Casatenovo: la LILT celebra il Cancer Survivors Day con una lezione di yoga gratuita
Una mattinata trascorsa insieme, tra benessere e condivisione, per ''celebrare la vita''. E' con questo spirito che si è svolto oggi a Casatenovo il Cancer Survivors Day, organizzato dalla LILT Associazione Provinciale di Lecco APS, grazie al prezioso contributo delle volontarie e dei volontari della locale sede ospitata presso l'INRCA di Via Monteregio.

La pioggia caduta copiosa nella notte e nelle prime ore della mattinata ha costretto gli organizzatori ad un cambio di location: ''abbandonata'' la suggestiva Villa Mapelli Mozzi del Poenzano, l'evento si è spostato nella tensostruttura del centro sportivo di Via Volta, dove intorno alle 9.30 di stamani sono confluite decine di donne, ''armate'' di tappetino ma soprattutto del desiderio di dedicare qualche ora a se stesse.


Per l'occasione la LILT ha infatti proposto una lezione di yoga gratuita ''per stare insieme, rigenerarsi, regalarsi un momento di benessere fisico e mentale. Per ricordare che sì, si può rinascere''.
Un evento aperto a tutti e dedicato ai pazienti oncologici, familiari, amici, caregiver, operatori sanitari e in generale a tutti coloro che hanno voluto – attraverso la propria presenza – manifestare vicinanza ai malati e un sostegno concreto all'attività di prevenzione portata avanti dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, che anche a Casatenovo è particolarmente attiva.
Le partecipanti, ritirata la maglietta preparata per l'occasione, hanno potuto posizionare a terra il proprio tappetino, pronte per dare il via alla lezione di yoga. Prima però, spazio a qualche intervento per inquadrare l'importanza dell'iniziativa.

A prendere la parola è stata la dottoressa Maria Limonta, dallo scorso anno in pensione, ma per anni in servizio presso Asst Lecco. Particolarmente vicina alla realtà della LILT, il medico ha messo in evidenza quella che per molte pazienti è la ''paura del domani''. ''Si vive spesso con il terrore che la malattia possa ripresentarsi'' ha detto, ricordando poi i problemi fisici ed economici (per le continue visite da sostenere) che seguono la già difficile fase della terapia.


E' però necessario guardare al futuro con speranza: in Italia si stima la presenza di 3.700.000 donne che convivono con qualsiasi tipo di pregressa diagnosi oncologica. Un dato che indica una situazione sempre più diffusa, che grazie alla prevenzione presenta – per quel che riguarda ad esempio il tumore alla mammella – elevatissime percentuali di sopravvivenza (99%) a quindici anni dalla diagnosi.

Va dunque intensificata l'attività di informazione e sensibilizzazione. Anche a questo serve il Cancer Survivors Day, una ricorrenza nata negli Stati Uniti nel 1988, portata nel nostro Paese da LILT nel 2023. Un'occasione per ricordare ai pazienti oncologici che non sono soli. Per chi ancora sta combattendo la malattia e anche per chi è guarito.


Toccanti le testimonianze condivise con le partecipanti all'evento odierno da due donne che hanno affrontato la battaglia contro il cancro. ''Ho avuto la diagnosi di tumore oltre dieci anni fa. E' stato tosto'' ha detto Pinuccia, ricordando la terapia seguita, sfociata poi in un intervento chirurgico.

''Oggi però sono qui e vado avanti. La malattia mi ha dato la possibilità di conoscere tante donne che come me stavano combattendo, di instaurare rapporti umani preziosi. Un ringraziamento lo voglio rivolgere all'Ospedale Manzoni di Lecco, alle oncologhe e allo staff che mi ha seguita: senza il loro supporto non ce l'avrei mai fatta''.


