Casatenovo: AI e rivoluzione tecnologica nell'ultima serata promossa dall'UTE
L'intelligenza artificiale (AI) può essere considerata la nuova frontiera dell’etica sociale? A questa complessa domanda ha cercato di dare risposta ieri sera don Walter Magnoni, ospite d’eccezione dell’ultimo incontro stagionale dell’Università per tutte le età (UTE) di Casatenovo. Presso la sala consiliare Giovanni Maldini, il presbitero della diocesi di Milano e docente di Etica sociale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica ha catturato l’attenzione dei presenti tracciando un parallelo tra l’enciclica ''Rerum Novarum'' e la rivoluzione tecnologica attuale.

Un accostamento che assume ancora più importanza dopo annuncio della pubblicazione per il prossimo 25 maggio di ''Magnifica humanitas'', la prima enciclica di papa Leone XIV, che pone al centro del suo testo il tema dell’Intelligenza artificiale. ''Si tratta di una coincidenza non programmata – ha spiegato in apertura il presidente del sodalizio Giovanni Cogliati – ma che arricchisce l’incontro di oggi. UTE ha ritenuto importante aprire delle riflessioni su alcuni aspetti di natura religiosa e sociale, partendo dal testo ‘Rerum Novarum’ di papa Leone XIII. Scritta il 15 maggio 1891 in piena rivoluzione industriale, rappresenta il punto di partenza per riflettere sulla necessità odierna di un nuovo umanesimo e sull’uso etico e trasparente delle risorse''.

L’enciclica di papa Leone XIII è riconosciuta come il primo documento formale di natura sociale pubblicato dalla Chiesa, in grado di avviare la costruzione della sua moderna dottrina sociale. Un testo che nasce in un contesto storico difficile e ricco di cambiamenti, a partire dalle condizioni lavorative disumane diffusosi conseguenzialmente alla rivoluzione industriale. La precedente divulgazione del Manifesto del Partito Comunista aveva inoltro sottolineato la discrepanza tra proletari e datori di lavoro, portando il pontefice a dichiararsi a favore dei diritti dei lavoratori, raggiungibili però non attraverso la lotta di classe, ma con la loro conciliazione.

A partire dal 1891, i successivi Santi Padri si sono espressi in diverse occasioni sulle tematiche sociali, sostenendo un sistema economico etico, affrontando la questione ambientale e criticando il paradigma tecnocratico dominante, una modalità d’azione che sacrifica le persone e l’ambiente per il profitto. ''La critica non è rivolta alla tecnologia in sé, ma alla tecnocrazia e dunque al suo utilizzo. Nella ‘Magnifica humanitas’ papa Leone XIV propone due immagini: Babele, che rappresenta i pericoli e la smania di potere e protagonismo, e il libro di Neemia, che pone al centro la costruzione di un mondo migliore attraverso la collaborazione. È chiaro come la sfida delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza artificiale sia il loro utilizzo, se essere pensate come assoluti o come strumenti di cura e di comunità'' ha argomentato il relatore Magnoni.

Gli ambiti su cui l’Intelligenza artificiale impatta sono numerosi e diversificati, a partire dalla dimensione ambientale, in quanto si tratta di tecnologie energivore, fino a toccare la sfera delle armi e della guerra. La corsa al riarmo e l’aumento degli investimenti su strumenti di conquista e di avanzamento sono delle realtà che hanno portato il pontefice a sviluppare dure considerazioni etiche sulla scorrettezza dell’impiego dell’Intelligenza artificiale. ''Si tratta di una condizione preoccupante, che ostacola la forza della parola e del dialogo'' ha commentato don Walter.

Tra le preoccupazioni emerse da parte del pubblico presente, quella più sentita è stata il rischio di perdere il rapporto umano e di essere sostituiti dalle macchine anche da un punto di vista relazionale. A tali interrogativi, il docente ha risposto con ottimismo e speranza: ''I sistemi legati all’Intelligenza artificiale imitano alcune funzioni umane, ma si tratta di una potenza legata ai dati e non alle emozioni, alle esperienze o alla coscienza morale. Di fronte alla minaccia della scomparsa dei legami autentici e della creatività dobbiamo rispondere con la grammatica degli affetti, ovvero con la capacità di imparare e apprezzare la bellezza delle relazioni umane''.

E noi, nel concreto, cosa possiamo fare per utilizzare correttamente le nuove tecnologie? Di fronte a questa domanda il relatore Magnoni ha rivelato alcuni consigli utili contenuti anche nel suo volume ''Abitare la terra senza calpestarla'': ''Per vivere con sapienza nel tempo del digitale suggerisco di costruire un futuro basato sulle piccole azioni quotidiane, così come di avere la sobrietà di una sguardo saggio che comprenda come non si debba temere l’incompletezza, ma piuttosto vedere ciò che funziona e dargli forza''.
Al termine della serata, dopo i calorosi ringraziamenti a don Walter Magnoni per il prezioso contributo, la parola è tornata al presidente dell’UTE. Con lo sguardo già rivolto al futuro, Cogliati ha presentato in anteprima la bozza del programma delle lezioni per l’anno accademico 2026-2027, invitando tutti i presenti e la cittadinanza a prenderne visione e a rinnovare la propria entusiasta partecipazione alle prossime attività dell'associazione.

