il piacere di stare all’aria aperta'' ha precisato l'esperta, mettendo poi in guardia sull’argomento degli spazi domestici come luogo di convivenza. ''Se non ben organizzati, possono diventare compressivi e fonte di tensione''.
Gorio è successivamente passata a spiegare come per il bambino la presenza di un cane possa avere effetti estremamente positivi nel suo sviluppo perché lo aiuta a rapportarsi con l’altro e a conoscerlo, ad allenare l’empatia, ad assumersi piccole responsabilità adeguate alla sua età, a sviluppare il senso di efficacia personale, a stimolare la fantasia attraverso il gioco e persino a costruire un racconto di sé fuori dal contesto familiare. Una capacità estremamente importante soprattutto per quei bambini più introversi: il racconto della loro esperienza con il proprio cane può infatti risultare come un modo di aprirsi verso gli altri

Se certamente tutto quello esposto precedentemente è molto bello, è altrettanto importante ricordare che tali azioni e compiti del bambino verso il cane debbano essere scelti con attenzione e che la gestione vera resta sempre affidata all’adulto
''Il bambino può partecipare alla gestione dell’animale senza assumersi responsabilità non alla sua portata, come tenere il guinzaglio'' ha aggiunto la relatrice.
Dopo aver visto il rapporto dalla parte del ''cucciolo d’uomo" bisogna senz’altro anche prestare molta attenzione al punto di vista del cane: per lui la vita con un bambino può significare avere un compagno di gioco, è vero, ma può anche comportare iperstimolazione, stress, aumento della reattività e difficoltà a trovare calma e riposo, soprattutto quando si parla di cani anziani, che hanno un bisogno ancora maggiore di tranquillità.
"Per questo motivo il ruolo degli adulti è fondamentale perché devono delimitare spazi e tempi di recupero, proteggere le zone di riposo del cane, riadattare gli ambienti domestici e prevenire competizione e sovrapposizione tra i giochi del cane e quelli del bambino" ha proseguito la professionista, illustrando successivamente come la convivenza funzioni davvero quando si è in grado di riconoscere bisogni differenziati, si stabiliscono regole chiare, si agisce con responsabilità e si mettono al centro il benessere e la sicurezza di entrambi, sia cane che bambino.
''In questo quadro, la comunicazione è il cuore della relazione - ha continuato - perché comunicare non significa soltanto farsi obbedire, ma saper leggere ciò che l’altro esprime e rispondere in modo adeguato.

Attraverso le sue parole Gorio ha voluto chiarire quanto il linguaggio del cane sia ricco e complesso: passa innanzitutto dall’olfatto e dal paraolfatto, perché il cane è un animale macrosmatico che usa gli odori sociali e i feromoni come strumenti essenziali di relazione, passando alla comunicazione uditiva, visto che una parte importante della sua corteccia è dedicata alla decodifica del linguaggio umano e canino, grazie alla coevoluzione tra le due specie.
''Il cane comunica anche attraverso la prossemica, cioè la distanza e la posizione del corpo rispetto all’altro'' ha detto aggiungendo un ulteriore tassello a quello che si può definire come un piccolo vocabolario cane - umano al quale bisogna anche aggiungere i segnali calmanti che il cane usa per gestire il rapporto con l’ambiente e con gli esseri viventi che lo circondano, e che l’adulto deve imparare a riconoscere per tutelarlo davvero.

In conclusione, l’incontro ha messo in evidenza come la convivenza tra cane e bambino possa essere un’esperienza ricca e positiva, ma solo se accompagnata da consapevolezza, rispetto e responsabilità da parte degli adulti perché il benessere di entrambi dipende dalla capacità di riconoscere bisogni diversi, di organizzare gli spazi in modo corretto e di imparare a leggere il linguaggio del cane, così da costruire un rapporto sereno, sicuro e davvero educativo.

Si ricorda che il prossimo e ultimo appuntamento si svolgerà lunedì 18 maggio con la partecipazione dei medici veterinari esperti in comportamento di ATS Brianza Antonella Fiore e Virna Cavalli che illustreranno ai presenti gli obblighi di legge del buon proprietario, le figure di riferimento a cui rivolgersi per avere informazioni corrette, oltre che aiuto, in caso di problemi e la scelta consapevole dell’adozione.
Durante la lezione dello scorso lunedì - svoltasi presso la sala civica di Palazzina Teodolinda - uno degli aspetti sui quali la relatrice si è maggiormente soffermata è stato quello della convivenza tra cane e bambino, la quale rappresenta sì una grande opportunità per la famiglia, ma anche una responsabilità concreta che va affrontata con consapevolezza, gradualità e attenzione ai bisogni di entrambi. Non tutti i cani infatti, desiderano il contatto con i più piccoli e non ogni casa è automaticamente un ambiente equilibrato solo per la presenza di un animale.

