Missaglia: il festival letterario si è chiuso con un 'assaggio' della letteratura giapponese

Una serata alla scoperta della letteratura giapponese, tra libri, cultura e suggestioni provenienti dal Sol Levante. Si è conclusa così, nella sempre affascinante cornice del refettorio del Monastero della Misericordia di Missaglia, la seconda edizione del Festival Letterario promosso dal Comune in collaborazione con la Biblioteca.
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Ospite dell’ultimo appuntamento è stata Alessia Pozzoni, conosciuta sui social come Profumo_di_carta_e_inchiostro, blogger letteraria che da quasi dieci anni racconta e promuove soprattutto la letteratura americana e giapponese. 

Ad aprire la serata sono state l’assessore alla Cultura e vicesindaco Donatella Diacci e la bibliotecaria Angela Isella, che hanno sottolineato l’originalità dell’incontro. ''Quando si parla di letteratura si pensa spesso agli autori – hanno evidenziato – ma oggi esistono nuove figure capaci di diffondere la passione per i libri e creare comunità di lettori. Per questo ci sembrava importante dare spazio anche al lavoro di una blogger''. 
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Fin dalle prime battute Alessia Pozzoni ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso i temi, le atmosfere e le emozioni che caratterizzano la narrativa giapponese. ''La letteratura giapponese è un luogo in cui torno sempre volentieri'' ha raccontato. ''È fatta di silenzi, di cose non dette, di emozioni difficili da spiegare. Spesso lascia nel lettore una sensazione di smarrimento che però diventa occasione di riflessione''. 

Secondo la blogger, il fascino esercitato oggi dal Giappone nasce anche dalla diffusione della cultura pop, dagli anime ai manga, passando per la cucina e i social network. Ma la letteratura offre una prospettiva più profonda e autentica, capace di raccontare una società sospesa tra modernità e tradizione, tra il ritmo frenetico di città come Tokyo e la spiritualità dei templi e della natura. 
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Uno dei temi centrali affrontati durante l’incontro è stato il ruolo della quotidianità nella narrativa nipponica. Attraverso il concetto di teinei, ovvero il fare le cose con cura e dedizione, Alessia Pozzoni ha spiegato come nei romanzi giapponesi siano spesso i piccoli gesti a racchiudere i significati più profondi. Emblematico il rapporto con il cibo e la cucina, utilizzati come linguaggio per esprimere affetto, attenzione e relazioni umane. 

Nel corso della serata la blogger ha proposto una selezione di letture per avvicinarsi a questo universo letterario. Tra i titoli suggeriti L’uovo di Hitonari Tsuji, una delicata riflessione sulla fiducia e sulla guarigione interiore; Dopo lo spettacolo di Keiichiro Hirano, incentrato sulle scelte e sulle maschere che indossiamo nella vita; La cicala dell’ottavo giorno di Mitsuyo Kakuta, romanzo intenso e privo di giudizi morali che lascia al lettore il compito di interrogarsi su ciò che è giusto o sbagliato. 

Tra le opere presentate anche Il peso dei segreti di Aki Shimazaki, che racconta il Giappone del dopoguerra attraverso punti di vista differenti, Tokyo Decibel di Hitonari Tsuji, dedicato alla solitudine urbana e al senso di alienazione nelle grandi metropoli e Le ricette della signora Tokue di Durian Sukegawa, una storia di ascolto, resilienza e gentilezza che ha particolarmente emozionato il pubblico. 
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Numerose le domande del pubblico, che hanno trasformato l’incontro in un dialogo vivace sui punti di forza e sulle criticità della cultura giapponese, sul ruolo dei manga come strumento narrativo e sull’importanza della lettura come mezzo per conoscere mondi e sensibilità differenti. 

Tra le curiosità emerse durante la serata, anche l’origine della parola kamikaze, oggi universalmente associata ai piloti giapponesi protagonisti delle missioni suicide durante la Seconda guerra mondiale.

Nel corso del confronto, Alessia Pozzoni ha invitato il pubblico ad andare oltre l'immagine affascinante e spesso idealizzata del Giappone che arriva in Occidente attraverso anime, manga, tecnologia e cultura pop. Dietro questa rappresentazione ordinata e quasi perfetta si nasconde una realtà più complessa, nella quale il forte senso del dovere e le aspettative sociali possono trasformarsi in una pressione difficile da sostenere per i singoli individui.
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Attraverso alcuni esempi tratti dalla letteratura contemporanea, la blogger ha mostrato una società nella quale il senso del dovere e la necessità di conformarsi alle aspettative collettive possono generare profonde forme di disagio. Citato, ad esempio, il romanzo ''La ragazza del convenience store'', in cui la protagonista è soddisfatta della propria esistenza ma viene continuamente giudicata da chi la circonda perché non corrisponde alle aspettative della società.

In una società in cui è molto importante non creare disagio agli altri e mantenere un'immagine di equilibrio e controllo, le fragilità personali vengono spesso vissute in modo silenzioso e interiore. Alessia Pozzoni ha infine sottolineato come proprio la letteratura rappresenti uno strumento privilegiato per comprendere questi aspetti meno visibili della cultura nipponica: un mondo dove convivono modernità e tradizione, efficienza e fragilità, disciplina e ricerca interiore. ''Nei romanzi giapponesi – ha spiegato – si ritrovano sempre la fragilità umana, il bisogno di cura e il desiderio di comprendere meglio se stessi e gli altri''. 
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Da sinistra Angela Isella, Alessia Pozzoni, Donatella Diacci
In chiusura, la blogger ha lasciato ai presenti un invito semplice ma significativo: ''Leggete anche solo una o due pagine al giorno, perché è così che si leggono i libri''. 
Un messaggio accolto con un lungo applauso e con grande entusiasmo dai presenti, a conferma dell’interesse suscitato da una serata che ha saputo unire passione per la lettura, scoperta culturale e riflessione personale. A salutare il pubblico anche un piccolo omaggio: alcuni segnalibri realizzati dalla stessa Alessia Pozzoni, consegnati ai partecipanti come ricordo dell’incontro e invito a continuare il viaggio tra le pagine dei libri.
Gloria Sala
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