Casatenovo: ''Giornata della Legalità'' per le classi quinte della scuola primaria
Una mattinata all'insegna dell'impegno e della cittadinanza attiva per la comunità scolastica di Casatenovo, in occasione della Giornata della Legalità.

Sabato 16 maggio, presso la primaria di Capoluogo si è svolta l’iniziativa ''Scuola laboratorio di Legalità'', un progetto nato dalla collaborazione tra l’Istituto Comprensivo e l’IIS Bachelet di Oggiono, scuola capofila per la legalità, con l’obiettivo di trasformare il tema della giustizia in un’esperienza concreta di crescita e consapevolezza.

L’iniziativa è stata il risultato della sinergia tra la dirigente scolastica Simonetta Baldari, la referente del progetto ''Educhiamo alla cittadinanza attiva'' Elisa Galbusera e i docenti delle classi quinte, che hanno lavorato insieme per costruire un percorso rivolto non soltanto agli studenti, ma all’intera comunità educante.

La mattinata, iniziata alle 9.30, si è sviluppata attraverso momenti distinti. Gli alunni hanno partecipato al laboratorio ''Cos’è la Legalità per noi? La giustizia è nelle piccole cose'', guidati dagli studenti della classe 4A dell'indirizzo Scientifico del Bachelet, coordinati dalla professoressa Rosalba Scalabrino, in un simbolico passaggio di testimone tra giovani. Questa mattinata ha rappresentato un momento di altissimo valore formativo per il nostro Istituto.

''Vedere gli alunni del Bachelet guidare i compagni più giovani nei laboratori dimostra come la scuola possa diventare un laboratorio vivo di cittadinanza attiva'' ha dichiarato la dirigente scolastica dell'IC di Casatenovo, Simonetta Baldari. ''Questo simbolico 'passaggio di testimone' tra generazioni di studenti è la prova che la legalità non è un concetto astratto da studiare sui libri, ma una pratica quotidiana che si coltiva attraverso il confronto, l'esempio e la responsabilità condivisa. Quando la legalità viene spiegata dai giovani ai giovani, il messaggio diventa potente, vicino e concreto. La giustizia si impara davvero nelle piccole cose e nell'esempio reciproco. Un ringraziamento speciale va ai grandi che hanno saputo farsi guida e ai piccoli che hanno accolto il testimone con entusiasmo. Complimenti a tutti i partecipanti!''.

Parallelamente, genitori e adulti hanno preso parte all’incontro ''Scuola e famiglia: un’officina di cittadinanza'', condotto dalla dirigente scolastica Anna Panzeri e dalla professoressa Elena Agliati del Bachelet. Presenti all’incontro l'assessore all'istruzione Enrica Baio, la consigliera Paola Trabucchi e il parroco don Massimo Santambrogio. Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il lavoro dell’Associazione Sulle Regole, illustrato da Romano Limonta, che ha proposto una riflessione sul valore educativo delle relazioni e della responsabilità condivisa: ''Il bullismo è la simbiosi della corruzione: il bullo esiste se esiste il gregge''.

La professoressa Agliati ha invece richiamato il ruolo educativo di scuola e famiglia: ''Facciamo il mestiere più bello del mondo, ma dobbiamo avere consapevolezza anche dei nostri limiti. Educare alla legalità significa accompagnare i giovani verso una libertà responsabile. L’aspetto più importante è aiutare ogni ragazzo a trovare la propria unicità e autenticità''.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato il Centro di Promozione della Legalità ''Giovanni Falcone e Paolo Borsellino'', nato in Lombardia nel 2014 con l’obiettivo di sviluppare modelli educativi collegati all’insegnamento dell’educazione civica.

Il momento più significativo si è svolto intorno alle 11.30, quando studenti, docenti, famiglie e rappresentanti delle istituzioni si sono spostati nella piazza del Comune, davanti all’Albero di Falcone, simbolo di memoria e impegno civile.