La dottoressa Rosa Gorio
''Cane e bambino condividono elementi importanti come il gioco, il movimento, la curiosità verso il mondo e il piacere di stare all’aria aperta'' ha precisato l'esperta, mettendo poi in guardia sull’argomento degli spazi domestici come luogo di convivenza. ''Se non ben organizzati, possono diventare compressivi e fonte di tensione''.
Gorio è successivamente passata a spiegare come per il bambino la presenza di un cane possa avere effetti estremamente positivi nel suo sviluppo perché lo aiuta a rapportarsi con l’altro e a conoscerlo, ad allenare l’empatia, ad assumersi piccole responsabilità adeguate alla sua età, a sviluppare il senso di efficacia personale, a stimolare la fantasia attraverso il gioco e persino a costruire un racconto di sé fuori dal contesto familiare. Una capacità estremamente importante soprattutto per quei bambini più introversi: il racconto della loro esperienza con il proprio cane può infatti risultare come un modo di aprirsi verso gli altri

Se certamente tutto quello esposto precedentemente è molto bello, è altrettanto importante ricordare che tali azioni e compiti del bambino verso il cane debbano essere scelti con attenzione e che la gestione vera resta sempre affidata all’adulto
''Il bambino può partecipare alla gestione dell’animale senza assumersi responsabilità non alla sua portata, come tenere il guinzaglio'' ha aggiunto la relatrice.
Dopo aver visto il rapporto dalla parte del ''cucciolo d’uomo" bisogna senz’altro anche prestare molta attenzione al punto di vista del cane: per lui la vita con un bambino può significare avere un compagno di gioco, è vero, ma può anche comportare iperstimolazione, stress, aumento della reattività e difficoltà a trovare calma e riposo, soprattutto quando si parla di cani anziani, che hanno un bisogno ancora maggiore di tranquillità.
"Per questo motivo il ruolo degli adulti è fondamentale perché devono delimitare spazi e tempi di recupero, proteggere le zone di riposo del cane, riadattare gli ambienti domestici e prevenire competizione e sovrapposizione tra i giochi del cane e quelli del bambino" ha proseguito la professionista, illustrando successivamente come la convivenza funzioni davvero quando si è in grado di riconoscere bisogni differenziati, si stabiliscono regole chiare, si agisce con responsabilità e si mettono al centro il benessere e la sicurezza di entrambi, sia cane che bambino.''In questo quadro, la comunicazione è il cuore della relazione - ha continuato - perché comunicare non significa soltanto farsi obbedire, ma saper leggere ciò che l’altro esprime e rispondere in modo adeguato.

Attraverso le sue parole Gorio ha voluto chiarire quanto il linguaggio del cane sia ricco e complesso: passa innanzitutto dall’olfatto e dal paraolfatto, perché il cane è un animale macrosmatico che usa gli odori sociali e i feromoni come strumenti essenziali di relazione, passando alla comunicazione uditiva, visto che una parte importante della sua corteccia è dedicata alla decodifica del linguaggio umano e canino, grazie alla coevoluzione tra le due specie.
''Il cane comunica anche attraverso la prossemica, cioè la distanza e la posizione del corpo rispetto all’altro'' ha detto aggiungendo un ulteriore tassello a quello che si può definire come un piccolo vocabolario cane - umano al quale bisogna anche aggiungere i segnali calmanti che il cane usa per gestire il rapporto con l’ambiente e con gli esseri viventi che lo circondano, e che l’adulto deve imparare a riconoscere per tutelarlo davvero.

In conclusione, l’incontro ha messo in evidenza come la convivenza tra cane e bambino possa essere un’esperienza ricca e positiva, ma solo se accompagnata da consapevolezza, rispetto e responsabilità da parte degli adulti perché il benessere di entrambi dipende dalla capacità di riconoscere bisogni diversi, di organizzare gli spazi in modo corretto e di imparare a leggere il linguaggio del cane, così da costruire un rapporto sereno, sicuro e davvero educativo.

Si ricorda che il prossimo e ultimo appuntamento si svolgerà lunedì 18 maggio con la partecipazione dei medici veterinari esperti in comportamento di ATS Brianza Antonella Fiore e Virna Cavalli che illustreranno ai presenti gli obblighi di legge del buon proprietario, le figure di riferimento a cui rivolgersi per avere informazioni corrette, oltre che aiuto, in caso di problemi e la scelta consapevole dell’adozione.
I.M.


















