Bosisio: La Nostra Famiglia celebra gli 80 anni di attività con famiglie, volontari e operatori
Una festa lunga una settimana ha celebrato gli 80 anni de La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, realtà che da molteplici lustri ormai, accoglie e sostiene bambini e famiglie, trasformando bisogni fragili in percorsi di cura, presenza e speranza. Il momento conclusivo delle celebrazioni si è svolto giovedì pomeriggio insieme a chi vive quotidianamente la sede: bambini e ragazzi, operatori, volontari, studenti e genitori.

A dare il senso più profondo dell’anniversario sono state le parole di don Giandomenico Colombo, prevosto di Molteno-Brongio-Sirone, che durante la messa di ieri pomeriggio ha richiamato l’immagine evangelica di Bartimeo. ''Quanti Bartimeo sono passati qui per 80 anni chiedendo l’aiuto e sempre qui hanno trovato addetti e volontari che hanno raccolto quel grido''.

Un passaggio che diventa chiave di lettura della storia dell’ente, rappresentata dal passaggio del Vangelo: ''prima ancora della guarigione, il miracolo avviene nell’ascolto, nella capacità di farsi teneramente attenti e di leggere sul volto delle persone il desiderio di vivere”. Un’attenzione che, ha sottolineato il don, ''fa sentire chi entra prezioso, riconosciuto e amato''.

Nel ricordo di don Luigi Monza, fondatore della struttura, il prevosto ha descritto i volti di chi la anima ''come stelle capaci di trasmettere fiducia e speranza a chi chiede aiuto - concludendo con la speranza che - anche questa stella continui a brillare ancora per molto, fino al cielo''.

La festa è stata, però, anche un racconto concreto di comunità. Laura Baroffio, referente per comunicazione interna e qualità della vita, ha ricostruito il calendario di iniziative: una settimana intera di momenti condivisi, culminata in oggi, giornata durante la quale, ottant’anni fa, entrarono i primi due bambini. In mattinata lo scambio di regali di compleanno preparati dai bambini stessi e, a seguire, uno spettacolo di magia.
Tutto questo incorniciato da un gesto simbolico, collettivo e inclusivo: la realizzazione di uno striscione firmato da bambini, ragazzi, operatori e studenti, con un motto che riassume il senso della ricorrenza: ''La Nostra Famiglia siamo noi''.

La conclusione è arrivata con la messa e l’inaugurazione della mostra fotografica di 80 scatti, pensata per tenere insieme memoria e sguardo verso il futuro, attraverso l’Inclusive Winter Games, evento in concomitanza con le scorse Olimpiadi Milano-Cortina. ''Hanno partecipato 40 fra bambini e ragazzi accmpagnati da altrettanti studenti come atleti accompagnatori'' ha raccontato Baroffio. ''Un evento importante che abbiamo voluto celebrare in questo contesto di festa''.

Durante la cerimonia erano presenti Daniela Maroni, presidente dell’associazione dei genitori e Francesca Pedretti, direttrice regionale de La Nostra Famiglia, che hanno tagliato il nastro inaugurando la mostra. Con loro anche Luisa Minoli, presidente dell’associazione, e Rita Margutti, componente del CdA.
Ottant’anni non sono soltanto un traguardo, bensì una storia fatta di ascolto quotidiano, di competenze e dedizione, di relazioni che cambiano la vita. La Nostra Famiglia (la cui realtà e storia la scorsa settimana erano arrivate fino a Palazzo Chigi ndr) non è solo un nome, ma una comunità reale, riconoscibile nei gesti, nelle parole e negli sguardi di chi, ogni giorno, sceglie di ''raccogliere quel grido'' e trasformarlo in possibilità.
Da sinistra Rita Margutti, Francesca Pedretti, Luisa Minoli e Daniela Maroni
A dare il senso più profondo dell’anniversario sono state le parole di don Giandomenico Colombo, prevosto di Molteno-Brongio-Sirone, che durante la messa di ieri pomeriggio ha richiamato l’immagine evangelica di Bartimeo. ''Quanti Bartimeo sono passati qui per 80 anni chiedendo l’aiuto e sempre qui hanno trovato addetti e volontari che hanno raccolto quel grido''.
Un passaggio che diventa chiave di lettura della storia dell’ente, rappresentata dal passaggio del Vangelo: ''prima ancora della guarigione, il miracolo avviene nell’ascolto, nella capacità di farsi teneramente attenti e di leggere sul volto delle persone il desiderio di vivere”. Un’attenzione che, ha sottolineato il don, ''fa sentire chi entra prezioso, riconosciuto e amato''.
Nel ricordo di don Luigi Monza, fondatore della struttura, il prevosto ha descritto i volti di chi la anima ''come stelle capaci di trasmettere fiducia e speranza a chi chiede aiuto - concludendo con la speranza che - anche questa stella continui a brillare ancora per molto, fino al cielo''.

Don Giandomenico Colombo
La festa è stata, però, anche un racconto concreto di comunità. Laura Baroffio, referente per comunicazione interna e qualità della vita, ha ricostruito il calendario di iniziative: una settimana intera di momenti condivisi, culminata in oggi, giornata durante la quale, ottant’anni fa, entrarono i primi due bambini. In mattinata lo scambio di regali di compleanno preparati dai bambini stessi e, a seguire, uno spettacolo di magia.
Tutto questo incorniciato da un gesto simbolico, collettivo e inclusivo: la realizzazione di uno striscione firmato da bambini, ragazzi, operatori e studenti, con un motto che riassume il senso della ricorrenza: ''La Nostra Famiglia siamo noi''.

Laura Baroffio
La conclusione è arrivata con la messa e l’inaugurazione della mostra fotografica di 80 scatti, pensata per tenere insieme memoria e sguardo verso il futuro, attraverso l’Inclusive Winter Games, evento in concomitanza con le scorse Olimpiadi Milano-Cortina. ''Hanno partecipato 40 fra bambini e ragazzi accmpagnati da altrettanti studenti come atleti accompagnatori'' ha raccontato Baroffio. ''Un evento importante che abbiamo voluto celebrare in questo contesto di festa''.
Durante la cerimonia erano presenti Daniela Maroni, presidente dell’associazione dei genitori e Francesca Pedretti, direttrice regionale de La Nostra Famiglia, che hanno tagliato il nastro inaugurando la mostra. Con loro anche Luisa Minoli, presidente dell’associazione, e Rita Margutti, componente del CdA.
Ottant’anni non sono soltanto un traguardo, bensì una storia fatta di ascolto quotidiano, di competenze e dedizione, di relazioni che cambiano la vita. La Nostra Famiglia (la cui realtà e storia la scorsa settimana erano arrivate fino a Palazzo Chigi ndr) non è solo un nome, ma una comunità reale, riconoscibile nei gesti, nelle parole e negli sguardi di chi, ogni giorno, sceglie di ''raccogliere quel grido'' e trasformarlo in possibilità.
M.E.


















