Oggiono, presunta moschea in zona stazione: ancora critiche da Lega e minoranza
Il tema della presunta moschea insediatasi a pochi passi dalla stazione ferroviaria torna a scaldare gli animi della politica a Oggiono. A farsi sentire è la Lega attraverso un comunicato che porta la firma di Silvia Sardone – vice segretario nazionale del partito – del sottosegretario regionale Mauro Piazza e di Roberto Ferrari, già parlamentare e sindaco della città che nel proprio mandato si era particolarmente speso sulla questione, soprattutto sul fronte urbanistico.
Oggetto della questione – che fornisce lo spunto per l'attacco all'Amministrazione del sindaco Chiara Narciso – quanto avvenuto questa mattina, quando i cittadini sarebbero stati ''svegliati dal richiamo del muezzin che invitava a pregare i musulmani della zona all’interno di un capannone trasformato in moschea senza alcuna autorizzazione urbanistica''.
Ancora una volta è proprio questa la questione dirimente per il Carroccio: se il Comune avrebbe dato il via libera all'insediamento di un sodalizio culturale, l'attività esercitata sarebbe in realtà di tipo religioso. Una vera e propria moschea che necessiterebbe un iter autorizzativo vero e proprio.
Sulla vicenda si è espressa anche la minoranza consiliare. ''Se quello spazio viene utilizzato stabilmente per attività religiose, allora deve rispettare le norme urbanistiche e regionali previste per i luoghi di culto, esattamente come avviene per chiunque altro. Le regole valgono per tutti'' spiegano i consiglieri Alessandro Negri, Laura Commodo, Debora Acerbi e Chiara Corti. ''Per questo motivo, chiediamo ufficialmente che il Comune disponga immediatamente verifiche mirate tramite la Polizia Locale e gli uffici tecnici competenti. In assenza di controlli rapidi, chiari e trasparenti, ci rivolgeremo senza esitazione agli organi superiori competenti affinché venga verificata la piena regolarità della situazione''.
Ancora più tranchant l'intevento di Debora Acerbi, alla quale la questione sta particolarmente a cuore: ''L'atteggiamento di questo Sindaco e della sua giunta sta superando ogni limite di tollerabilità istituzionale ed è inaccettabile sotto il profilo politico e amministrativo'' si legge nella sua nota (clicca QUI per visualizzarla). ''È una palese mancanza di rispetto nei confronti di quella metà di popolazione che noi consiglieri di minoranza rappresentiamo''.
Pubblichiamo di seguito i comunicati integrali di Lega e minoranza oggionese, precisando che lo spazio resta a disposizione per eventuali contributi, repliche o precisazioni sul tema:
Oggetto della questione – che fornisce lo spunto per l'attacco all'Amministrazione del sindaco Chiara Narciso – quanto avvenuto questa mattina, quando i cittadini sarebbero stati ''svegliati dal richiamo del muezzin che invitava a pregare i musulmani della zona all’interno di un capannone trasformato in moschea senza alcuna autorizzazione urbanistica''.

Roberto Ferrari, già sindaco di Oggiono
Ancora una volta è proprio questa la questione dirimente per il Carroccio: se il Comune avrebbe dato il via libera all'insediamento di un sodalizio culturale, l'attività esercitata sarebbe in realtà di tipo religioso. Una vera e propria moschea che necessiterebbe un iter autorizzativo vero e proprio.

I consiglieri Chiara Corti, Laura Commodo, Alessandro Negri
Sulla vicenda si è espressa anche la minoranza consiliare. ''Se quello spazio viene utilizzato stabilmente per attività religiose, allora deve rispettare le norme urbanistiche e regionali previste per i luoghi di culto, esattamente come avviene per chiunque altro. Le regole valgono per tutti'' spiegano i consiglieri Alessandro Negri, Laura Commodo, Debora Acerbi e Chiara Corti. ''Per questo motivo, chiediamo ufficialmente che il Comune disponga immediatamente verifiche mirate tramite la Polizia Locale e gli uffici tecnici competenti. In assenza di controlli rapidi, chiari e trasparenti, ci rivolgeremo senza esitazione agli organi superiori competenti affinché venga verificata la piena regolarità della situazione''.