A introdurre questo momento è stato il consigliere comunale Gaetano Caldirola, che ha ricordato la nascita dell’iniziativa: ''Era maggio del 2021 quando arrivò al sindaco la proposta di collocare l’Albero di Falcone davanti al municipio. Oggi quell’albero rappresenta per noi il coraggio e la legalità. Giovanni Falcone ci ha insegnato che fare la cosa giusta va fatto a prescindere. Non ebbe figli, anche per la consapevolezza dei rischi che il suo impegno comportava, ma oggi sarebbe orgoglioso di sapere che tanti giovani lo considerano un esempio e un eroe del nostro tempo''.

A seguire, il vicesindaco Lorenzo Citterio ha portato il saluto del sindaco Filippo Galbiati e dell’Amministrazione comunale: ''Molti si chiedevano se quella quercia, l’Albero di Falcone, sarebbe sopravvissuta. La sua crescita e la sua resistenza ci trasmettono un messaggio preciso: richiedono cura e impegno quotidiano. Così è anche per la legalità. Ma la legalità da sola non basta: deve essere accompagnata dalla giustizia, da una coscienza e da un pensiero che vadano oltre il semplice rispetto delle regole''.

Un richiamo alla responsabilità condivisa è arrivato anche da Paola Trabucchi, consigliera comunale: ''La giustizia non si costruisce da soli. Scegliete ogni giorno la strada della giustizia, confrontatevi e riflettete insieme: le piccole scelte che facciamo oggi diventano le grandi scelte di domani''.
Significativo anche il messaggio del parroco don Massimo: ''Dobbiamo passare dalle tavole di pietra al cuore. Anche Dio si è accorto che non bastavano. Il bene deve diventare coscienza, per noi stessi e per gli altri''.

A concludere l’iniziativa è stata la dirigente scolastica dell’Istituto di Casatenovo Simonetta Baldari, che ha ringraziato la dirigente scolastica, gli studenti e i docenti del Bachelet, i docenti delle classi quinte, la referente Elisa Galbusera e i genitori presenti, sottolineando come l’Albero di Falcone incorniciato dal palazzo del Municipio e dalla sede della primaria di Capoluogo, rappresenti ''una testimonianza concreta di cittadinanza attiva, perché ricordare le vittime della mafia rappresenta anche un impegno concreto per tutti noi nel costruire una società più giusta, trasparente e libera dalla paura''.

La giornata si è chiusa con un canto eseguito dai ragazzi: un momento intenso e particolarmente emozionante che ha trasformato simbolicamente l’incontro in una vera semina di consapevolezza, responsabilità e speranza per il futuro.

Docenti, amministratori comunali e il parroco accanto all'Albero di Falcone
Sabato 16 maggio, presso la primaria di Capoluogo si è svolta l’iniziativa ''Scuola laboratorio di Legalità'', un progetto nato dalla collaborazione tra l’Istituto Comprensivo e l’IIS Bachelet di Oggiono, scuola capofila per la legalità, con l’obiettivo di trasformare il tema della giustizia in un’esperienza concreta di crescita e consapevolezza.



La mattinata, iniziata alle 9.30, si è sviluppata attraverso momenti distinti. Gli alunni hanno partecipato al laboratorio ''Cos’è la Legalità per noi? La giustizia è nelle piccole cose'', guidati dagli studenti della classe 4A dell'indirizzo Scientifico del Bachelet, coordinati dalla professoressa Rosalba Scalabrino, in un simbolico passaggio di testimone tra giovani. Questa mattinata ha rappresentato un momento di altissimo valore formativo per il nostro Istituto.

