Oggiono: il 23 spettacolo su ''Giobbe e il baco da seta''
Quanto può resistere l’essere umano davanti alle prove della vita? Sabato 23 maggio, alle 20.45, l’auditorium di via Vittorio Veneto a Oggiono ospiterà ''La Scommessa – Giobbe e il Baco da Seta'', uno spettacolo scritto e interpretato da Edoardo Marzi che intreccia riflessione biblica e impegno sociale in una narrazione dal tono tragicomico.
Ad accompagnare la serata sarà una frase di Honoré de Balzac: ''Ogni potere umano è composto di tempo e di pazienza''. Ed è proprio la pazienza il filo invisibile che unisce tutti i temi dello spettacolo.
Il racconto prende avvio dal Libro di Giobbe, una delle vicende più intense e controverse della tradizione biblica che si apre con una discussione tra Dio ed un angelo sulla devozione degli uomini. Dio sostiene l’incrollabilità della fede di Giobbe e, per dimostrarla, permette a un angelo di sottoporlo a prove durissime: la perdita dei beni, il dolore fisico, la sofferenza morale.
''Giobbe non è una vittima qualsiasi: i suoi aguzzini non agiscono con malizia nei suoi confronti, ma con un’indifferenza frivola, generata da una semplice divergenza tra Dio e l’angelo'' spiega l’autore del testo Edoardo Marzi
Ne ''La Scommessa'', il protagonista subisce infatti tre grandi affronti: ''Il primo è materiale e fisico, nella perdita irreparabile di ogni suo bene; il secondo è morale, nell’indennizzo datogli da Dio, basato sulla premessa errata che il ricevere dieci volte quanto aveva perso (ma non ciò che aveva perso) gli potesse dare vera chiusura; e quello narrativo''.
Giobbe, infatti, non ha quasi mai una voce propria: il suo dolore viene raccontato da Samaele, che lo ridimensiona ed è forse questa l’offesa più grande: non poter raccontare direttamente la propria sofferenza.
Aggiunge Marzi: ''Giobbe, pur nelle sue sofferenze, non ha mai una voce propria, se non negli ultimi versi, presi pedissequamente dalla Bibbia, del suo grido a Dio. L’offesa più grande è dover riferire alla congregazione (il pubblico) delle sue sofferenze tramite l’interposta persona di Samaele, che le banalizza e minimizza''.
Da questa riflessione nasce anche il collegamento con il mondo dei bachi da seta. La tradizione popolare ha infatti associato Giobbe alla protezione degli allevatori di bachi, per i quali la pazienza era una virtù indispensabile.
''La pazienza – evidenzia l’autore dello spettacolo - è la virtù che era necessaria per nutrire ed accudire i bachi per poter ottenere il filato migliore. Pregando San Iopp, si chiedeva la forza per accudire i preziosi bruchi per il tempo necessario per poter ottenere il filato migliore. La serata sarà avvolta in un filo, se possibile, ancora più prezioso: lo spettacolo è infatti a sostegno della Lega del Filo D'Oro''.
Alla fondazione italiana che si occupa dell’assistenza, educazione, riabilitazione e reinserimento sociale di persone sordocieche e con pluriminorazioni psicosensoriali saranno devoluti i proventi dell’evento.
Sul palco, accanto a Edoardo Marzi, si alterneranno i lettori e interpreti Adele Sironi, Alberto Marzi, Andrea Brenna, Giusi David e Vittoria Fognini.
La parte musicale sarà affidata alla chitarra di Francesco Comito e alla fisarmonica della stessa Vittoria Fognini, mentre mixer audio e luci saranno curati da Roberto Aldeghi.
Ad accompagnare la serata sarà una frase di Honoré de Balzac: ''Ogni potere umano è composto di tempo e di pazienza''. Ed è proprio la pazienza il filo invisibile che unisce tutti i temi dello spettacolo.
Il racconto prende avvio dal Libro di Giobbe, una delle vicende più intense e controverse della tradizione biblica che si apre con una discussione tra Dio ed un angelo sulla devozione degli uomini. Dio sostiene l’incrollabilità della fede di Giobbe e, per dimostrarla, permette a un angelo di sottoporlo a prove durissime: la perdita dei beni, il dolore fisico, la sofferenza morale.
''Giobbe non è una vittima qualsiasi: i suoi aguzzini non agiscono con malizia nei suoi confronti, ma con un’indifferenza frivola, generata da una semplice divergenza tra Dio e l’angelo'' spiega l’autore del testo Edoardo Marzi

Giobbe, infatti, non ha quasi mai una voce propria: il suo dolore viene raccontato da Samaele, che lo ridimensiona ed è forse questa l’offesa più grande: non poter raccontare direttamente la propria sofferenza.
Aggiunge Marzi: ''Giobbe, pur nelle sue sofferenze, non ha mai una voce propria, se non negli ultimi versi, presi pedissequamente dalla Bibbia, del suo grido a Dio. L’offesa più grande è dover riferire alla congregazione (il pubblico) delle sue sofferenze tramite l’interposta persona di Samaele, che le banalizza e minimizza''.
Da questa riflessione nasce anche il collegamento con il mondo dei bachi da seta. La tradizione popolare ha infatti associato Giobbe alla protezione degli allevatori di bachi, per i quali la pazienza era una virtù indispensabile.
''La pazienza – evidenzia l’autore dello spettacolo - è la virtù che era necessaria per nutrire ed accudire i bachi per poter ottenere il filato migliore. Pregando San Iopp, si chiedeva la forza per accudire i preziosi bruchi per il tempo necessario per poter ottenere il filato migliore. La serata sarà avvolta in un filo, se possibile, ancora più prezioso: lo spettacolo è infatti a sostegno della Lega del Filo D'Oro''.
Alla fondazione italiana che si occupa dell’assistenza, educazione, riabilitazione e reinserimento sociale di persone sordocieche e con pluriminorazioni psicosensoriali saranno devoluti i proventi dell’evento.
Sul palco, accanto a Edoardo Marzi, si alterneranno i lettori e interpreti Adele Sironi, Alberto Marzi, Andrea Brenna, Giusi David e Vittoria Fognini.
La parte musicale sarà affidata alla chitarra di Francesco Comito e alla fisarmonica della stessa Vittoria Fognini, mentre mixer audio e luci saranno curati da Roberto Aldeghi.
Date evento
sabato, 23 maggio 2026


















