Cassago: l'ex olimpionico Antonio Rossi si è raccontato agli alunni di classe quinta
Un incontro intriso di emozioni che ha certamente reso speciale la conclusione di un progetto che, nel corso dell'anno scolastico che sta per volgere al termine, ha accompagnato gli alunni delle classi quinte della scuola primaria di Cassago.

Lo scorso venerdì pomeriggio la Sala del Pellegrino del Rus Cassiciacum ha fatto da cornice ad una lezione eccezionale: ospite a sorpresa è stato Antonio Rossi, celebre canoista lecchese, ex olimpionico con un curriculum di tutto rispetto anche sul fronte istituzionale.

Le insegnanti hanno pensato proprio a lui a chiusura di ''Dall'incontro si accende il desiderio'' che, come dicevamo, negli scorsi mesi ha consentito agli studenti – ormai in rampa di lancio verso la scuola media – di affacciarsi al mondo esterno, entrando a contatto con una serie di figure che hanno raccontato loro la propria quotidianità.

Dall'illustratrice all'astronomo, passando per il medico, il fotografo e la giornalista; e poi ancora il pasticcere, lo chef, il panificatore e i volontari del soccorso (Protezione Civile, Croce Rossa). Infine l'allenatore di basket, la psicologa e psicomotricista e l'assessore regionale all'istruzione Simona Tironi. Personalità differenti attraverso i quali i ragazzi hanno potuto volgere lo sguardo verso il mondo che li circonda e, perchè no, anche iniziare a comprendere quali potrebbero essere propensioni e desideri circa il loro futuro, ancora lontano.

L'altro pomeriggio Antonio Rossi – che molti di loro avevano seguito anche durante il celebre programma TV ''Pechino Express'' che lo sportivo aveva vinto in coppia con l'amico e ginnasta Jury Chechi – è stato accolto con un grande applauso dai bambini e dalle loro famiglie, presenti tra il pubblico del Rus, così come la dirigente dell'Istituto Comprensivo di Cassago Alessandra Ansaldi e il sindaco Roberta Marabese, anche loro tra le figure che nelle scorse settimane hanno varcato la porta delle classi raccontando agli alunni di quinta il loro impegno istituzionale, diverso per molti versi ma accomunato da un analogo carico di responsabilità.

Con grande affabilità il lecchese ha raccontato la propria storia: nato in una famiglia numerosa si è subito appassionato allo sport, in particolare allo sci e alla canoa. E' stata la madre a spingerlo verso quest'ultima disciplina, favorita anche dal lago che bagna la città e che certamente ha reso meno gravoso muoversi per gli allenamenti, momento inizialmente condiviso con tanti amici.

''Miglioravo di volta in volta, ma certamente il desiderio era quello di passare del tempo in compagnia, di divertirmi e di crescere insieme'' ha detto il canoista che a diciotto anni e mezzo si è unito al gruppo sportivo della Guardia di Finanza conquistandosi anche la possibilità di ''scendere in acqua'' indossando la maglia azzurra.

Il racconto ha toccato le fasi salienti della propria carriera sportiva, particolarmente lunga e conclusa intorno ai quarant'anni: i titoli italiani ed internazionali ottenuti e la partecipazione alle Olimpiadi di cui è stato porta bandiera. Un'esperienza quest'ultima che lo ha inorgoglito parecchio.

Ma non è finita qui: appesa la divisa al chiodo, come si suol dire, Rossi è stato assessore provinciale allo sport, occupandosi poi della stessa delega in Regione, nella giunta di Roberto Maroni. Per i cinque anni successivi poi, il lecchese è stato sottosegretario ai grandi eventi sportivi, occupandosi anche di tutta la fase di preparazione dei giochi olimpici invernali Milano-Cortina. Oggi invece, si dedica con impegno al nuovo incarico in Federazione, altro ruolo che ha spiegato di svolgere con orgoglio e passione.

La breve sintesi della sua storia ha lasciato spazio poi alle domande postegli direttamente dagli alunni che non hanno trattenuto il desiderio di conoscenza e soprattutto, la loro grande curiosità. Dalle specialità della canoa, ai momenti di condivisione con gli altri atleti e agli aspetti positivi e negativi della sua professione, passando per un ulteriore quesito la cui risposta ha probabilmente stupito i piccoli interlocutori.
Qual è la città più bella che hai visto? ''Mi sono piaciute molto Budapest, in Ungheria e Sidney, in Australia, ma per me è Lecco il posto del cuore perchè è casa mia'' ha detto Rossi, sottolineando la presenza del lago incorniciato dalle montagne. Un elemento da cui, in effetti, è partito tutto per lo sportivo.
''Non ho mai considerato la canoa un lavoro: mi sono sempre divertito e ho fatto tutto molto volentieri. In gara ho conosciuto delle emozioni davvero uniche'' ha aggiunto l'ospite che ha concluso lasciando agli alunni una frase, quella che è stata chiesta a tutte le figure che hanno preso parte al progetto. ''Nello sport o si vince o si impara: io ho imparato tantissimo e ho vinto'' ha concluso lo sportivo, che nel suo intervento ha citato il compianto pilota e amico Alex Zanardi, esortando i ragazzi a non mollare mai.
Un pomeriggio già di per sé ''ricco'' che si è chiuso in maniera ancora più speciale per gli alunni, che hanno ricevuto da Rossi – affiancato da sindaco e dirigente – un diploma a conclusione dei cinque anni trascorsi alla scuola primaria. Nell'occasione le insegnanti hanno distribuito loro dei doni racchiusi in una simbolica valigia, che consentirà loro di approdare alle medie con tutto ciò che serve, ma soprattutto con tante esperienze e ricordi vissuti in questo lustro.

