Molteno: accusato di violenza sessuale per un contatto tra gli scaffali del market, è stato assolto con formula piena
Sulla sua persona pendeva una accusa infamante: violenza sessuale, reato disciplinato all'articolo 609 bis del codice penale e che prevede pene pesantissime.
Nonostante la richiesta del pubblico ministero di condanna a 1 anno e sei mesi il collegio giudicante, composto dal presidente Paolo Salvatore presidente, a latere Martina Beggio e Gian Maria Marletti, ha ritenuto non ci fosse alcun presupposto per la colpevolezza dell'imputato e. associandosi alla tesi della difesa, rappresentata dall'avvocato Stefano Pelizzari, ne ha disposto l'assoluzione con formula piena perchè il fatto non costituisce reato.
I fatti risalgono al 12 giugno 2025 quando l'imputato, un uomo residente a Castello Brianza, si trovava in uno store di articoli vari di Molteno, lo Shapo Italia.
In una corsia del reparto al primo piano, una donna stava a sua volta facendo acquisti e si era soffermata davanti agli scaffali con le scarpiere in plastica e le scalette in legno per il bagno.
“Stavo osservando i vari prodotti” ha raccontato la donna in aula “quando mi sono sentita afferrare da dietro. Ho sentito il bacino dell'uomo con le sue parti intime contro di me e poi le sue mani mi hanno afferrato da dietro i seni. Mi sono girata di scatto e gli ho detto: che cazzo stai facendo? E lui mi ha risposto che doveva passare. Poi se ne è andato. Ero agitata e spaventata, allora sono andata da una delle responsabili del negozio e le ho detto quello che mi era accaduto. La signorina ha avvisato un carabinieri in borghese che conosceva e che in quel momento si trovava alla cassa. Il carabiniere allora lo ha raggiunto all'esterno del negozio e gli ha preso le generalità, io intanto ho fatto le foto alla zona dove era accaduto il fatto e alla targa della sua auto”.
L'episodio, ha specificato la donna, sarebbe avvenuto in una zona dove c'era spazio in corsia per passare ed era durato pochi secondi.
Al banco dei testimoni sono saliti sia il carabiniere che ha confermato il racconto, con l'intervento a seguito della richiesta di una dipendente del negozio, che la store manager che per prima aveva raccolto il racconto della donna, visibilmente turbata per “essere stata molestata”.
Alla teste è toccato chiarire in aula la disposizione di corridoi e spazi, utili alla valutazione dell'effettiva ricostruzione dell'accaduto, specificando comunque che in quell'area non erano presenti telecamere, a differenza dei corridoi laterali.
A fornire la sua versione dei fatti è stato l'imputato che non si è sottratto all'esame e ha ricostruito gli spostamenti di quel giorno.
“Mi ero recato al negozio di Molteno per fare acquisti per la casa. Mi trovavo nel corridoio al piano superiore dove c'era anche la signora (facendo riferimento alla parte civile, ndr) e mentre camminavo, ero soprappensiero, mi sono avvicinato a lei e per passare l'ho spostata leggermente, appoggiandole le mani sulle spalle. Non ci ho pensato, non dovevo farlo ma non l'ho assolutamente toccata sul seno e nemmeno mi sono appoggiato con il bacino. Ho solo messo le mani sulle spalle e l'ho spostata di peso. Ma mi sono scusato in quel momento perchè la signora si è girata di scatto spaventata e allora le ho detto che volevo solo passare. Ho poi proseguito con i miei acquisti e sono andato alla cassa a pagare. Sono stato poi raggiunto alla macchina da un carabiniere che ha fatto le foto, ha preso le generalità accennandomi a cosa fosse successo.
Nel giro di poco la vicenda era finita sul tavolo del giudice che aveva deciso di rinviare a giudizio l'uomo.
Mesi di angoscia e stress che questa mattina si sono conclusi positivamente con il collegio che, allineandosi alle tesi della difesa, lo ha assolto con formula piena, sottolineando il comportamento tenuto nei momenti successivi al contatto con la donna, senza alcuna fuga o momento di alterazione, a conferma della sua estraneità alle accuse.
