Ossola: nel mese mariano celebrata la messa alla grotta della Madonna di Lourdes
C’è un luogo carico di storia e di devozione ad Ossola, tra Contra e Maresso, in una piccola piazza a poca distanza dal verde del Parco di Montevecchia: è la grotta della Madonna di Lourdes.

Questo luogo di aggregazione e di culto è stato voluto nell’ormai lontano 1954 da don Enrico Molteni, con il contributo - sia in termini di manovalanza che economico- di tutti gli abitanti di Ossola, in occasione del mese mariano. Per realizzarla sono stati utilizzati materiali di origine locali come i ceppi e i sassi del torrente Lavandaia e il resto dalla cava di Lomaniga.


La grotta venne anche edificata come ringraziamento alla Madonna per la sua protezione a tutti e 33 gli abitanti della frazione arruolatisi nella grande guerra del 1940/1945 tornati vivi e indenni dal fronte; un piccolo miracolo che ha dunque segnato in maniera positiva la comunità, la quale ha voluto erigere questo piccolo esempio di arte votiva come ringraziamento nei confronti della Vergine tanto pregata per il ritorno dei rispettivi mariti, nipoti o figli.


La grotta ancora oggi rappresenta un luogo di ritrovo per la comunità - soprattutto nel mese mariano - grazie alla dedizione che i residenti gli rivolgono tramite le loro cure e attenzioni.
È proprio in questo contesto che Padre Alberto Origgi, nella serata di martedì 19 maggio, ha celebrato una messa che ha raccolto la nutrita partecipazione dei fedeli.


Durante l'omelia il religioso ha ha ricordato San Francesco d’Assisi in occasione dell’ottocentesimo anniversario dalla sua morte. ''San Francesco e la Vergine Maria sono legati da un rapporto di profondo amore - ha esordito - Anche noi, questa sera, cerchiamo di guardare Maria con gli occhi di Francesco, che circondava di grande devozione la Madre del Signore, perché ella ha dato a noi il Signore della Maestà''.


Nel proseguire il proprio intervento, Padre Origgi ha spiegato come egli abbia composto una delle lodi più originali della storia cristiana, ovvero ''Il saluto alla Pia Vergine Maria''. "Rivolgendosi alla Madonna, il poverello d’Assisi non avanza richieste o intercessioni, semplicemente la contempla con animo meditativo e contemplativo; diversamente da noi, che quando preghiamo la Madonna chiediamo spesso grazie, miracoli o guarigioni'' ha aggiunto.


Il sacerdote ha dunque invitato i presenti a rendere la propria vita ''dimora di Dio'': palazzo, tabernacolo, casa o anche semplice grotta, purché aperta all’accoglienza. Il momento di preghiera è poi stato scandito dalla musica e dalle voci dei coristi e dalle letture tratte dai cantici dei cantici e dalla lettera ai Filippesi.


Infine, dopo un momento di raccolto silenzio di riflessione per fare in modo che le preghiere dei fedeli arrivassero alla Vergine, è stato imbandito un piccolo rinfresco per passare un momento conviviale tutti insieme.
E così che la grotta della Madonna di Lourdes a Ossola resta oggi non solo un segno tangibile di devozione popolare e di storia locale, ma anche uno spazio vivente di comunità: costruita dalla cura e dalla riconoscenza degli abitanti, continua a raccogliere preghiera, memoria e solidarietà.


La messa celebrata da Padre Alberto Origgi, con il ricordo di San Francesco e l’invito a rendere la propria vita ''palazzo, tabernacolo, casa o grotta'' per il Signore, ha riaffermato questo senso di accoglienza e di appartenenza e tra canti, letture e un momento conviviale, la comunità ha rinnovato l’esperienza del prendersi cura gli uni degli altri e della venerazione mariana che, da oltre settant’anni, anima quel luogo sereno fuori dal tempo.

Alcune immagini della messa celebrata l'altra sera da Padre Alberto Origgi
Questo luogo di aggregazione e di culto è stato voluto nell’ormai lontano 1954 da don Enrico Molteni, con il contributo - sia in termini di manovalanza che economico- di tutti gli abitanti di Ossola, in occasione del mese mariano. Per realizzarla sono stati utilizzati materiali di origine locali come i ceppi e i sassi del torrente Lavandaia e il resto dalla cava di Lomaniga.


La grotta venne anche edificata come ringraziamento alla Madonna per la sua protezione a tutti e 33 gli abitanti della frazione arruolatisi nella grande guerra del 1940/1945 tornati vivi e indenni dal fronte; un piccolo miracolo che ha dunque segnato in maniera positiva la comunità, la quale ha voluto erigere questo piccolo esempio di arte votiva come ringraziamento nei confronti della Vergine tanto pregata per il ritorno dei rispettivi mariti, nipoti o figli.


La grotta ancora oggi rappresenta un luogo di ritrovo per la comunità - soprattutto nel mese mariano - grazie alla dedizione che i residenti gli rivolgono tramite le loro cure e attenzioni.
È proprio in questo contesto che Padre Alberto Origgi, nella serata di martedì 19 maggio, ha celebrato una messa che ha raccolto la nutrita partecipazione dei fedeli.


Durante l'omelia il religioso ha ha ricordato San Francesco d’Assisi in occasione dell’ottocentesimo anniversario dalla sua morte. ''San Francesco e la Vergine Maria sono legati da un rapporto di profondo amore - ha esordito - Anche noi, questa sera, cerchiamo di guardare Maria con gli occhi di Francesco, che circondava di grande devozione la Madre del Signore, perché ella ha dato a noi il Signore della Maestà''.


Nel proseguire il proprio intervento, Padre Origgi ha spiegato come egli abbia composto una delle lodi più originali della storia cristiana, ovvero ''Il saluto alla Pia Vergine Maria''. "Rivolgendosi alla Madonna, il poverello d’Assisi non avanza richieste o intercessioni, semplicemente la contempla con animo meditativo e contemplativo; diversamente da noi, che quando preghiamo la Madonna chiediamo spesso grazie, miracoli o guarigioni'' ha aggiunto.


Il sacerdote ha dunque invitato i presenti a rendere la propria vita ''dimora di Dio'': palazzo, tabernacolo, casa o anche semplice grotta, purché aperta all’accoglienza. Il momento di preghiera è poi stato scandito dalla musica e dalle voci dei coristi e dalle letture tratte dai cantici dei cantici e dalla lettera ai Filippesi.


Infine, dopo un momento di raccolto silenzio di riflessione per fare in modo che le preghiere dei fedeli arrivassero alla Vergine, è stato imbandito un piccolo rinfresco per passare un momento conviviale tutti insieme.
E così che la grotta della Madonna di Lourdes a Ossola resta oggi non solo un segno tangibile di devozione popolare e di storia locale, ma anche uno spazio vivente di comunità: costruita dalla cura e dalla riconoscenza degli abitanti, continua a raccogliere preghiera, memoria e solidarietà.


La messa celebrata da Padre Alberto Origgi, con il ricordo di San Francesco e l’invito a rendere la propria vita ''palazzo, tabernacolo, casa o grotta'' per il Signore, ha riaffermato questo senso di accoglienza e di appartenenza e tra canti, letture e un momento conviviale, la comunità ha rinnovato l’esperienza del prendersi cura gli uni degli altri e della venerazione mariana che, da oltre settant’anni, anima quel luogo sereno fuori dal tempo.
I.M.


















