Nibionno: inaugurate due panchine che raccontano la lotta a due ''mali'' silenziosi. Ospite l'attore Walter Nudo
L'Amministrazione comunale ha infatti pensato – quale gesto di sensibilizzazione - di installare due panchine: una gialla contro il bullismo e il cyberbullismo e una lilla contro i disturbi alimentari. Un momento particolarmente intenso: le note del brano "Supereroi" di Mr. Rain, scelto appositamente per il suo significato, hanno ulteriormente emozionato i presenti.

Il sindaco di Nibionno, Laura di Terlizzi, ha parlato alla comunità in questo modo: "Care cittadine, cari cittadini, oggi non inauguriamo soltanto due panchine. Oggi scegliamo di dare un nome, un volto e una voce a due sofferenze che troppo spesso restano nascoste. La panchina gialla parla di chi è stato ferito da parole che non dovevano essere dette. La panchina lilla racconta la lotta silenziosa di chi vive un rapporto difficile con il proprio corpo, con il cibo, con se stesso. Bullismo e disturbi alimentari sembrano mondi semplici lontani, ma hanno una radice comune: la solitudine di chi non si sente abbastanza. Abbastanza forte, abbastanza accettato, abbastanza visto. E allora oggi voglio portarvi dentro una storia. Una storia che potrebbe essere di chiunque. Una storia che ci chiede di ascoltare, di capire, di esserci''.

''Mi chiamo Luca, o forse Anna, o forse nessuno dei due. Potrei essere chiunque. Uno dei tanti che avete incrociato senza accorgervene. Uno di quelli che sorridevano anche quando dentro cadeva tutto a pezzi. Scrivo questa lettera perché per anni non ho avuto il coraggio di parlare. Per anni ho pensato che il mio dolore non valesse abbastanza. Che non fosse importante. Che non fosse "serio". E invece mi stava consumando. A scuola ridevano di me. Del mio corpo. Dei miei movimenti. Di tutto ciò che ero. Le parole all'inizio sembravano solo parole. Poi sono diventate pietre. E ogni giorno ne portavo una in più nello zaino. Ho iniziato a guardarmi allo specchio e a non riconoscermi. A pensare che se fossi stato diverso, forse mi avrebbero lasciato in pace. Cosi ho iniziato a mangiare meno. A controllare tutto. A punirmi per ogni boccone. Non lo sapevo ancora, ma stavo entrando in una gabbia.Una gabbia costruita con le loro risate. Il bullismo ti entra dentro. Ti cambia. Ti convince che sei tu il problema. I disturbi alimentari ti tolgono il respiro. Ti fanno credere che il tuo corpo sia un nemico. E tu inizi a scomparire, un po' alla volta. Poi un giorno qualcuno si è seduto accanto a me. Non ha detto molto. Non ha fatto domande. Ha solo detto: 'lo ti vedo'. E quelle tre parole hanno fatto più di mille cure, mille consigli, mille frasi fatte. Oggi, davanti a queste panchine, penso a quel momento. La panchina gialla è la mia infanzia ferita. La panchina lilla è la mia battaglia silenziosa. Due colori diversi, la stessa storia: la mia. E quella di tanti altri che non hanno mai trovato il coraggio di parlare. Scrivo questa lettera per loro. Per chi si sente sbagliato. Per chi pensa di non valere. Per chi crede che nessuno possa capire. Non è vero. lo vi vedo. lo vi credo. lo so cosa significa. E oggi voglio dirvi una cosa che avrei voluto sentirmi dire anni fa: non siete soli. Non lo siete mai stati. E non lo sarete più''.