Nonostante la richiesta del pubblico ministero di condanna a 1 anno e sei mesi il collegio giudicante, composto dal presidente Paolo Salvatore presidente, a latere Martina Beggio e Gian Maria Marletti, ha ritenuto non ci fosse alcun presupposto per la colpevolezza dell'imputato e. associandosi alla tesi della difesa, rappresentata dall'avvocato Stefano Pelizzari, ne ha disposto l'assoluzione con formula piena perchè il fatto non costituisce reato.
I fatti risalgono al 12 giugno 2025 quando l'imputato, un uomo residente a Castello Brianza, si trovava in uno store di articoli vari di Molteno, lo Shapo Italia.
In una corsia del reparto al primo piano, una donna stava a sua volta facendo acquisti e si era soffermata davanti agli scaffali con le scarpiere in plastica e le scalette in legno per il bagno.
“Stavo osservando i vari prodotti” ha raccontato la donna in aula “quando mi sono sentita afferrare da dietro. Ho sentito il bacino dell'uomo con le sue parti intime contro di me e poi le sue mani mi hanno afferrato da dietro i seni. Mi sono girata di scatto e gli ho detto: che cazzo stai facendo? E lui mi ha risposto che doveva passare. Poi se ne è andato. Ero agitata e spaventata, allora sono andata da una delle responsabili del negozio e le ho detto quello che mi era accaduto. La signorina ha avvisato un carabinieri in borghese che conosceva e che in quel momento si trovava alla cassa. Il carabiniere allora lo ha raggiunto all'esterno del negozio e gli ha preso le generalità, io intanto ho fatto le foto alla zona dove era accaduto il fatto e alla targa della sua auto”.
L'episodio, ha specificato la donna, sarebbe avvenuto in una zona dove c'era spazio in corsia per passare ed era durato pochi secondi.
Al banco dei testimoni sono saliti sia il carabiniere che ha confermato il racconto, con l'intervento a seguito della richiesta di una dipendente del negozio, che la store manager che per prima aveva raccolto il racconto della donna, visibilmente turbata per “essere stata molestata”.
Alla teste è toccato chiarire in aula la disposizione di corridoi e spazi, utili alla valutazione dell'effettiva ricostruzione dell'accaduto, specificando comunque che in quell'area non erano presenti telecamere, a differenza dei corridoi laterali.
A fornire la sua versione dei fatti è stato l'imputato che non si è sottratto all'esame e ha ricostruito gli spostamenti di quel giorno.
“Mi ero recato al negozio di Molteno per fare acquisti per la casa. Mi trovavo nel corridoio al piano superiore dove c'era anche la signora (facendo riferimento alla parte civile, ndr) e mentre camminavo, ero soprappensiero, mi sono avvicinato a lei e per passare l'ho spostata leggermente, appoggiandole le mani sulle spalle. Non ci ho pensato, non dovevo farlo ma non l'ho assolutamente toccata sul seno e nemmeno mi sono appoggiato con il bacino. Ho solo messo le mani sulle spalle e l'ho spostata di peso. Ma mi sono scusato in quel momento perchè la signora si è girata di scatto spaventata e allora le ho detto che volevo solo passare. Ho poi proseguito con i miei acquisti e sono andato alla cassa a pagare. Sono stato poi raggiunto alla macchina da un carabiniere che ha fatto le foto, ha preso le generalità accennandomi a cosa fosse successo.
Nel giro di poco la vicenda era finita sul tavolo del giudice che aveva deciso di rinviare a giudizio l'uomo.
Mesi di angoscia e stress che questa mattina si sono conclusi positivamente con il collegio che, allineandosi alle tesi della difesa, lo ha assolto con formula piena, sottolineando il comportamento tenuto nei momenti successivi al contatto con la donna, senza alcuna fuga o momento di alterazione, a conferma della sua estraneità alle accuse.
S.V.


















