Oggiono: rubano la borsa da un'auto e prelevano 500 euro allo sportello. Due peruviani arrestati dai CC
Il colpo sembrava essere riuscito: arraffata la borsa dall'abitacolo dell'auto, gli autori del furto si erano già portati ad un vicino sportello bancomat, prelevando la somma di 500 euro. A rovinare i loro piani però, sono stati i Carabinieri della stazione di Oggiono che - a operazione praticamente conclusa - li attendevano nel parcheggio. E così, espletati gli accertamenti del caso, ai polsi della coppia (classe 1978 e 1980, di nazionalità peruviana) sono scattate le manette.
I fatti risalgono alla mattinata di mercoledì 10 giugno quando un'anziana sarebbe stata avvicinata dai due sudamericani mentre si trovava a bordo della propria vettura, nel parcheggio del punto vendita Tigotà di Dolzago, dove si era recata per effettuare alcuni acquisti.

''Le sono cadute delle monete a terra'' le avrebbe detto uno dei due bussandole dal finestrino, mentre il complice – approfittando di qualche istante di distrazione della vittima – è riuscito ad aprire e subito dopo a richiudere la portiera, dileguandosi con la borsa che la vittima aveva appoggiato sul sedile del passeggero. Solo qualche istante più tardi, quando la donna classe 1945 si è accorta dell'accaduto, è scattata la richiesta di aiuto alle autorità.
Nel frattempo, i due autori del furto si erano portati alla filiale Intesa San Paolo di Oggiono, a pochi chilometri di distanza, riuscendo a prelevare, grazie al bancomat dell'anziana, ben 500 euro.
I Carabinieri però, erano già sulle loro tracce e gli accertamenti condotti hanno consentito loro di fermare la coppia, recuperando anche quel che era stato sottratto alla signora.
Stamani i due sono stati tradotti dai militari della stazione oggionese in Tribunale a Lecco, per il processo con rito direttissimo. Furto aggravato e indebito utilizzo di carta di credito i reati contestati ai due, già noti alla giustizia.
Al cospetto del giudice Bianca Maria Bianchi i sudamericani avrebbero ammesso i fatti, scusandosi con la vittima e manifestando la propria disponibilità a risarcire il danno patito.
Se il duplice arresto è stato convalidato, l'udienza è stata aggiornata al prossimo 9 luglio, avendo i difensori chiesto un termine a difesa. Nel frattempo i due – residenti alle porte di Milano – attenderanno il prosieguo del processo dalla cella del penitenziario di Pescarenico; il giudice ha infatti disposto, quale misura cautelare per queste settimane, la detenzione in carcere.
I fatti risalgono alla mattinata di mercoledì 10 giugno quando un'anziana sarebbe stata avvicinata dai due sudamericani mentre si trovava a bordo della propria vettura, nel parcheggio del punto vendita Tigotà di Dolzago, dove si era recata per effettuare alcuni acquisti.

''Le sono cadute delle monete a terra'' le avrebbe detto uno dei due bussandole dal finestrino, mentre il complice – approfittando di qualche istante di distrazione della vittima – è riuscito ad aprire e subito dopo a richiudere la portiera, dileguandosi con la borsa che la vittima aveva appoggiato sul sedile del passeggero. Solo qualche istante più tardi, quando la donna classe 1945 si è accorta dell'accaduto, è scattata la richiesta di aiuto alle autorità.
Nel frattempo, i due autori del furto si erano portati alla filiale Intesa San Paolo di Oggiono, a pochi chilometri di distanza, riuscendo a prelevare, grazie al bancomat dell'anziana, ben 500 euro.
I Carabinieri però, erano già sulle loro tracce e gli accertamenti condotti hanno consentito loro di fermare la coppia, recuperando anche quel che era stato sottratto alla signora.
Stamani i due sono stati tradotti dai militari della stazione oggionese in Tribunale a Lecco, per il processo con rito direttissimo. Furto aggravato e indebito utilizzo di carta di credito i reati contestati ai due, già noti alla giustizia.
Al cospetto del giudice Bianca Maria Bianchi i sudamericani avrebbero ammesso i fatti, scusandosi con la vittima e manifestando la propria disponibilità a risarcire il danno patito.
Se il duplice arresto è stato convalidato, l'udienza è stata aggiornata al prossimo 9 luglio, avendo i difensori chiesto un termine a difesa. Nel frattempo i due – residenti alle porte di Milano – attenderanno il prosieguo del processo dalla cella del penitenziario di Pescarenico; il giudice ha infatti disposto, quale misura cautelare per queste settimane, la detenzione in carcere.
G.C.


