Il racconto di Tiziana ha aiutato a comprendere una volta di più l'importanza della prevenzione. ''Più di trent'anni fa a mia mamma, che è ancora qui, era stato diagnosticato un tumore al seno. Io e mia sorella pertanto, ci siamo sempre sottoposte ad esami e controlli, proprio in virtù di questa familiarità. Nel 2021 avevo contattato la LILT per fissare la visita annuale: durante quella telefonata mi era stata offerta la possibilità di sottopormi al controllo il giorno successivo perchè si era liberato un posto. Inizialmente non ci volevo andare, mi sembrava fosse passato troppo poco tempo dall'ultimo controllo, invece poi ho accettato'' ha proseguito, riferendo l'esito dell'accertamento.

''La dottoressa aveva sentito qualcosa di anomalo, così ho effettuato alcuni approfondimenti dai quali è emersa la presenza, accanto a quella zona, di un tumore di otto millimetri. Qualche settimana dopo ho affrontato l'operazione: il nodulo era piccolo, l'abbiamo preso in tempo, dunque non ho dovuto sottopormi alla chemioterapia. La mia vita è proseguita normalmente, senza nemmeno dover smettere di lavorare. Io sono stata fortunata, ma quello che voglio dirvi è che si può andare avanti e stare bene anche dopo una diagnosi di tumore al seno''.


A chiudere gli interventi prima che la lezione di yoga entrasse nel vivo, sono state le parole dello psicologo Edoardo Riva, che da oltre dieci anni collabora con la LILT di Casatenovo. Quest'ultimo ha messo in evidenza il senso di paura e di incertezza che pervade le pazienti che ricevono una diagnosi di cancro. ''Spesso quell'evento segna un crocevia, tra il prima e il dopo'' ha detto, rilevando poi la necessità di occupare il tempo con attività positive, di ''celebrare la vita'', sfruttando ogni occasione. Perchè ''il tempo non torna indietro''.

Un evento dunque (al quale hanno collaborato anche gli Alpini e i fotografi del Gruppo AFCB ndr) che ha saputo raggiungere un duplice obiettivo: sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione e dell'accesso alle cure ed esprimere vicinanza a chi ha combattuto – o sta ancora combattendo – la difficile battaglia contro la malattia.

Le volontarie di Casatenovo con Paolo Ripamonti, presidente della LILT provinciale
La pioggia caduta copiosa nella notte e nelle prime ore della mattinata ha costretto gli organizzatori ad un cambio di location: ''abbandonata'' la suggestiva Villa Mapelli Mozzi del Poenzano, l'evento si è spostato nella tensostruttura del centro sportivo di Via Volta, dove intorno alle 9.30 di stamani sono confluite decine di donne, ''armate'' di tappetino ma soprattutto del desiderio di dedicare qualche ora a se stesse.


Per l'occasione la LILT ha infatti proposto una lezione di yoga gratuita ''per stare insieme, rigenerarsi, regalarsi un momento di benessere fisico e mentale. Per ricordare che sì, si può rinascere''.
Un evento aperto a tutti e dedicato ai pazienti oncologici, familiari, amici, caregiver, operatori sanitari e in generale a tutti coloro che hanno voluto – attraverso la propria presenza – manifestare vicinanza ai malati e un sostegno concreto all'attività di prevenzione portata avanti dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, che anche a Casatenovo è particolarmente attiva.
Le partecipanti, ritirata la maglietta preparata per l'occasione, hanno potuto posizionare a terra il proprio tappetino, pronte per dare il via alla lezione di yoga. Prima però, spazio a qualche intervento per inquadrare l'importanza dell'iniziativa.

La dottoressa Maria Limonta
A prendere la parola è stata la dottoressa Maria Limonta, dallo scorso anno in pensione, ma per anni in servizio presso Asst Lecco. Particolarmente vicina alla realtà della LILT, il medico ha messo in evidenza quella che per molte pazienti è la ''paura del domani''. ''Si vive spesso con il terrore che la malattia possa ripresentarsi'' ha detto, ricordando poi i problemi fisici ed economici (per le continue visite da sostenere) che seguono la già difficile fase della terapia.