Un grazie è stato rivolto dalle insegnanti alla preside Ansaldi per aver sostenuto il progetto, ma anche al primo cittadino Marabese (intervenuta insieme ad alcuni esponenti dell'Amministrazione) per la disponibilità dimostrata e per la vicinanza che in questo lustro ha assicurato all'attività scolastica.

Antonio Rossi con le insegnanti della scuola primaria cassaghese, la dirigente scolastica e il sindaco
Lo scorso venerdì pomeriggio la Sala del Pellegrino del Rus Cassiciacum ha fatto da cornice ad una lezione eccezionale: ospite a sorpresa è stato Antonio Rossi, celebre canoista lecchese, ex olimpionico con un curriculum di tutto rispetto anche sul fronte istituzionale.

Le insegnanti hanno pensato proprio a lui a chiusura di ''Dall'incontro si accende il desiderio'' che, come dicevamo, negli scorsi mesi ha consentito agli studenti – ormai in rampa di lancio verso la scuola media – di affacciarsi al mondo esterno, entrando a contatto con una serie di figure che hanno raccontato loro la propria quotidianità.

Dall'illustratrice all'astronomo, passando per il medico, il fotografo e la giornalista; e poi ancora il pasticcere, lo chef, il panificatore e i volontari del soccorso (Protezione Civile, Croce Rossa). Infine l'allenatore di basket, la psicologa e psicomotricista e l'assessore regionale all'istruzione Simona Tironi. Personalità differenti attraverso i quali i ragazzi hanno potuto volgere lo sguardo verso il mondo che li circonda e, perchè no, anche iniziare a comprendere quali potrebbero essere propensioni e desideri circa il loro futuro, ancora lontano.

Antonio Rossi introdotto dalla docente Maria Brambilla
L'altro pomeriggio Antonio Rossi – che molti di loro avevano seguito anche durante il celebre programma TV ''Pechino Express'' che lo sportivo aveva vinto in coppia con l'amico e ginnasta Jury Chechi – è stato accolto con un grande applauso dai bambini e dalle loro famiglie, presenti tra il pubblico del Rus, così come la dirigente dell'Istituto Comprensivo di Cassago Alessandra Ansaldi e il sindaco Roberta Marabese, anche loro tra le figure che nelle scorse settimane hanno varcato la porta delle classi raccontando agli alunni di quinta il loro impegno istituzionale, diverso per molti versi ma accomunato da un analogo carico di responsabilità.

Con grande affabilità il lecchese ha raccontato la propria storia: nato in una famiglia numerosa si è subito appassionato allo sport, in particolare allo sci e alla canoa. E' stata la madre a spingerlo verso quest'ultima disciplina, favorita anche dal lago che bagna la città e che certamente ha reso meno gravoso muoversi per gli allenamenti, momento inizialmente condiviso con tanti amici.

''Miglioravo di volta in volta, ma certamente il desiderio era quello di passare del tempo in compagnia, di divertirmi e di crescere insieme'' ha detto il canoista che a diciotto anni e mezzo si è unito al gruppo sportivo della Guardia di Finanza conquistandosi anche la possibilità di ''scendere in acqua'' indossando la maglia azzurra.

A destra il sindaco Roberta Marabese
Il racconto ha toccato le fasi salienti della propria carriera sportiva, particolarmente lunga e conclusa intorno ai quarant'anni: i titoli italiani ed internazionali ottenuti e la partecipazione alle Olimpiadi di cui è stato porta bandiera. Un'esperienza quest'ultima che lo ha inorgoglito parecchio.

Ma non è finita qui: appesa la divisa al chiodo, come si suol dire, Rossi è stato assessore provinciale allo sport, occupandosi poi della stessa delega in Regione, nella giunta di Roberto Maroni. Per i cinque anni successivi poi, il lecchese è stato sottosegretario ai grandi eventi sportivi, occupandosi anche di tutta la fase di preparazione dei giochi olimpici invernali Milano-Cortina. Oggi invece, si dedica con impegno al nuovo incarico in Federazione, altro ruolo che ha spiegato di svolgere con orgoglio e passione.

A destra la docente Rossana Amato
La breve sintesi della sua storia ha lasciato spazio poi alle domande postegli direttamente dagli alunni che non hanno trattenuto il desiderio di conoscenza e soprattutto, la loro grande curiosità. Dalle specialità della canoa, ai momenti di condivisione con gli altri atleti e agli aspetti positivi e negativi della sua professione, passando per un ulteriore quesito la cui risposta ha probabilmente stupito i piccoli interlocutori.

Accanto al sindaco la dirigente scolastica Alessandra Ansaldi
Qual è la città più bella che hai visto? ''Mi sono piaciute molto Budapest, in Ungheria e Sidney, in Australia, ma per me è Lecco il posto del cuore perchè è casa mia'' ha detto Rossi, sottolineando la presenza del lago incorniciato dalle montagne. Un elemento da cui, in effetti, è partito tutto per lo sportivo.



Un grazie è stato rivolto dalle insegnanti alla preside Ansaldi per aver sostenuto il progetto, ma anche al primo cittadino Marabese (intervenuta insieme ad alcuni esponenti dell'Amministrazione) per la disponibilità dimostrata e per la vicinanza che in questo lustro ha assicurato all'attività scolastica.
G.C.


















