Valaperta: oltre cento commensali alla cena marocchina a sostegno di Gaza

Sabato 23 maggio l’oratorio di Valaperta si è riempito di volti, storie e solidarietà. Oltre cento persone hanno partecipato alla Cena Marocchina Pro Gaza, iniziativa organizzata dal tavolo di lavoro ''Umanità alla Deriva'', che ha trasformato una semplice cena in un momento di sensibilizzazione, incontro e sostegno concreto.
Ad aprire la serata è stata Meri Sanvito, in rappresentanza del gruppo promotore, che ha voluto ringraziare i numerosi presenti e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento: ''Questa serata è stata possibile grazie alle donne dell’associazione Il Futuro, al gruppo Umanità alla Deriva, che con questo porta avanti il terzo evento sul territorio, e all’Amministrazione comunale che ci ha concesso il patrocinio''.
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Il Coordinamento Lecchese Stop al Genocidio

La proposta gastronomica ha accompagnato i partecipanti in un viaggio nei sapori del Marocco, con un menù a base di cous cous con pollo, dolci tradizionali e tè, creando un clima conviviale e di condivisione che ha fatto da cornice a una serata dal forte significato umano e sociale.
Il cuore dell’iniziativa è stato però il suo obiettivo solidale: il ricavato verrà infatti destinato ai progetti sostenuti da ''Gaza chiama, Lecco risponde'', rete di realtà del territorio lecchese impegnata a supportare la popolazione della Striscia di Gaza. In particolare, i fondi raccolti andranno a sostenere ''Lecco School'', una scuola nata nel campo profughi di Al-Nuseirat grazie all’impegno di volontari locali e dell’ingegnere Mohammed, che inizialmente aveva realizzato una semplice tenda-scuola, poi trasformata in una struttura più stabile per garantire continuità educativa ai bambini colpiti dal conflitto.
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Oggi la scuola accoglie decine di studenti offrendo lezioni di arabo, matematica e inglese, ma anche attività artistiche, momenti ricreativi e supporto psicologico. In una realtà segnata da guerra, povertà e mancanza di servizi, questo spazio rappresenta molto più di una scuola: è un luogo di protezione, normalità e speranza.
A raccontarne il significato è stata Arianna Russo, in rappresentanza del Coordinamento Lecchese Stop al Genocidio, che ha letto una testimonianza di Mohammed: ''A Gaza andare a scuola è un atto di coraggio. Abbiamo creato uno spazio sicuro e i bambini hanno ricominciato a sentirsi bene. La scuola è una responsabilità per proteggere l’infanzia dalla distruzione. Per un bambino di Gaza andare a scuola significa credere nel domani. ''Lecco School'' è speranza costruita in una tenda''.

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A rendere ancora più intenso il momento è stata la proiezione di un video realizzato direttamente dalla Lecco School, nel quale alcuni bambini hanno inviato il loro messaggio di ringraziamento ai presenti. Attraverso sorrisi, saluti e parole semplici, i giovani studenti hanno raccontato con spontaneità la loro quotidianità, mostrando una forza e un coraggio capaci di andare oltre le difficoltà del contesto in cui vivono. Un momento particolarmente toccante, che ha permesso ai presenti di dare un volto concreto alle persone che il progetto sostiene e di percepire, ancora più da vicino, il valore umano dell’iniziativa.
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I volontari di Umanità alla Deriva con gli amministratori comunali

Molto intenso anche l’intervento del presidente dell’associazione Il Futuro, Youssef, che ha riportato l’attenzione sul tema dell’umanità e dell’indifferenza: ''Questa serata ha un unico obiettivo: la pace. Siamo vivi perché abbiamo ancora un sentimento. Quando il dolore diventa abitudine rischiamo di perdere qualcosa di fondamentale. Non possiamo restare immobili davanti alla sofferenza di altre persone''.
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Sulla stessa linea l’intervento di Corrado Conti del Coordinamento Lecchese Stop al Genocidio, che ha sottolineato l’importanza di mantenere viva l’attenzione e il sostegno concreto alle popolazioni coinvolte: ''Come coordinamento continueremo a essere attivi. Accanto alla sensibilizzazione vogliamo sostenere direttamente chi vive a Gaza, affinché si possa continuare a garantire istruzione ai bambini''.
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Le donne marocchine che hanno preparato le pietanze

Una serata che ha unito sapori, testimonianze e riflessioni profonde, dimostrando come la solidarietà possa trasformarsi in un gesto concreto capace di superare distanze geografiche e culturali. Tra un piatto condiviso e una parola ascoltata, il messaggio emerso è stato chiaro: anche un piccolo gesto può contribuire a costruire speranza.
Gloria Sala
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