''Vedere gli alunni del Bachelet guidare i compagni più giovani nei laboratori dimostra come la scuola possa diventare un laboratorio vivo di cittadinanza attiva'' ha dichiarato la dirigente scolastica dell'IC di Casatenovo, Simonetta Baldari. ''Questo simbolico 'passaggio di testimone' tra generazioni di studenti è la prova che la legalità non è un concetto astratto da studiare sui libri, ma una pratica quotidiana che si coltiva attraverso il confronto, l'esempio e la responsabilità condivisa. Quando la legalità viene spiegata dai giovani ai giovani, il messaggio diventa potente, vicino e concreto. La giustizia si impara davvero nelle piccole cose e nell'esempio reciproco. Un ringraziamento speciale va ai grandi che hanno saputo farsi guida e ai piccoli che hanno accolto il testimone con entusiasmo. Complimenti a tutti i partecipanti!''.



La professoressa Agliati ha invece richiamato il ruolo educativo di scuola e famiglia: ''Facciamo il mestiere più bello del mondo, ma dobbiamo avere consapevolezza anche dei nostri limiti. Educare alla legalità significa accompagnare i giovani verso una libertà responsabile. L’aspetto più importante è aiutare ogni ragazzo a trovare la propria unicità e autenticità''.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato il Centro di Promozione della Legalità ''Giovanni Falcone e Paolo Borsellino'', nato in Lombardia nel 2014 con l’obiettivo di sviluppare modelli educativi collegati all’insegnamento dell’educazione civica.



Al microfono il consigliere comunale Gaetano Caldirola
A introdurre questo momento è stato il consigliere comunale Gaetano Caldirola, che ha ricordato la nascita dell’iniziativa: ''Era maggio del 2021 quando arrivò al sindaco la proposta di collocare l’Albero di Falcone davanti al municipio. Oggi quell’albero rappresenta per noi il coraggio e la legalità. Giovanni Falcone ci ha insegnato che fare la cosa giusta va fatto a prescindere. Non ebbe figli, anche per la consapevolezza dei rischi che il suo impegno comportava, ma oggi sarebbe orgoglioso di sapere che tanti giovani lo considerano un esempio e un eroe del nostro tempo''.

A seguire, il vicesindaco Lorenzo Citterio ha portato il saluto del sindaco Filippo Galbiati e dell’Amministrazione comunale: ''Molti si chiedevano se quella quercia, l’Albero di Falcone, sarebbe sopravvissuta. La sua crescita e la sua resistenza ci trasmettono un messaggio preciso: richiedono cura e impegno quotidiano. Così è anche per la legalità. Ma la legalità da sola non basta: deve essere accompagnata dalla giustizia, da una coscienza e da un pensiero che vadano oltre il semplice rispetto delle regole''.

L'intervento del vicesindaco Lorenzo Citterio
Un richiamo alla responsabilità condivisa è arrivato anche da Paola Trabucchi, consigliera comunale: ''La giustizia non si costruisce da soli. Scegliete ogni giorno la strada della giustizia, confrontatevi e riflettete insieme: le piccole scelte che facciamo oggi diventano le grandi scelte di domani''.
Significativo anche il messaggio del parroco don Massimo: ''Dobbiamo passare dalle tavole di pietra al cuore. Anche Dio si è accorto che non bastavano. Il bene deve diventare coscienza, per noi stessi e per gli altri''.

A destra la dirigente dell'IC, Simonetta Baldari
A concludere l’iniziativa è stata la dirigente scolastica dell’Istituto di Casatenovo Simonetta Baldari, che ha ringraziato la dirigente scolastica, gli studenti e i docenti del Bachelet, i docenti delle classi quinte, la referente Elisa Galbusera e i genitori presenti, sottolineando come l’Albero di Falcone incorniciato dal palazzo del Municipio e dalla sede della primaria di Capoluogo, rappresenti ''una testimonianza concreta di cittadinanza attiva, perché ricordare le vittime della mafia rappresenta anche un impegno concreto per tutti noi nel costruire una società più giusta, trasparente e libera dalla paura''.

La giornata si è chiusa con un canto eseguito dai ragazzi: un momento intenso e particolarmente emozionante che ha trasformato simbolicamente l’incontro in una vera semina di consapevolezza, responsabilità e speranza per il futuro.
G.S.


