Da sinistra don Walter Magnoni e Giovanni Cogliati di UTE
Un accostamento che assume ancora più importanza dopo annuncio della pubblicazione per il prossimo 25 maggio di ''Magnifica humanitas'', la prima enciclica di papa Leone XIV, che pone al centro del suo testo il tema dell’Intelligenza artificiale. ''Si tratta di una coincidenza non programmata – ha spiegato in apertura il presidente del sodalizio Giovanni Cogliati – ma che arricchisce l’incontro di oggi. UTE ha ritenuto importante aprire delle riflessioni su alcuni aspetti di natura religiosa e sociale, partendo dal testo ‘Rerum Novarum’ di papa Leone XIII. Scritta il 15 maggio 1891 in piena rivoluzione industriale, rappresenta il punto di partenza per riflettere sulla necessità odierna di un nuovo umanesimo e sull’uso etico e trasparente delle risorse''.

L’enciclica di papa Leone XIII è riconosciuta come il primo documento formale di natura sociale pubblicato dalla Chiesa, in grado di avviare la costruzione della sua moderna dottrina sociale. Un testo che nasce in un contesto storico difficile e ricco di cambiamenti, a partire dalle condizioni lavorative disumane diffusosi conseguenzialmente alla rivoluzione industriale. La precedente divulgazione del Manifesto del Partito Comunista aveva inoltro sottolineato la discrepanza tra proletari e datori di lavoro, portando il pontefice a dichiararsi a favore dei diritti dei lavoratori, raggiungibili però non attraverso la lotta di classe, ma con la loro conciliazione.

A partire dal 1891, i successivi Santi Padri si sono espressi in diverse occasioni sulle tematiche sociali, sostenendo un sistema economico etico, affrontando la questione ambientale e criticando il paradigma tecnocratico dominante, una modalità d’azione che sacrifica le persone e l’ambiente per il profitto. ''La critica non è rivolta alla tecnologia in sé, ma alla tecnocrazia e dunque al suo utilizzo. Nella ‘Magnifica humanitas’ papa Leone XIV propone due immagini: Babele, che rappresenta i pericoli e la smania di potere e protagonismo, e il libro di Neemia, che pone al centro la costruzione di un mondo migliore attraverso la collaborazione. È chiaro come la sfida delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza artificiale sia il loro utilizzo, se essere pensate come assoluti o come strumenti di cura e di comunità'' ha argomentato il relatore Magnoni.

Gli ambiti su cui l’Intelligenza artificiale impatta sono numerosi e diversificati, a partire dalla dimensione ambientale, in quanto si tratta di tecnologie energivore, fino a toccare la sfera delle armi e della guerra. La corsa al riarmo e l’aumento degli investimenti su strumenti di conquista e di avanzamento sono delle realtà che hanno portato il pontefice a sviluppare dure considerazioni etiche sulla scorrettezza dell’impiego dell’Intelligenza artificiale. ''Si tratta di una condizione preoccupante, che ostacola la forza della parola e del dialogo'' ha commentato don Walter.

Tra le preoccupazioni emerse da parte del pubblico presente, quella più sentita è stata il rischio di perdere il rapporto umano e di essere sostituiti dalle macchine anche da un punto di vista relazionale. A tali interrogativi, il docente ha risposto con ottimismo e speranza: ''I sistemi legati all’Intelligenza artificiale imitano alcune funzioni umane, ma si tratta di una potenza legata ai dati e non alle emozioni, alle esperienze o alla coscienza morale. Di fronte alla minaccia della scomparsa dei legami autentici e della creatività dobbiamo rispondere con la grammatica degli affetti, ovvero con la capacità di imparare e apprezzare la bellezza delle relazioni umane''.

Presenti alla serata anche il parroco don Massimo Santambrogio e don Eusebio Stefanoni
E noi, nel concreto, cosa possiamo fare per utilizzare correttamente le nuove tecnologie? Di fronte a questa domanda il relatore Magnoni ha rivelato alcuni consigli utili contenuti anche nel suo volume ''Abitare la terra senza calpestarla'': ''Per vivere con sapienza nel tempo del digitale suggerisco di costruire un futuro basato sulle piccole azioni quotidiane, così come di avere la sobrietà di una sguardo saggio che comprenda come non si debba temere l’incompletezza, ma piuttosto vedere ciò che funziona e dargli forza''.

Camilla Fumagalli


















