Oggiono, Bachelet: protesta degli studenti nell’ultimo giorno di lezione
Una protesta pacifica degli studenti per chiedere maggiore ascolto e partecipazione, oltre che coinvolgimento nei processi decisionali che riguardano la vita scolastica. È quella andata in scena lunedì 8 giugno all'istituto di istruzione superiore Vittorio Bachelet di Oggiono, dove alcuni studenti hanno scelto di manifestare il proprio disagio dopo il mancato via libera alle iniziative proposte per celebrare l’ultimo giorno di scuola.
La mobilitazione è maturata al termine di settimane di confronto tra i rappresentanti degli studenti e la dirigenza scolastica: ''A partire dal mese di maggio - spiega Andrea Diolosà, rappresentante d’istituto - abbiamo avanzato diverse proposte per permettere agli studenti di vivere insieme l’ultimo giorno di scuola in modo responsabile e partecipato, tra cui l’organizzazione di un momento in cortile accompagnato dalla musica. Nel corso delle settimane abbiamo più volte modificato e riformulato le nostre proposte per adattarle alle richieste della dirigenza e cercare una soluzione condivisa. Nonostante questo percorso, il 6 giugno le nostre proposte sono state respinte''.

Secondo i rappresentanti, tuttavia, il malcontento rifletterebbe una questione più ampia relativa al rapporto tra ragazzi e istituzione scolastica: ''Per molti studenti quell’episodio ha rappresentato il culmine di un anno percepito come complesso sotto il profilo del dialogo tra rappresentanza studentesca e istituzione scolastica. In diverse occasioni abbiamo cercato di portare proposte, osservazioni e richieste a nome degli studenti, con l’obiettivo di contribuire in modo costruttivo alla vita della scuola e al suo miglioramento''
Prima di procedere con l’iniziativa, i rappresentanti hanno verificato che il disagio fosse condiviso e sentito all’interno dell'istituto, confrontandosi con i delegati delle singole classi. ''Ci siamo confrontati con tutti i rappresentanti di classe per verificare che il malcontento fosse realmente condiviso. Ricevuta conferma di ciò, abbiamo deciso di promuovere una protesta pacifica e rispettosa, con l’obiettivo di esprimere un disagio diffuso e richiamare l’attenzione sull’importanza del dialogo e della partecipazione degli studenti''.
La protesta si è concretizzata nell’ultima parte della mattinata scolastica. Al termine delle prime ore di lezione, gli alunni aderenti hanno deciso di riunirsi all’esterno delle aule fino al termine delle attività didattiche. ''Dopo l’intervallo gli studenti che hanno aderito all’iniziativa hanno scelto di non rientrare nelle aule e di riunirsi in cortile fino al termine delle lezioni. L’adesione inizialmente non è stata particolarmente elevata, anche perché molti studenti temevano possibili conseguenze disciplinari, come note o ripercussioni sul voto di condotta. Con il passare del tempo, però, la partecipazione è cresciuta e ha coinvolto un numero significativo di studenti''.
La manifestazione si è svolta senza particolari criticità e in modo ordinato. L’unico episodio segnalato è stata l’accensione di un fumogeno al termine dell’iniziativa, poco prima del suono dell’ultima campanella.
Al termine della protesta, spiegano i rappresentanti, non è arrivata una comunicazione ufficiale dalla dirigenza, tuttavia ''diversi docenti ci hanno espresso privatamente il loro apprezzamento sia per le modalità con cui è stata organizzata la protesta sia per le motivazioni che l’hanno ispirata''
Diolosà conclude rimarcando l’obiettivo che ha dato origine all'iniziativa: ''Il messaggio che volevamo trasmettere era semplice: gli studenti desiderano essere ascoltati e coinvolti nelle decisioni che li riguardano. Crediamo che la scuola debba essere un luogo di dialogo, confronto e partecipazione, e che la rappresentanza studentesca possa svolgere un ruolo importante nel costruire questo rapporto''.
La mobilitazione è maturata al termine di settimane di confronto tra i rappresentanti degli studenti e la dirigenza scolastica: ''A partire dal mese di maggio - spiega Andrea Diolosà, rappresentante d’istituto - abbiamo avanzato diverse proposte per permettere agli studenti di vivere insieme l’ultimo giorno di scuola in modo responsabile e partecipato, tra cui l’organizzazione di un momento in cortile accompagnato dalla musica. Nel corso delle settimane abbiamo più volte modificato e riformulato le nostre proposte per adattarle alle richieste della dirigenza e cercare una soluzione condivisa. Nonostante questo percorso, il 6 giugno le nostre proposte sono state respinte''.

Immagine d'archivio dell'istituto Bachelet di Oggiono
Secondo i rappresentanti, tuttavia, il malcontento rifletterebbe una questione più ampia relativa al rapporto tra ragazzi e istituzione scolastica: ''Per molti studenti quell’episodio ha rappresentato il culmine di un anno percepito come complesso sotto il profilo del dialogo tra rappresentanza studentesca e istituzione scolastica. In diverse occasioni abbiamo cercato di portare proposte, osservazioni e richieste a nome degli studenti, con l’obiettivo di contribuire in modo costruttivo alla vita della scuola e al suo miglioramento''
Prima di procedere con l’iniziativa, i rappresentanti hanno verificato che il disagio fosse condiviso e sentito all’interno dell'istituto, confrontandosi con i delegati delle singole classi. ''Ci siamo confrontati con tutti i rappresentanti di classe per verificare che il malcontento fosse realmente condiviso. Ricevuta conferma di ciò, abbiamo deciso di promuovere una protesta pacifica e rispettosa, con l’obiettivo di esprimere un disagio diffuso e richiamare l’attenzione sull’importanza del dialogo e della partecipazione degli studenti''.
La protesta si è concretizzata nell’ultima parte della mattinata scolastica. Al termine delle prime ore di lezione, gli alunni aderenti hanno deciso di riunirsi all’esterno delle aule fino al termine delle attività didattiche. ''Dopo l’intervallo gli studenti che hanno aderito all’iniziativa hanno scelto di non rientrare nelle aule e di riunirsi in cortile fino al termine delle lezioni. L’adesione inizialmente non è stata particolarmente elevata, anche perché molti studenti temevano possibili conseguenze disciplinari, come note o ripercussioni sul voto di condotta. Con il passare del tempo, però, la partecipazione è cresciuta e ha coinvolto un numero significativo di studenti''.
La manifestazione si è svolta senza particolari criticità e in modo ordinato. L’unico episodio segnalato è stata l’accensione di un fumogeno al termine dell’iniziativa, poco prima del suono dell’ultima campanella.
Al termine della protesta, spiegano i rappresentanti, non è arrivata una comunicazione ufficiale dalla dirigenza, tuttavia ''diversi docenti ci hanno espresso privatamente il loro apprezzamento sia per le modalità con cui è stata organizzata la protesta sia per le motivazioni che l’hanno ispirata''
Diolosà conclude rimarcando l’obiettivo che ha dato origine all'iniziativa: ''Il messaggio che volevamo trasmettere era semplice: gli studenti desiderano essere ascoltati e coinvolti nelle decisioni che li riguardano. Crediamo che la scuola debba essere un luogo di dialogo, confronto e partecipazione, e che la rappresentanza studentesca possa svolgere un ruolo importante nel costruire questo rapporto''.
M.Mau.


















