Usmate Velate: dal 5 al 7 giugno la ''Festa dell'Altro mondo''

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L’Altromondo è in Brianza, in particolare è a Usmate Velate, dove da ormai ventun anni si tiene la ''Festa dell’Altro mondo'', un evento in cui si celebrano la diversità e la narrazione di svariate culture e realtà attraverso cibo, musica, stand e altre attività; il tutto finalizzato alla raccolta di fondi poi interamente stanziati a progetti scelti dai volontari (potete trovarne alcuni nel pdf allegato sotto e sul profilo instagram: https://www.instagram.com/festa_altromondo/).
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La Festa nasce nel 2003, a Usmate Velate, in continuità con l’apertura dello spazio Bottequa (potete trovare maggiori informazioni sul sito: https://www.labottequa.org/) e con altre realtà del territorio quali: Operazione Matogrosso, Altromercato, Circolo Gaia Legambiente, a cui poi si sono aggiunte il Gruppo di Acquisto solidale, Emergency e ''Uno e Sette'' Cohousing.
''La prima volta che abbiamo coinvolto le comunità straniere sul territorio in quella che poi sarebbe diventata la Festa dell’Altro mondo è stato quando abbiamo organizzato l’Equicalcio – hanno dichiarato Enrico e Giuseppe, volontari – un torneo sportivo organizzato presso l’Oratorio Don Bosco di Velate, dove hanno partecipato squadre che rappresentavano le comunità peruviana, marocchina e italiana. Il tutto accompagnato dal pranzo e da uno spettacolo serale in cui si era esibita una band che suonava musica senegalese''.
Partendo da qui, la Festa si è poi modificata e spostata, fino ad arrivare al Centro Civico di Cascina Corrada dove tutt’ora si tiene nel primo fine settimana di giugno. 
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Oggi, l’organizzazione della Festa dell’Altro mondo copre un ampio periodo di tempo, scandito da una serie di altri appuntamenti in continuità con gli obiettivi della Festa stessa. A partire da settembre 2025, per esempio, sono stati organizzati molteplici eventi, tra i quali: un incontro sulle migrazioni dovute ai cambiamenti climatici, con il contributo di Circolo Gaia Legambiente, Cooperativa Aeris e Progetto Abitamondo; una cena volta alla raccolta fondi per il Congo e il Kurdistan, con la collaborazione e la partecipazione delle associazioni Amici di Luca Attanasio e Verso il Kurdistan; e due serate presso il bar ''La Locomotiva'' di Vimercate, il cui ricavato è stato devoluto ad associazioni attive per la Palestina.
Sono proprio i volontari a scegliere i progetti da sostenere attraverso il ricavato degli eventi e dell’acquisto dei prodotti per essi, ma anche le comunità da coinvolgere durante la Festa e dunque le cene da organizzare, che quest’anno saranno rispettivamente: street food, messicana e saharawi.
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''In questo modo riusciamo sicuramente a essere attivi sul territorio e, allo stesso tempo, ad avvicinarci a culture che sono più vicine a noi di quanto non si possa credere, in un momento in cui l’inclusione e l’accoglienza sembrano sempre più latenti'' testimonia Lorenzo, volontario. Ma non solo, la Festa e le associazioni che roteano attorno a essa risultano essere anche uno ''spazio di aggregazione giovanile''. Negli eventi e nell’organizzazione, infatti, partecipano moltissimi giovani che si impegnano come volontari o che vengono invitati a esibirsi alla Festa; tra questi ultimi, quest’anno: i Painkillers, The Useless 4, Dj Sofficino, Le Figliole e Polimono Project.
''L’obiettivo è sempre stato quello di fare rete, coinvolgendo le comunità del territorio e avvicinando i giovani. I numeri aumentano di anno in anno e, oggi, siamo orgogliosi di aver creato un progetto col Gruppo Gaza dell’Istituto Greppi di Monticello. Abbiamo realizzato delle tote bag (ora in vendita a sostegno di progetti che supportano la Palestina) con un logo che rappresenta la resistenza palestinese, disegnato direttamente dagli studenti'' dichiara Alessio, volontario. 
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Oggi la Festa non è solo un evento ormai inserito nella tradizione del paese, ma un piccolo spazio di inclusione nella Brianza; e se davvero possiamo influenzare il mondo ogni volta che facciamo la spesa (scegliendo certi prodotti e non altri) allora perché non farlo semplicemente partecipando a una festa in cui è possibile gustare cibo derivato dal mercato equosolidale, da cooperative sociali, da organizzazioni che promuovono il reinserimento sociale e da piccole comunità immigrate sul territorio?

Insomma, quest’anno, perché non venire alla Festa dell’Altro mondo?

Per pensare globale, agire locale: vi aspettiamo!

A nome delle associazioni che partecipano all’organizzazione della Festa dell’Altro mondo, 

Giulia Redaelli
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