E' però necessario guardare al futuro con speranza: in Italia si stima la presenza di 3.700.000 donne che convivono con qualsiasi tipo di pregressa diagnosi oncologica. Un dato che indica una situazione sempre più diffusa, che grazie alla prevenzione presenta – per quel che riguarda ad esempio il tumore alla mammella – elevatissime percentuali di sopravvivenza (99%) a quindici anni dalla diagnosi.

Va dunque intensificata l'attività di informazione e sensibilizzazione. Anche a questo serve il Cancer Survivors Day, una ricorrenza nata negli Stati Uniti nel 1988, portata nel nostro Paese da LILT nel 2023. Un'occasione per ricordare ai pazienti oncologici che non sono soli. Per chi ancora sta combattendo la malattia e anche per chi è guarito.


Toccanti le testimonianze condivise con le partecipanti all'evento odierno da due donne che hanno affrontato la battaglia contro il cancro. ''Ho avuto la diagnosi di tumore oltre dieci anni fa. E' stato tosto'' ha detto Pinuccia, ricordando la terapia seguita, sfociata poi in un intervento chirurgico.

''Oggi però sono qui e vado avanti. La malattia mi ha dato la possibilità di conoscere tante donne che come me stavano combattendo, di instaurare rapporti umani preziosi. Un ringraziamento lo voglio rivolgere all'Ospedale Manzoni di Lecco, alle oncologhe e allo staff che mi ha seguita: senza il loro supporto non ce l'avrei mai fatta''.


Il racconto di Tiziana ha aiutato a comprendere una volta di più l'importanza della prevenzione. ''Più di trent'anni fa a mia mamma, che è ancora qui, era stato diagnosticato un tumore al seno. Io e mia sorella pertanto, ci siamo sempre sottoposte ad esami e controlli, proprio in virtù di questa familiarità. Nel 2021 avevo contattato la LILT per fissare la visita annuale: durante quella telefonata mi era stata offerta la possibilità di sottopormi al controllo il giorno successivo perchè si era liberato un posto. Inizialmente non ci volevo andare, mi sembrava fosse passato troppo poco tempo dall'ultimo controllo, invece poi ho accettato'' ha proseguito, riferendo l'esito dell'accertamento.

''La dottoressa aveva sentito qualcosa di anomalo, così ho effettuato alcuni approfondimenti dai quali è emersa la presenza, accanto a quella zona, di un tumore di otto millimetri. Qualche settimana dopo ho affrontato l'operazione: il nodulo era piccolo, l'abbiamo preso in tempo, dunque non ho dovuto sottopormi alla chemioterapia. La mia vita è proseguita normalmente, senza nemmeno dover smettere di lavorare. Io sono stata fortunata, ma quello che voglio dirvi è che si può andare avanti e stare bene anche dopo una diagnosi di tumore al seno''.


Lo psicologo Edoardo Riva
A chiudere gli interventi prima che la lezione di yoga entrasse nel vivo, sono state le parole dello psicologo Edoardo Riva, che da oltre dieci anni collabora con la LILT di Casatenovo. Quest'ultimo ha messo in evidenza il senso di paura e di incertezza che pervade le pazienti che ricevono una diagnosi di cancro. ''Spesso quell'evento segna un crocevia, tra il prima e il dopo'' ha detto, rilevando poi la necessità di occupare il tempo con attività positive, di ''celebrare la vita'', sfruttando ogni occasione. Perchè ''il tempo non torna indietro''.

Un evento dunque (al quale hanno collaborato anche gli Alpini e i fotografi del Gruppo AFCB ndr) che ha saputo raggiungere un duplice obiettivo: sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione e dell'accesso alle cure ed esprimere vicinanza a chi ha combattuto – o sta ancora combattendo – la difficile battaglia contro la malattia.
G.C.


