Il consigliere Debora Acerbi
Ancora più tranchant l'intevento di Debora Acerbi, alla quale la questione sta particolarmente a cuore: ''L'atteggiamento di questo Sindaco e della sua giunta sta superando ogni limite di tollerabilità istituzionale ed è inaccettabile sotto il profilo politico e amministrativo'' si legge nella sua nota (clicca QUI per visualizzarla). ''È una palese mancanza di rispetto nei confronti di quella metà di popolazione che noi consiglieri di minoranza rappresentiamo''.
Pubblichiamo di seguito i comunicati integrali di Lega e minoranza oggionese, precisando che lo spazio resta a disposizione per eventuali contributi, repliche o precisazioni sul tema:
Questa mattina, fin dalle prime ore dell’alba, numerosi cittadini della zona hanno segnalato la diffusione di preghiere e celebrazioni legate alla Festa del Sacrificio presso il capannone di Oggiono, l'immobile già al centro delle polemiche e del dibattito politico delle ultime settimane.
A questo punto riteniamo che il Sindaco e l’Amministrazione comunale non possano più far finta di nulla. Ci chiediamo infatti quale associazione, puramente culturale, organizzi celebrazioni religiose collettive – con preghiere diffuse già dalle ore 6:00 del mattino – all’interno di un immobile che non risulta autorizzato come luogo di culto.
Se quello spazio viene utilizzato stabilmente per attività religiose, allora deve rispettare le norme urbanistiche e regionali previste per i luoghi di culto, esattamente come avviene per chiunque altro. Le regole valgono per tutti.
Non possono esistere cittadini o associazioni più tollerati di altri soltanto perché politicamente comodi o “amici” dell’amministrazione. La trasparenza e il rispetto dei regolamenti comunali non possono essere piegati a convenienze di parte.
Per questo motivo, chiediamo ufficialmente che il Comune disponga immediatamente verifiche mirate tramite la Polizia Locale e gli uffici tecnici competenti. In assenza di controlli rapidi, chiari e trasparenti, ci rivolgeremo senza esitazione agli organi superiori competenti affinché venga verificata la piena regolarità della situazione.
Ci teniamo a precisare che la nostra non è una battaglia contro una specifica religione o contro delle persone. È, e rimarrà sempre, una battaglia per il rispetto delle regole, della trasparenza e della legalità, principi fondamentali che devono valere per tutti i cittadini allo stesso modo, senza eccezioni.I Consiglieri di Minoranza:Negri AlessandroAcerbi DeboraCommodo LauraCorti Chiara
''A Oggiono, in provincia di Lecco, alle 6 di stamattina i cittadini sono stati svegliati dal richiamo del muezzin che invitava a pregare i musulmani della zona all’interno di un capannone trasformato in moschea senza alcuna autorizzazione urbanistica. L’amministrazione di sinistra non solo continua a prendere in giro tutti spiegando che si tratta solo di un centro culturale ma ha deciso di chiudere entrambi gli occhi di fronte a una palese violazione del regolamento di polizia urbana del Comune, visto e considerato che al capitolo ''quiete pubblica'' è fatto espressamente divieto di provocare rumori prima delle 7 del mattino. Siamo alle solite: secondo i progressisti filo-islamici le regole devono valere solo per gli italiani? A loro si vieta di usare il tagliaerba perché disturba i vicini, ai musulmani si concede addirittura l’altoparlante per il richiamo alla preghiera. Questa disparità di trattamento è vergognosa. Ci aspettiamo ora che il Comune intervenga immediatamente, come richiesto dai consiglieri di minoranza, per le opportune verifiche sulle modalità di utilizzo del capannone in questione e anche per multare la comunità islamica che se ne è fregata allegramente delle norme sul rispetto della quiete pubblica''. Così in una nota Silvia Sardone, vice segretario Lega, Mauro Piazza, consigliere regionale e Roberto Paolo Ferrari, già sindaco di Oggiono.


















