Casatenovo: il soprano Elena Nannini vola in Cina per la tournèe di Tourandot

C'era anche il soprano Elena Nannini, residente a Casatenovo, tra i protagonisti della tourneè andata in scena in Cina per celebrare il centesimo anniversario della prima di Turandot, capolavoro senza tempo di Puccini. Una ricorrenza che ha visto la leggenda del cinema e delle arti marziali Jackie Chan al suo debutto come regista d'opera.
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Elena Nannini con il maestro Enrique Mazzola

L'innovativo allestimento ha unito l’opera classica italiana alle arti marziali cinesi (kung fu e tai chi) fondendo musica, coreografia e effetti scenici in uno spettacolo coinvolgente e sfarzoso andato in scena in tre differenti città cinesi e che sarà probabilmente raccontato in un docufilm su Netflix.
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Il soprano casatese con Carlos Marcelo Ventre (Calaf)

Coro ed orchestra, composti da musicisti italiani, sono stati diretti - lo scorso maggio - in otto repliche da famose ''bacchette'' di fama mondiale: Enrique Mazzola, Carlo Montanaro, Anton Grishanin e Valery Gergiev.  I solisti, provenienti da tutto il mondo, si sono alternati nei diversi teatri interpretando con espressività vocale i sentimenti universali di pietà, orgoglio, oppressione, nostalgia e amore. 
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A sinistra il maestro Carlo Montanaro

La messa in scena comprensiva di uno specchio d'acqua e gli effetti luce portavano la firma di brillanti esperti italiani che hanno saputo esaltare la presenza di abili ginnasti di kung fu e delle ballerine appartenenti alla Jackie Chan Film Academy.
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La casatese tra Leo Nucci e la consorte

Particolarmente suggestiva l’idea di abbinare ai personaggi principali (Turandot e Calaf) due figure in movimento rappresentanti le loro anime in lotta per meglio definirne l’aspetto psicologico interiore.
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Nannini con Emidio Guidotti (il Mandarino)

''E' stata per me un'esperienza elettrizzante e immersiva'' ci ha raccontato Elena Nannini. ''Mi sembrava di cogliere quegli aspetti che tanto avevano affascinato Puccini e che aveva riportato in musica nello spartito: i timbri, la scala pentatonica, la ripresa quasi integrale per tre volte della canzone tradizionale cinese Fiore di Gelsomino. L’allegria dei colleghi, la collaborazione amichevole con i solisti e i direttori ha generato uno spettacolo unico a favore del pubblico che ci ha abbracciato molto calorosamente ad ogni intervento''. 
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Elena Nannini con Tiziano Borontini, Fabio Serani e Luca Bruno (Ping, Pong, Pang)

La casatese ha voluto mettere in evidenza in particolare ''lo stupore e la venerazione con cui siamo stati accolti. Un aspetto – ha rilevato l'artista - che mi ha colpita positivamente. Anche in un ulteriore concerto in trasferta e nella rappresentazione semiscenica di Rigoletto con Leo Nucci, che ho avuto il piacere di conoscere insieme alla consorte, l’entusiasmo del pubblico era sempre immenso''.
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A sinistra Courtney Ann Mills (Turandot)

''Forse noi italiani – ha aggiunto - abbiamo perso l’interesse per la nostra musica classica perchè la diamo per scontata invece come per un viaggio dovremmo un poco prepararci per quello che andiamo ad ascoltare e poi lasciarci guidare da tanta bellezza riscoprendo tanta ricchezza culturale che ci appartiene''.
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A destra il maestro Valery Gergiev

A distanza di due settimane dal rientro in Italia, l'emozione resta palpabile dopo l'esperienza vissuta: ''sento ancora il solco della magia non solo di aver contribuito a qualcosa di raffinato e originale, ma di averlo valorizzato e condiviso, di aver celebrato per davvero anche sul palco l’unione di due splendide culture... i cui cuori hanno battuto allo stesso ritmo sulle stesse melodie''.
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