Oggiono ricorda le vittime di mafia. Evento in Piazza con gli studenti del Bachelet

Studenti, istituzioni e cittadini riuniti nel cuore di Oggiono per commemorare Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutte le vittime delle mafie.
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La manifestazione, organizzata nella mattinata di sabato 23 maggio, ha trasformato Piazza Manzoni in uno spazio di riflessione condivisa sul significato della legalità e della responsabilità civile. Presenti - oltre al sindaco della città Chiara Narciso - anche il collega de La Valletta Brianza Marco Panzeri, la consigliera comunale di Ello Stefania Tavola, i rappresentanti dell’associazione Avviso Pubblico, dell’Arma dei Carabinieri e l’assessore Giovanni Corti.
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Ad aprire l’incontro è stato Andrea Diolosà, rappresentante d’istituto, che ha ripercorso il sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sottolineando il valore della loro testimonianza civile.
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''Il 23 maggio 1992, sull’autostrada per Palermo - ha esordito l'alunno - Falcone perde la vita e 57 giorni la stessa sorte tocca a Paolo Borsellino. Spesso si muore perché non si dispone delle necessarie alleanze o perché privi di sostegno. Falcone sapeva esattamente dove operava, cercando proprio quelle alleanze, guidato dalla speranza di un futuro migliore. I due magistrati erano persone che hanno svolto il loro lavoro con coerenza, dedizione e serietà. Forse, proprio questo aspetto li rende eroi così difficili da dimenticare. Oggi siamo qui per ricordarli così come tanti altri che hanno pagato con la loro vita per lo stesso desiderio''.
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È intervenuta poi la dirigente dell’Istituto Superiore Bachelet, Anna Panzeri, nel sottolineare il significato profondo della memoria e sulla necessità di trasformarla in responsabilità collettiva.
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''La mafia insegna che la cultura non esiste e l’uomo non è amico del mondo. Queste parole non consolano, ma ci mettono di fronte alla realtà. 34 anni fa persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. A loro è unito il ricordo di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Queste tragedie non hanno causato solo dolore, ma anche una presa di coscienza. Hanno mostrato con chiarezza quanto la mafia non sia un problema distante, ma una minaccia alla libertà di tutti''.
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Nel suo intervento, la dirigente ha poi richiamato il ruolo della scuola nella formazione di cittadini consapevoli, capaci di sviluppare un pensiero critico e una cultura della legalità concreta e quotidiana.
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''Da lì, è nata una risposta più forte, determinata a consapevole'' ha concluso Panzeri. ''Oggi però, il rischio è trasformare la memoria in una partecipazione senza sentirsi realmente coinvolti. La vostra presenza oggi dimostra che la memoria non si esaurisce nel ricordo, ma si evolve in comprensione che, se autentica, diviene una scelta. In questo la scuola deve offrire strumenti per costruire un pensiero critico vostro, a partire da questa mattinata''.
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''Attraverso la musica e il movimento, infatti, darete spazio alle vostre riflessioni. La legalità riguarda il presente, a partire dalle scelte quotidiane e si manifesta nel modo in cui ci relazioniamo con gli altri. Questo momento acquisirà significato se saprà lasciare anche una minima traccia del senso di responsabilità e dovere, di cui Borsellino e Falcone sono testimoni''.
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Parole di ringraziamento sono arrivate anche dalle istituzioni presenti, che hanno evidenziato l’importanza di iniziative condivise tra scuola, cittadini e amministrazioni locali. ''Ringrazio gli studenti, i docenti, le istituzioni e tutti voi qui presenti'' ha dichiarato il sindaco Chiara Narciso.
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''Vedere un sabato così, con la piazza gremita, è davvero una bella soddisfazione. Questa manifestazione, che desideriamo sostenere ogni anno, per noi è importante perché richiama un bel messaggio. Assume ancora più significato svolgerla nella piazza principale della nostra città, affinché il valore della legalità si trasmetta a tutta la comunità. Vi ringrazio, quindi, per l’impegno con cui avete organizzato questo momento, in presenza anche dei rappresentanti della scuola secondaria di primo grado Marco d’Oggiono. La formazione di cittadini attivi e consapevoli è importante tanto quanto la didattica''.
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La mattinata si è conclusa con momenti artistici e di riflessione curati dagli studenti, tra musica e performance, nel segno di una memoria che non vuole limitarsi alla commemorazione, ma diventare impegno quotidiano e partecipazione attiva.
V.I.
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