''Questa lettera - ha aggiunto l'amministratrice - non è solo una testimonianza. È un impegno. È un invito. È un richiamo alla responsabilità di tutti noi. Perché la forza di una comunità non si misura da ciò che costruisce, ma da come protegge i suoi più fragili. Oggi, inaugurando queste panchine, diciamo insieme: che nessuno deve più sentirsi invisibile, che nessuno deve più combattere da solo, che nessuno deve più credere di non valere. A Nibionno, ogni persona conta. Ogni storia merita ascolto. Ogni fragilità merita rispetto. E allora sediamoci, anche solo per un momento. Sediamoci su queste panchine e ascoltiamo il silenzio di chi non ha trovato le parole. Da qui nasce il cambiamento: dal coraggio di guardare il dolore negli occhi e dire, insieme: Tu non sei solo. Noi siamo con te''.
Di Terlizzi ha fortemente invitato la comunità a proteggere i più fragili, affinché nessuno si senta più invisibile e nessuno debba più combattere da solo: "A Nibionno ogni persona conta, ogni storia merita ascolto e ogni fragilità richiede rispetto". 

Ha poi preso parola Walter Nudo, conduttore e attore che, proprio a Nibionno il 30 maggio prossimo, presso il cineteatro parrocchiale di Tabiago, metterà in scena lo spettacolo teatrale "Nudo ma si fa per dire", tratto dal suo libro "La vita accade per te". Il tema riguarda proprio le fragilità che ognuno di noi si porta dietro dall'infanzia e le maschere che vengono erette per nascondere ciò che si è davvero: "Ho giocato sul mio nome perché 'nudo' non significa solo 'essere senza vestiti' ma anche 'essere senza maschere'. Significa essere autentici e significa che quella ferita profonda che ci siamo portati a dietro da sempre sta pian piano guarendo. Infatti, se io non sono abbastanza, o credo di non essere abbastanza, farò in modo che tutto ciò che accade nella mia vita abbia come ragione il mio non essere abbastanza".


Walter Nudo racconta di aver sofferto lui stesso di bullismo e di un po' di disturbi alimentari e spiega che quando una persona vuole essere sempre più magra, a spingerla non è solamente il fatto di voler essere accettata, ma anche il non voler farsi vedere: quando un bambino viene bullizzato vorrebbe è sparire. Successivamente invece scatta qualcos'altro: scatta la rabbia, che dà la forza di ricominciare. "Noi nasciamo tutti nudi e poi ci vestiamo di tante maschere, per essere accettati, per essere amati. Attraverso la mia storia, se voi me lo permetterete, farete un viaggio personale e man mano che guarderemo la nostra ferita, questa ferita inizierà a chiudersi. C'è sempre un modo per ricominciare e la fragilità non è un male. Non siate forti, siate autentici".


Walter Nudo e Fabio Corradi, co-regista della rappresentazione teatrale, lo hanno descritto come uno spettacolo ironico e di riflessione, adatto a tutte le fasce d'età, compresi i bambini. L'idea per questo spettacolo è scaturita proprio dalle esperienze personali di Nudo, che ha raccontato di aver superato molte difficoltà nella sua vita, come un incidente per il quale ha quasi perso una gamba e due ictus al cervelletto che gli hanno fatto temere di non avere più opportunità di cambiare. Ha sentito dunque il dovere di allontanarsi dalla televisione per ritrovare sé stesso e aiutare le persone a fare lo stesso. Una volta fatto questo percorso, ha deciso di togliere la maschera con cui tutti erano abitati a vederlo, ossia solo come il personaggio che aveva portato in televisione.
"Non c'è un momento per preparare le persone a vederti per come sei veramente, bisogna togliersi la maschera e basta. La gente vede ciò che vuole vedere e non pensano a chi sei veramente. Io voglio invece che la gente rifletta, non per me, ma per i figli dei miei figli, per il futuro" ha aggiunto Walter Nudo, secondo il quale le maschere che indossiamo sono necessarie per sopravvivere e per scoprire la nostra vera autenticità: ''Adamo ed Eva non sapevano di essere nudi, finché non si sono coperti. La maschera è necessaria per essere nudi e il dolore è necessario per la guarigione".


















