Capaci continua ad essere bersaglio di atti intimidatori: e io non posso stare in silenzio

Capaci continua a essere bersaglio di atti intimidatori.

E io mi domando perché i media qui al Nord tacciano, perché in questo Paese continuiamo a pensare che il pizzo sia una scena da film e non una ferita reale, quotidiana, che colpisce persone vere, famiglie vere, attività vere.

Come Sindaco di un Comune gemellato con Capaci, non posso restare in silenzio.
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Non posso accettare che si normalizzi ciò che normale non è.
Non posso tollerare che l’indifferenza diventi complicità.
Le richieste di pizzo non sono folklore.
Sono violenza.
Sono controllo del territorio.
Sono mafia.
E la mafia non è un ricordo degli anni ’90: è un problema di oggi.

Un problema che Capaci affronta con coraggio, dignità e una forza civile che meriterebbe molto più spazio, molto più rispetto, molta più attenzione.

A chi continua a intimidire, a minacciare, a colpire:
sappiate che non arretreremo di un millimetro.
Capaci non è sola.
Nibionno non è indifferente e ciò che possiamo fare è divulgare quel che succede a 1500 km di distanza.
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Il nostro gemellaggio non è una foto da appendere, ma un impegno concreto, quotidiano, schierato.

E finché ci saranno amministratori come il Sindaco Pietro Puccio e cittadini che non chinano la testa, la mafia troverà sempre meno spazio e sempre più resistenza.

La legalità non è un valore astratto.
È una scelta.
E noi abbiamo già scelto da che parte stare.
Laura Di Terlizzi, sindaco di Nibionno
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