Barzago: a Brera esposte le bare ''di design'' di Fumagalli

Riceviamo e pubblichiamo un contributo su una realtà imprenditoriale decisamente interessante e ''sui generis'' nel nostro territorio. Si tratta di Primacassa, azienda di Barzago che ha, di recente, presentato una selezione dei suoi pezzi (casse funebri di design) a Brera, nel cuore di Milano:

In tanti le hanno già definite opere d’arte. Ma se le si guarda con occhi da uomo d’azienda, l’iniziativa è soprattutto un'opera d'arte economica. Nel cuore pulsante della Brianza lecchese, dove il "saper fare" artigiano riconosciuto a livello internazionale si fonde storicamente con la costante spinta all'innovazione, è stato rilanciato un caso imprenditoriale che per la seconda volta ha sorpreso e farà parlare nuovamente. Soprattutto, è destinato a ridefinire i confini di un mercato tanto solido quanto conservatore. Primo Fumagalli, imprenditore pragmatico e visionario allo stesso tempo, di Bulciago, già alla guida della Tve (Trasporti Veloci Esclusivi) con sede a Barzago, ha deciso di applicare la logica dell’alta gamma a un settore dove, finora, la standardizzazione l'ha fatta da padrona: quello delle bare per l’ultimo commiato.
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L’iniziativa si chiama Primacassa, sede a Barzago, è stata presentata insieme a una selezione di dodici pezzi, a Milano nel centro internazionale di Brera, un tempo sala di cinema nel cuore artistico della città. Non è semplicemente una nuova impresa produttiva nel cuore della Brianza. È piuttosto il culmine di una visione che trasforma l’involucro destinato ad accogliere le spoglie di ogni uomo in un manufatto d’autore di altissima raffinatezza. Per comprendere la portata economica dell’operazione, occorre guardare anche i numeri. In Italia, il settore delle onoranze funebri genera un giro d’affari stimato tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro annui, con la Lombardia che, per densità demografica e capacità di spesa, rappresenta circa un quarto dell’intero comparto nazionale. In questo scenario, Fumagalli ha individuato un "oceano blu" dal respiro nazionale: la fascia luxury.
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Se un feretro medio ha costi più contenuti fino al massimo di 4-5mila euro, il prodotto Primacassa si posiziona in una fascia di prezzo che oscilla tra i 12.000 e i 15.000 euro. Non si tratta di un prezzo ingiustificato (che Fumagalli definisce ''investimento''), ma del valore intrinseco di una filiera che coinvolge designer di chiara fama come è stato Vittorio Prato e oggi giovani artisti come Dario Ponessa, per una manifattura d'eccellenza che sfida i pregiudizi del settore. L’obiettivo è intercettare una clientela di alto reddito che vede nell'ultimo commiato un atto di "riconoscenza" e bellezza permanente.
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Primo Fumagalli

''E proprio per questo - spiega Fumagalli - dovrebbe essere una scelta da decidere quando si è in vita''. Che aggiunge: ''Per ora abbiamo un business plan prudente, anche sulle stime dei ricavi - si lascia andare Fumagalli -, ma i riscontri di dati sono positivi, indicano che è un mercato nuovo e attento anche a queste opportunità di stile. E poi io mi ripeto sempre quello rispondeva Napoleone ai suoi prima della battaglia: la strategia? Non la so, per ora iniziamo a combattere''.
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L’intuizione di Fumagalli nasce dall'osservazione critica di un mercato internazionale dove i feretri sono spesso prodotti senza un reale senso estetico contemporaneo. Mentre lui si fa ispirare da sarcofaghi dei faraoni egizi. Da qui la decisione di attingere alla ricchezza del distretto del mobile brianteo: tecnica mista, stile raffinato, materiali come legno massello, foglie d’oro, matite policrome, inserti metallici, legno laccato. Primacassa non è un’azienda isolata, ma il perno di una progettualità aperta all’intera rete di piccoli artigiani, artisti dell’Accademia di Brera e progettisti che collaborano per creare "scultoree abitazioni" che escono dal tempo.
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Come ha sottolineato Stefano Pizzi, Fumagalli è un "centauro visionario" che, dopo una vita passata a gestire trasporti e a viaggiare in motocicletta, ha deciso di nobilitare l'habitat per il percorso finale. Questo approccio genera una ricaduta economica immediata sul territorio: valorizza i legnami più pregiati e offre nuove commesse ad alto valore aggiunto alle botteghe artigiane locali, spesso schiacciate dalla concorrenza industriale.
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Il progetto imprenditoriale rompe un tabù culturale. Pietro Pedroni, collaboratore storico di Fumagalli, parla di una "non comune sodalità" nata per superare le convenzioni e affrontare il contesto della sacralità con semplicità e spirito d'impresa. La collaborazione con il designer Vittorio Prato ha permesso di tradurre questa visione in prodotti capaci di unire eleganza e spiritualità. È stato il poeta Guido Oldani a offrire la chiave di lettura più profonda, citando il "Moby Dick" di Melville: come Ismaele si salvò grazie a una cassa da morto usata come scialuppa, così l'arte di Primacassa si propone come uno strumento di salvezza estetica. "Credo in questa iniziativa con al centro le bare d’arte", afferma Oldani, definendo questi manufatti come ''l'unico segno di bellezza che resta per sempre''.
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Dal punto di vista economico, Primacassa rappresenta un esempio di innovazione incrementale di prodotto applicata a un servizio tradizionale. Fumagalli non vende solo un oggetto, ma un messaggio: il valore della persona non si esaurisce con la vita, ma viene suggellato da un ultimo segno di stile. Mentre l’attività si rinnova con l’apporto di giovani artisti di Brera, arricchendo il catalogo con decori che spaziano dal neoclassico alla contemporaneità fino alla personalizzazione, l’imprenditore di Bulciago coltiva la speranza che questo sogno di bellezza permanga imperituro. Per l'economia del territorio lecchese, è la conferma che l'eccellenza manifatturiera può trovare nuovi sbocchi di mercato ovunque ci sia il desiderio di trasformare la materia in emozione e valore. Fumagalli la sintetizza così: ''È un biglietto di prima classe per l’ultimo viaggio… e come tale è un arrivo nell’aldilà in pompa magna''.
Simone Casiraghi
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